Haaland contro l’Italia va a caccia del record di gol: “L’esperienza migliore a San Siro? Il concerto dei Coldplay”
di Andrea SereniMilano – Erling Haaland a San Siro, versione numero tre, la prima da calciatore. “La prima volta qui? A vedere il Milan nel 2017 (all’epoca giocava nel Molde), poi a un concerto dei Coldplay, l’esperienza migliore” dice sorridendo. Il cyborg norvegese si presenta nella sala stampa nella pancia del Meazza in tuta, con il cappellino in testa con la visiera girata al contrario per provare a domare la lunga chioma bionda.
Record di Lewandowski
Alla vigilia della sfida all’Italia c’è lui a presentare la partita insieme al ct della Norvegia Solbakken, prima della seduta di allenamento in programma sul prato di San Siro. Domani andrà a caccia del record di gol nelle qualificazioni mondiali di Lewandowski, 16 reti, lui è a 14 in 7 gare. “Fare gol è il mio lavoro, per il Manchester City o per la Norvegia. Ora voglio portare la mia Nazionale al Mondiale, l'ultima volta non ero nemmeno nato (nel 1998, ndr). Ho lavorato a lungo in questi anni, ce l'ho in testa dal 2019 e ora ci stiamo avvicinando al traguardo”. L'approccio è freddo: "Dobbiamo giocare come sempre, senza pensare alla differenza reti”. Non vuole sbilanciarsi, nonostante agli azzurri per scavalcare la Norvegia servirebbe una vittoria con nove gol di scarto. Un’utopia.
"Futuro in Italia? Mai dire mai”
Gli chiedono di un possibile futuro in serie A, lui non si sbilancia: “L’Italia mi piace, ma adesso sto bene dove sto. Vedremo cosa accadrà nel futuro”. Al Manchester City da quest’anno gioca con Donnarumma, che domani affronterà da avversario: “Gigio è insieme a Courtois il miglior portiere del mondo. Da quando è al City la mia opinione non è cambiata, forse lo è solo dal punto di vista personale. Gigio è una bella persona: sarà particolare giocare contro di lui, ma sono 90 minuti di lavoro. Il mio obiettivo è cercare di vincere la partita”. Sul suo collega d'attacco Pio Esposito è sincero: "Lo conosco poco, ma quando giochi per l'Italia e per l’Inter devi avere qualità”.
Solbakken
Prima volta in panchina a San Siro anche per il ct norvegese Solbakken: “Neanche io sono mai stato qui da giocatore o da allenatore”, racconta dopo essersi preso la scena. È prudente ma sa che la sua Norvegia tornerà al Mondiale a 27 anni di distanza dall’ultima volta, nel 1998, quando fu eliminata agli ottavi proprio dall’Italia (“Ma per me superare gli azzurri non è una rivincita personale”): “Penso possa andare male? No, nessuno tra me e i calciatori ha esperienza di nove gol subiti. Avremmo dato tutto per essere in questa situazione, ora dobbiamo solo finire bene e completare l’opera, ma non faccio ancora festa, resto nella mia bolla. Di certo non sarà un allenamento, davanti a 60mila persone, sarà una partita vera dove loro vorranno prendersi una piccola vendetta”, dice in riferimento al 3-0 rifilato dai suoi agli azzurri a Oslo a giugno. “In quella partita ho capito che potevamo farcela a qualificarci: avevamo già vinto due gare in trasferta, per loro era la prima. Quella gara ci ha dato la forza mentale per quelle successive, avevamo una forte differenza reti e questo ci ha aiutato". La chiosa con una carezza verso la Nazionale di Gattuso: “L'Italia per me andrà comunque ai Mondiali, giocano con diversi sistemi, hanno una squadra forte".