Oriundo felice in un periodo in cui le Under azzurre sono meno oriunde, avendo accolto una quantità inusuale di italiani di seconda generazione nati in Italia e prossimi al battesimo in Nazionale, Mateo Retegui da San Fernando, regione di Buenos Aires, è sempre più titolare e sempre meno oggetto di scetticismo. Si prepara a giocare sabato a Tallinn la sua nona partita consecutiva da titolare, nella squadra che per i tifosi è diventata la sua principale, visto l’approdo al campionato saudita, nell’Al Qadsiah di Al Khobar, che appartiene ad Aramco, munifico fondo petrolifero governativo che gli ha garantito lo stipendio faraonico di 19 milioni di euro netti l’anno. Incasserà ulteriori bonus se, dopo avere vinto con l’Atalanta il titolo di capocannoniere della serie A, riuscirà a bissare l’impresa nella Saudi League, il campionato di CR7.
L’afa araba e la fresca Europa
Per ora in Medio Oriente ha fatto 3 gol in 4 giornate, con l’aggiunta di un assist, ma i ritmi lenti del gioco e del cal…
Oriundo felice in un periodo in cui le Under azzurre sono meno oriunde, avendo accolto una quantità inusuale di italiani di seconda generazione nati in Italia e prossimi al battesimo in Nazionale, Mateo Retegui da San Fernando, regione di Buenos Aires, è sempre più titolare e sempre meno oggetto di scetticismo. Si prepara a giocare sabato a Tallinn la sua nona partita consecutiva da titolare, nella squadra che per i tifosi è diventata la sua principale, visto l’approdo al campionato saudita, nell’Al Qadsiah di Al Khobar, che appartiene ad Aramco, munifico fondo petrolifero governativo che gli ha garantito lo stipendio faraonico di 19 milioni di euro netti l’anno. Incasserà ulteriori bonus se, dopo avere vinto con l’Atalanta il titolo di capocannoniere della serie A, riuscirà a bissare l’impresa nella Saudi League, il campionato di CR7.
L’afa araba e la fresca Europa
Per ora in Medio Oriente ha fatto 3 gol in 4 giornate, con l’aggiunta di un assist, ma i ritmi lenti del gioco e del calendario di quel torneo avvolto nell’afa hanno suscitato il dubbio: la polvere del deserto non inaridirà la vena del goleador? La sua risposta alla domanda è categorica: «Ogni volta che torno in Europa, dopo essere stato alle temperature arabe, mi sembra di volare».
Il resto lo aggiunge ai compagni ritrovati a Coverciano: «Qui sono davvero contento. Voglio andare al Mondiale. Gli allenamenti di Gattuso sono spettacolari: è tutto organizzatissimo, coordinato, intenso, dinamico». Al Khobar, a un’ora di auto dal Bahrain, cui la collega un ponte architettonicamente avveniristico quanto il lungomare cittadino di una riviera popolata di resort secondo input turistico del progetto statale Vision 2030, non è certo una metropoli piena di distrazioni, con i suoi 650mila abitanti in un Paese soggetto a restrizioni religiose. Gli stranieri vivono in compound di lusso, la vita di Retegui è casa e campo. La circostanza non dispiace al ct, che non concorda con chi snobba la Saudi Pro League («è di buon livello») e considera che gli impegni agonistici rarefatti e l’assenza di appuntamenti stressanti potrebbero tradursi in un vantaggio per il centravanti ereditato da Mancini, che lo scovò in Argentina su consiglio di Veron, e custodito da Spalletti.
La coppia con Kean
Gattuso ne ha fatto tesoro. Un mese abbondante dopo il felice varo della coppia d’attacco Kean-Retegui, non osa separare ciò che lui stesso ha unito a settembre: la mossa più logica per fare gol. A Bergamo, con l’Estonia, Retegui ha segnato una doppietta, oltre a porgere l’assist iniziale a Kean, che a Debrecen con Israele la doppietta l’ha fatta lui, sempre su assist del partner di reparto.
Così, sabato sera in Estonia, dovrebbe giocare ancora il tandem, che anche in allenamento sfoggia intesa tecnica e sguardi complici. Dalla Nazionale attende a sua volta di essere rinvigorito anche Kean, coinvolto negli attuali stenti della Fiorentina: rispetto alla scorsa stagione, finora, ha segnato pochissimo (1 gol). Se poi a Tallinn si unisse ai novelli dioscuri anche Raspadori da ipotetico esterno sinistro, potrebbe scattare una gara virtuosa: tra i cannonieri azzurri l’emiliano Raspadori è a quota 11, Kean a 10 e l’oriundo argentino Retegui a 8. E comunque gli oriundi la Figc continua a tenerli d’occhio: filtra la notizia che il ventenne attaccante del Lille Fernandez-Pardo, nato in Belgio da padre spagnolo e madre siciliana e con trascorsi nelle Under belghe, avrebbe per ora rifiutato la convocazione della Spagna, in attesa di eventuali nuove dall’Italia.