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Il messaggio agli azzurri di Gattuso e Buffon: “Date priorità ai Mondiali”

Gattuso in allenamento (ansa)

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Giovedì in Moldova penultima gara del girone. Per evitare gli spareggi c’è una sola speranza: il doppio passo falso della Norvegia
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FIRENZE – Domani la Moldova a Chisinau. Domenica la Norvegia a San Siro. Due tappe, poi la Nazionale avrà la certezza di doversi giocare il destino negli spareggi per il Mondiale: semifinale il 26 marzo (si rafforza la candidatura di Bergamo come sede) e la finale del 31 marzo 2026. Per evitare il terzo fallimento consecutivo ai play-off, dopo il 2017 e il 2022, esiste storicamente una sola strada: preparare questi due decisivi appuntamenti con la massima attenzione ai dettagli, che in questi casi dettagli non sono affatto, e col massimo anticipo possibile, cioè ora, alla vigilia degli ultimi due impegni del girone di qualificazione.

La testa è già agli spareggi

Tecnicamente, Gattuso può ancora sperare nell’accesso diretto, ma l’unica poss…

FIRENZE – Domani la Moldova a Chisinau. Domenica la Norvegia a San Siro. Due tappe, poi la Nazionale avrà la certezza di doversi giocare il destino negli spareggi per il Mondiale: semifinale il 26 marzo (si rafforza la candidatura di Bergamo come sede) e la finale del 31 marzo 2026. Per evitare il terzo fallimento consecutivo ai play-off, dopo il 2017 e il 2022, esiste storicamente una sola strada: preparare questi due decisivi appuntamenti con la massima attenzione ai dettagli, che in questi casi dettagli non sono affatto, e col massimo anticipo possibile, cioè ora, alla vigilia degli ultimi due impegni del girone di qualificazione.

La testa è già agli spareggi

Tecnicamente, Gattuso può ancora sperare nell’accesso diretto, ma l’unica possibilità è che la Norvegia non batta l’Estonia e poi perda con gli azzurri a Milano. Improbabile, per questo tutti pensano già agli spareggi. E in quest’ottica va azzerato il rischio che i club facciano pressione sui loro stipendiati, perché privilegino le esigenze dei datori di lavoro nella fase della stagione più calda. E indeboliscano così la rosa di Gattuso.

Il patto tra ct e squadra

Per questo, nell’aula magna di Coverciano, è stato siglato un patto. Il capodelegazione Gigi Buffon e il ct stesso hanno trasmesso ai calciatori un messaggio molto chiaro: siate fermi nel manifestare ai vostri club la priorità di andare in America. Per voi, per l’intero movimento (in definitiva per i club stessi) e soprattutto per i tifosi italiani, a cominciare dai non pochi bambini che non hanno mai visto la Nazionale al Mondiale. Gattuso e Buffon hanno spiegato con esempi concreti il concetto di personalità forte: ai loro tempi capitava che Moggi o Galliani cercassero legittimamente di persuaderli a non giocare almeno le partite dell’Italia giudicate meno importanti. Ma i due dirigenti di Juventus e Milan, ai quali non mancavano certo gli argomenti, venivano immancabilmente e cordialmente respinti: rinunciare alla convocazione in Nazionale era impensabile.

Gattuso con il suo staff (ansa)

Col tempo le pressioni dei club hanno iniziato a fare breccia: le ripetute defezioni per infortuni non sempre gravi hanno costellato il cammino dell’Italia campione d’Europa verso il Mondiale mancato nel 2022.

Ora chi sta male resta in ritiro

Ora la tendenza sembra per fortuna cambiata. Il messaggio di cui sopra è stato finora recepito, come dimostrano le presenze a Coverciano a settembre di Scamacca malconcio e di Tonali con una spalla dolorante e in questa tornata quelle di Barella dall’inizio del ritiro, malgrado la squalifica con la Moldova, e di Calafiori, che l’Arsenal avrebbe preferito le cure in Inghilterra invece che a Firenze, visto il dolore all’anca.

Le parole di Orsolini («Abbiamo il dovere morale di andare al Mondiale») non parrebbero di facciata: sono segnali molto apprezzati da Gattuso e dal suo staff, a maggior ragione in un periodo contrassegnato da una desolante statistica. Nello scorso weekend di campionato sono scesi in campo nelle formazioni iniziali solo il 29,55% di giocatori italiani. La scelta è ridotta all’osso.

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