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Italia-Israele, alta tensione a Udine: droni, zona rossa e solo 8mila biglietti venduti

L'arrivo degli azzurri a Udine 

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Stadio semivuoto per il match di qualificazione ai Mondiali: pesano le tensioni. Confemato il corteo Pro-Pal
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UDINE – L’Italia si gioca domani l’accesso ai play-off mondiali in una Udine blindata e divisa dallo scontro politico, dentro uno stadio che si annuncia in parte vuoto. Sono stati emessi finora 8mila dei 16mila biglietti in vendita: la capienza è ridotta rispetto ai 25mila posti dello stadio Friuli. La tregua a Gaza ha solo allentato la pressione in vista del corteo di protesta dei pro-Pal, confermato per domani alle 17.30 nel centro città. Gli appelli di Governo e centrodestra a sospendere la manifestazione anti-Israele, o a ridurla ad un sit-in, non sono stati accolti dal Comitato cittadino per la Palestina, sostenuto da oltre 350 associazioni. Per gli organizzatori del corteo, che inizierà tre ore prima della partita, «la fine dei bombardamenti non può essere considerata una garanzia di pace e di giustizia. È inaccettabile che Figc e governo italiano normalizzino le relazioni con un Paese che da decenni pratica, in maniera continuativa e strutturale, la violazione dei diritti umani…

UDINE – L’Italia si gioca domani l’accesso ai play-off mondiali in una Udine blindata e divisa dallo scontro politico, dentro uno stadio che si annuncia in parte vuoto. Sono stati emessi finora 8mila dei 16mila biglietti in vendita: la capienza è ridotta rispetto ai 25mila posti dello stadio Friuli. La tregua a Gaza ha solo allentato la pressione in vista del corteo di protesta dei pro-Pal, confermato per domani alle 17.30 nel centro città. Gli appelli di Governo e centrodestra a sospendere la manifestazione anti-Israele, o a ridurla ad un sit-in, non sono stati accolti dal Comitato cittadino per la Palestina, sostenuto da oltre 350 associazioni. Per gli organizzatori del corteo, che inizierà tre ore prima della partita, «la fine dei bombardamenti non può essere considerata una garanzia di pace e di giustizia. È inaccettabile che Figc e governo italiano normalizzino le relazioni con un Paese che da decenni pratica, in maniera continuativa e strutturale, la violazione dei diritti umani». Alla manifestazione, che promette di essere pacifica, sono attese oltre 10mila persone.

Le misure di sicurezza

Imponenti le misure antiterrorismo adottate dal comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Domenico Lione. Mille gli agenti contro il rischio di infiltrazioni estremiste e mobilitati per scortare il corteo: centinaia gli uomini di polizia, carabinieri, guardia di finanza ed esercito impegnati in controlli, posti di blocco, aree-filtro e bonifica delle strade contro la presenza di provocatori, esplosivi e armi. Elicotteri e droni delle forze dell’ordine sorvolano la città e in particolare la zona rossa attorno allo stadio Friuli, l’hotel all’esterno del centro storico che ospita i calciatori israeliani, la sede del ritiro azzurro a Buttrio, una decina di chilometri fuori città. L’accesso all’albergo degli ospiti è sbarrato da transenne: la circolazione è vietata nell’intero quartiere, presidiato in ogni via. Blocchi in cemento per rompere la folla isolano anche lo stadio. La Nazionale italiana, arrivata nella notte da Tallinn, ha trovato duecento tifosi ieri in ritiro e poi è scesa in campo nel pomeriggio al centro sportivo “Dino Bruseschi”, a porte chiuse.

Il corteo Pro-Pal

Domani sugli spalti, assieme al ministro per lo Sport, Andrea Abodi, ci saranno anche il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani di FdI, e il presidente leghista della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Mancherà, a meno di ripensamenti in extremis, il sindaco Alberto Felice De Toni, di centrosinistra. Il primo cittadino, che condivide le posizioni dei pro-Pal e che aveva chiesto il rinvio della partita, non ha accettato l’invito del presidente federale Gabriele Gravina a essere in tribuna, ma non sfilerà in corteo. Tra le 18 e le 20 parteciperà alla veglia di preghiera per la pace presieduta dall’arcivescovo Riccardo Lamba. «Un appuntamento programmato da tempo — ha assicurato il presule per non alimentare le tensioni tra Vaticano e Tel Aviv — su invito di papa Leone: nessun connotato politico, i fronti di guerra sono tanti».

Dalla Figc sostegno a due onlus

Ad alzare la temperatura, lo scontro politico. «Lo sport non può essere strumentalizzato — dice Ciriani — ed è senza senso continuare a bloccare le nostre città con manifestazioni che chiedono una pace che si sta già realizzando grazie alle diplomazie. Un assurdo fuori dal tempo, dover militarizzare Udine». Sulla stessa linea Fedriga, preoccupato anche per la serrata imposta a negozi e locali del centro. «Se qualcuno vuole portare scontri per alimentare la propaganda filo-Hamas di un inesistente genocidio — ripete — ne deve pagare le conseguenze: anche penali in caso danni ai beni collettivi». Per Pd e opposizione «ora serve invece una gestione ordinata di una partita che non volevamo, che il Governo ha imposto e che la Regione sponsorizza. Corteo e proteste saranno pacifici, tutti contribuiranno a evitare infiltrazioni di violenti decisi a screditare le ragioni di pace e diritti umani in Palestina». L’Unione stampa sportiva italiana, per ricordare i 250 giornalisti uccisi a Gaza e “contro ogni forma di guerra”, distribuirà fiocchetti neri in tribuna e a bordo campo. La Figc ha annunciato il sostegno economico a due ong che operano in Palestina. Ma niente eviterà il muro di gelo alzato attorno alla nazionale israeliana: in piazza Primo Maggio, approdo del corteo dopo una marcia di due chilometri, domani verrà esposto un lenzuolo di venti metri con i nomi dei 18 mila bambini uccisi nella Striscia dall’esercito di Tel Aviv.

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