Firenze “Oggi non si allena più da soli o con una gestione che esclude i collaboratori dal processo decisionale: nel calcio moderno, delle maxi-rose, sarebbe impensabile. Tutti vanno coinvolti e resi partecipi delle decisioni. Che certamente spettano sempre a chi per ruolo ne ha la responsabilità, però non devono essere calate dall’alto. La gestione quotidiana della squadra va condivisa, con compiti chiari e aree di competenza precise. Per questo avere uno staff di fiducia, che si forma negli anni e che studia il calcio aggiornandosi in continuazione, è essenziale”. Rino Gattuso sta mettendo in pratica questa sua teoria democratica anche in Nazionale, dove emerge sempre più la distribuzione dei compiti per inseguire il Mondiale.
Il ct e gli allenamenti parlati
Il ct …
Firenze “Oggi non si allena più da soli o con una gestione che esclude i collaboratori dal processo decisionale: nel calcio moderno, delle maxi-rose, sarebbe impensabile. Tutti vanno coinvolti e resi partecipi delle decisioni. Che certamente spettano sempre a chi per ruolo ne ha la responsabilità, però non devono essere calate dall’alto. La gestione quotidiana della squadra va condivisa, con compiti chiari e aree di competenza precise. Per questo avere uno staff di fiducia, che si forma negli anni e che studia il calcio aggiornandosi in continuazione, è essenziale”. Rino Gattuso sta mettendo in pratica questa sua teoria democratica anche in Nazionale, dove emerge sempre più la distribuzione dei compiti per inseguire il Mondiale.
Il ct e gli allenamenti parlati
Il ct dirige in prima persona la squadra, seguendola direttamente e incitandola in prima persona: non c’è allenamento in cui non risuoni in sottofondo la sua voce. Ma nello stesso tempo, durante questi allenamenti decisamente “parlati”, Gattuso delega pienamente alcune fasi e alcuni aspetti delle sedute ai suoi collaboratori. Lo fa dopo avere condiviso con loro la preparazione di ogni successivo esercizio tecnico, tattico e atletico, per evitare il più possibile i tempi morti e per cercare di creare un clima disteso e rilassato, pur senza trascurare serietà e concentrazione. L’obiettivo è di far digerire meglio ai giocatori le sessioni tattiche e il ritiro di una settimana, ormai una rarità nei club. Vietato annoiarsi, insomma.
Tutti gli uomini del ct
C’è una squadra nella squadra, per inseguire il Mondiale. Lo si è visto già nei giorni della definizione del contratto del nuovo commissario tecnico tra Giancarlo Viglione, legale della Figc, e l’avvocato Piero Baffa, che segue Gattuso fin dai tempi dell’Ofi Creta. Al vertice della piramide ci sono una figura storica della Nazionale come Gigi Buffon, direttore sportivo del Club Italia, e da Mauro Vladovich, che del club Italia è il coordinatore, dopo essere stato a lungo il segretario della Nazionale, fin dai Mondiali degli anni Novanta. Sono loro due a lavorare quotidianamente a stretto contatto con Gattuso insieme al segretario Emiliano Cozzi, che ha fatto la trafila dalle Under, diventando poi il riferimento organizzativo dei vari ct. Un ruolo cruciale spetta a Maurizio Viscidi, coordinatore delle nazionali giovanili.
Il ruolo strategico di Riccio e Bonucci
Gigi Riccio e Leonardo Bonucci sono i cardini della struttura tecnica. Riccio, 47 anni, è stato un ottimo centrocampista centrale, agile, dinamico e tecnico, con visione di gioco: geneticamente ne ha raccolto l’eredità il figlio Lorenzo, che gioca nell’Atalanta ed è attualmente impegnato al Mondiale Under 20 in maglia azzurra. Riccio senior ha giocato per lo più in provincia. Ma a Piacenza, dove era capitano, e a Sassuolo, altra tappa fondamentale della sua carriera, ancora lo ricordano come un leader. Di quelli che non hanno bisogno di ostentare la propria naturale capacità di diventare punto di riferimento per i compagni di squadra. Ora lo è nello spogliatoio della Nazionale.
Il ruolo di Bonucci
Per Bonucci, 38 anni, parla invece il curriculum, soprattutto nella Juventus e in Nazionale. Leader, da calciatore, lo è stato praticamente da subito. Così la scelta di allenare immediatamente, una volta abbandonato il campo, è parsa consequenziale. Gattuso gli ha affidato, tra gli altri, il compito di trasmettere durante la partita i messaggi sui rilevamenti tattici che arrivano dal match-analyst Mannucci, seduto in tribuna. Per questo Bonucci indossa gli auricolari ed è una presenza costante in piedi, davanti alla panchina. Ma l’ex difensore della Nazionale è anche il referente più attivo, con Riccio, nella visione delle partite di campionati e coppe. Il mese scorso i due hanno viaggiato tantissimo, all’estero e in Italia.
Otto uomini in simbiosi
Sono Riccio e Bonucci i due più stretti assistenti tecnici di Gattuso ct. Il trio si muove in simbiosi, come si è potuto constatare nelle visite ai club, che hanno rappresentato nelle scorse settimane la parte più importante dell’avvio del nuovo ciclo della Nazionale. Nei primi allenamenti a Coverciano è subito balzato agli occhi l’affiatamento dello staff, completato dai preparatori atletici Dominici e Tenderini, dai match analyst Sangermani e Mannucci e dagli allenatori dei portieri Perrone e Lupatelli: un gruppo in grande parte collaudato nelle precedenti esperienze dei 12 anni di Gattuso allenatore.
Riccio-Gattuso, un legame ultratrentennale
In tutte le partite di Gattuso allenatore c’è una scena immancabile, che si può ripetere più volte. Rino si volta verso la panchina e parla fitto con Gigi: il consulto tecnico-tattico non è casuale, ma è segno di concreta fiducia e di confronto continuo. Questo rapporto stretto nasce da quando i due erano ragazzini tredicenni e vivevano nel convitto del Perugia. Il futuro campione del mondo, arrivato dalla Calabria, fece subito amicizia col quasi coetaneo napoletano (all’anagrafe li separano pochi giorni: Riccio è del dicembre 1977, Gattuso del gennaio 1978). Entrambi passarono giovanissimi ai Rangers Glasgow e da allora il feeling si è consolidato, anche se poi da calciatori hanno percorso strade diverse. A fine carriera Gigi si è trasferito con la famiglia a Gallarate, dove viveva Rino, e insieme hanno condiviso la passione per il nuovo mestiere. Riccio, che si è laureato al Master di Coverciano nel 2019, nella sessione in cui tra gli altri allievi c’era Gianni Rivera, ha seguito Gattuso ovunque: dalla prima esperienza complicatissima all’Ofi Creta nel 2012 fino all’ultima all’Hajduk Spalato, prima della chiamata in Nazionale. Con un principio base da non rinnegare mai: studiare e aggiornarsi sempre sulle novità tattiche e tecnologiche, perché il calcio moderno è in perenne evoluzione e non si può restare indietro.
Bonucci al Milan, scocca la scintilla
Nella lunga carriera di Bonucci calciatore gli anni d’oro sono quelli alla Juventus. Ma la breve parentesi al Milan, anche se non è stata accompagnata dalle vittorie, si è rivelata preziosa per l’attuale vice dell’Italia. A Milanello è stato allenato da Gattuso, che ne ha apprezzato la professionalità, la capacità di guidare il gruppo e il senso tattico. I due non hanno smesso di sentirsi, anche dopo il ritorno del difensore alla Juventus e anche durante il suo finale di carriera all’Union Berlino e al Fenerbahce. Quando Bonucci ha intrapreso il nuovo percorso, scegliendo le giovanili azzurre per completare il Master al quale è iscritto, la proposta che gli ha fatto Gattuso, cooptandolo nello staff, è stata quasi ovvia. Metterà a disposizione della squadra la sua esperienza e il suo ancora fresco rapporto da compagno di squadra con alcuni tra gli attuali convocati. E potrà dare preziosi consigli sulla fase difensiva, ultimamente vistoso e inatteso punto debole.
Uno staff consolidato
Il resto dello staff lavora per la maggior parte da anni col nuovo ct. Bruno Dominici, 53 anni, nato a Bagnara Calabra, era preparatore atletico del Milan nel 2008, quando Gattuso giocava e il legame si è da allora consolidato. Con Dino Tenderini, 56 anni, lecchese di Premana, docente a contratto dell’Università Cattolica e già preparatore delle squadre giovanili dello Sci club Lecco prima di indirizzarsi verso il calcio, il rapporto è più recente: risale alla stagione 2017-18, quando Gattuso allenò la Primavera e poi la prima squadra del Milan. Lui lo ha seguito nelle successive esperienze, al Napoli, al Valencia, al Marsiglia e all’Hajduk. Le tempistiche e il percorso di Marco Sangermani, 39 anni, milanese di San Donato, sono gli stessi: l’ex centrocampista dilettante della Melegnanese è tra i più apprezzati match analyst italiani. Sono due gli allenatori dei portieri. Si tratta di una figura molto importante per il ct, che convoca ormai per prassi quattro portieri (Donnarumma, Meret, Vicario e Carnesecchi), a riprova di quanto consideri il ruolo fondamentale nel suo gioco, anche in fase di impostazione.
Perrone e Lupatelli per Donnarumma & C
Allenano appunto i portieri Roberto Perrone e Cristiano Lupatelli. Perrone, 56 anni, già portiere di Legnano, Pro Sesto, Novara e Saronno, è stato da tecnico tra gli artefici dell’ascesa del Carpi fino alla serie A e Cristiano Giuntoli, passando dall’Emilia al Napoli come dirigente, lo portò con sé. Quando Gattuso allenò il Napoli dal 2019 al 2021, lavorò appunto con Perrone ed è stata poi naturale la prosecuzione del rapporto. Così come è stata naturale, quando il neo-ct ha chiesto alla Figc un ulteriore allenatore dei portieri, la scelta di Lupatelli tra i candidati: il quarantesettenne perugino, una carriera di lungo corso da calciatore col picco dello scudetto vinto con la Roma, era nello staff dell’Under 16 azzurra e ha detto sì con entusiasmo alla proposta.
Il drone di Mannucci
Lavorava già per la Figc e aveva collaborato col predecessore di Gattuso, Luciano Spalletti, anche Marco Mannucci, cooptato come match analyst e assistente a tutti gli effetti. È entrato in Nazionale nel 2023 il trentasettenne Mannucci, livornese, che ha iniziato con Cristiano Lucarelli (Pistoiese e Tuttocuoio) e dal 2016 è passato al Club Italia, prima alle giovanili e alla femminile e nel 2023 all’Under 20. Mannucci è l’uomo che guarda la Nazionale dall’alto, coordinando il famoso drone dalla terrazza di Coverciano e comunicando con Bonucci dalla tribuna, durante le partite.
Il gruppo di Coverciano
Ma lo staff non finisce qui. Ci sono figure riferimento che lavorano da anni a Coverciano. Come Roberto Guidotti, segretario organizzativo, ed Elena Castellini, l’analista dei dati fisici che in questi giorni, sul campo accanto a Dominici, registra sul tablet i dati fisici sui giocatori raccolti in tempo reale col gps e li comunica al ct e ai calciatori stessi. Gattuso conosce Guidotti e Castellini fin dai tempi in cui era calciatore della Nazionale: un rapporto di fiducia che si è consolidato per un ct che conosce da anni anche l’ufficio stampa (Alessandro Salerno, Diego Antenozio, Simone Orati e Paolo Serena) e si rapporta quotidianamente col responsabile Roberto Coramusi. Completano il gruppo i due medici, Angelo De Carli e Carmine Costabile, i fisioterapisti Fabrizio Scalzi, Walter Martinelli, Emanuele Randelli, Fabio Sannino ed Emiliano Bozzetti, il nutrizionista Matteo Pincella, i magazzinieri Angelo Lucantoni, Antonio Cosentino e Gabriele Rocchi. Una squadra nella squadra. Per l’obiettivo Mondiale.