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Gattuso: “In Moldova non è una scampagnata”. Ma in campo manda una Italia tutta nuova

Gennaro Gattuso (ansa)

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A Chisinau torna in campo la Nazionale. Il ct schiererà le seconde linee in attesa della sfida di domenica con la Norvegia: “Ci saranno tanti cambiamenti, ma non sto regalando nulla. Faremo una grande partita”
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Chisinau – La Moldova ha perso 11-1 con la Norvegia, ma non per questo è la classica vittima sacrificale, anzi. Gattuso non si fida delle presunte partite facili, tanto meno di questa, che l’Italia potrebbe affrontare con la certezza, dopo Norvegia-Estonia, di potere arrivare al massimo seconda nel girone, cioè di andare ai play-off di marzo: “Già ai nostri tempi era così, qui ci abbiamo già giocato vincendo 1-0. E ricordo che con Sacchi ct la Nazionale vinse 3-1 e che all’andata a Reggio Emilia il 2-0 non è stato semplice. Lo ripeto, questa non sarà una scampagnata”.

Una Nazionale tutta nuova

Sarà certamente una grande occasione per tutti quelli che di solito giocano di meno. Il ct lo aveva detto a inizio ritiro e conferma. I titolari, a parte Tonali che è diffi…

Chisinau – La Moldova ha perso 11-1 con la Norvegia, ma non per questo è la classica vittima sacrificale, anzi. Gattuso non si fida delle presunte partite facili, tanto meno di questa, che l’Italia potrebbe affrontare con la certezza, dopo Norvegia-Estonia, di potere arrivare al massimo seconda nel girone, cioè di andare ai play-off di marzo: “Già ai nostri tempi era così, qui ci abbiamo già giocato vincendo 1-0. E ricordo che con Sacchi ct la Nazionale vinse 3-1 e che all’andata a Reggio Emilia il 2-0 non è stato semplice. Lo ripeto, questa non sarà una scampagnata”.

Una Nazionale tutta nuova

Sarà certamente una grande occasione per tutti quelli che di solito giocano di meno. Il ct lo aveva detto a inizio ritiro e conferma. I titolari, a parte Tonali che è diffidato e rischierebbe la squalifica per gli spareggi, torneranno domenica a San Siro con la Norvegia: “Confermo che ci saranno tanti cambiamenti, ma senza paura. Ho fiducia in tutti questi ragazzi, se lo meritano. Non sto regalando nulla, sono sicuro che faremo una grande partita. Mi aspetto che continueremo a crescere”. Spazio in particolare a Buongiorno in difesa, affiancato da Mancini nel 4-4-2 (Gabbia dovrebbe entrare dopo per il debutto), a Bellanova terzino destro, a Vicario in porta al posto del capitano Donnarumma, a Cristante a centrocampo, a Orsolini ala destra e in avanti al redivivo Scamacca, in coppia con Raspadori, reminiscenza del vecchio Sassuolo.

Il discorso di Coverciano

Il ct conferma il ringraziamento ai calciatori, espresso da lui e dal capodelegazione Buffon nel discorso a Coverciano in cui hanno sottolineato l’importanza del senso di appartenenza e dell’attaccamento alla maglia azzurra: “Pensavo che in questo raduno potessero succedere determinate cose, invece ho visto grande attaccamento. Sappiamo come funziona, sappiamo che ci sono tante partite, invece tutti hanno voluto essere qui. I ragazzi non si arrendono ai dolorini? Non è solo questo, se no li facciamo passare per poco professionali. Un esempio è Barella: è squalificato per questa partita e poteva chiedermi dei giorni e farsi trovare venerdì a Milanello. Invece i ragazzi sono contenti di stare qui”.

L’esempio di Sinner e Musetti

L’entusiasmo per Sinner e per i successi del tennis è italiano è contagioso: “Ci riempie d’orgoglio, a Coverciano siamo rimasti a guardare Musetti fino a mezzanotte, ci ha emozionato come sempre vedere chi rappresenta in questo modo la nostra bandiera: c’è anche un po’ d’invidia per il contesto in cui giocano i tennisti, vorrei vedere tanti stadi nuovi. Mi inorgoglisce anche vedere 6-7 miliojni di telespettatori per le nostre partite, è un dato che chiedo sempre. La strada è quella: fare innamorare la gente e lo si può fare solo con le prestazioni. L’affetto lo sento anche quando vado in giro negli stadi italiani: la gente ci vuole al Mondiale”.

Il regolamento delle qualificazioni

Una critica Gattuso la riserva alle modalità delle qualificazioni: “Ora tocca a noi, ma vedere il Sud America dove sei squadre su dieci vanno direttamente al Mondiale e la settima fa lo spareggio con l’Oceania fa venire rammarico. La delusione è quella, bisogna sistemare qualcosa”.

L’elogio di Dimarco

Il terzino dell’Inter dovrebbe inizialmente riposare, ma il ct spiega quanto sia importante per la squadra: “Dimarco ha sofferto tantissimo l’etichetta di essere un giocatore da 60-65 minuti, lavora molto e se la sta togliendo”. Cristante è il veterano e racconta il punto di vista della squadra, che non guarderà al risultato di Norvegia-Estonia: “La partita la prepariamo guardando noi stessi, non quello che succede sugli altri campi”.

Il precedente del 2004

Il ct della Moldova Popescu punta sulla spensieratezza: “Ci imbarchiamo con entusiasmo per una nuova avventura”. L’ultima volta della Nazionale a Chisinau fu nel settembre 2004 allo stadio Repubblicano, poi demolito nel 2007, e le attuali tensioni per l’invasione russa dell’Ucraina, in questa terra di confine piena di profughi, rimandano a quelle di allora tra la Repubblica di Moldova e la Transnistria, enclave filorussa. La partita si sarebbe dovuta giocare a Tiraspol, in Transnistria, ma lì il presidente moldavo Voronin non era gradito, così fu spostata in fretta e furia nella capitale, col Repubblicano riverniciato in fretta e furia ma col prato sconnesso. L’Italia vinse 1-0 con gol di Del Piero e fu l’inizio della cavalcata verso Berlino 2006.

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