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Haaland passeggia sull’Italia: 4-1 Norvegia. Gattuso: “Chiediamo scusa ai tifosi”

Haaland festeggiato dai compagni (afp)

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La squadra azzurra gioca un ottimo primo tempo, chiuso avanti con una rete di Pio Esposito. Nella ripresa crescono gli scandinavi e sale in cattedra l’attaccante del City
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Milano - Sinner aveva appena finito di battere Alcaraz sotto il tetto di Torino, quando la Nazionale ha iniziato il suo esame con la Norvegia sotto la pioggia di Milano. Ne è uscita fradicia suo malgrado. Dopo essersi illusa per l’ottimo primo tempo chiuso in vantaggio con gol di Pio Esposito e gioco apprezzabile, è crollata nella ripresa, dove si è purtroppo confermata la differenza di talento, già emersa nello 0-3 dello scorso giugno a Oslo. Il 4-1 fotografa il divario: oggi i norvegesi sono i migliori europei dei gironi di qualificazione al Mondiale (8 vittorie su 8, 36 gol per una media di 4,5 a partita) e poggiano sull’implacabile Haaland (16 reti) e sullo zigzagante Nusa. Invece l’Italia insicura di se stessa, per andare in America ed evitare il terzo Mondiale mancato di seguito, sarà obbligata a sfruttare il set-ball della semifinale dei play-off e lo sperabile match-ball della finale. Ma servirà altro, come ha ammesso Gattuso: “Si riparte dal primo tempo, ma chiediamo scusa ai…

Milano - Sinner aveva appena finito di battere Alcaraz sotto il tetto di Torino, quando la Nazionale ha iniziato il suo esame con la Norvegia sotto la pioggia di Milano. Ne è uscita fradicia suo malgrado. Dopo essersi illusa per l’ottimo primo tempo chiuso in vantaggio con gol di Pio Esposito e gioco apprezzabile, è crollata nella ripresa, dove si è purtroppo confermata la differenza di talento, già emersa nello 0-3 dello scorso giugno a Oslo. Il 4-1 fotografa il divario: oggi i norvegesi sono i migliori europei dei gironi di qualificazione al Mondiale (8 vittorie su 8, 36 gol per una media di 4,5 a partita) e poggiano sull’implacabile Haaland (16 reti) e sullo zigzagante Nusa. Invece l’Italia insicura di se stessa, per andare in America ed evitare il terzo Mondiale mancato di seguito, sarà obbligata a sfruttare il set-ball della semifinale dei play-off e lo sperabile match-ball della finale. Ma servirà altro, come ha ammesso Gattuso: “Si riparte dal primo tempo, ma chiediamo scusa ai tifosi. Ci siamo impauriti al loro primo tiro, abbiamo cominciato a concedere campo. Il secondo tempo è stato bruttissimo”.

«La cronaca della gara»

Un primo tempo incoraggiante, il guizzo di Esposito

Eppure sembravano perfetti gli studiati meccanismi di gioco: le sventagliate tra Dimarco e Politano per sorvolare il traffico di metà campo, i rapidi scambi rasoterra in verticale per non cadere nella trappola della lentezza, i duetti tra Esposito e Retegui, l’uso sistematico delle fasce, la sincronia delle chiusure difensive per soffocare Haaland e Sorloth. Cinque giocatori dell’Inter garantivano l’ossatura della squadra italiana di più alto livello europeo, la catena Di Lorenzo-Politano a destra replicava situazioni collaudate nel Napoli e così pure, a sinistra, l’omologo anello interista Bastoni-Dimarco-Barella. Nella difesa a tre Di Lorenzo-Mancini-Bastoni tutti potevano ricoprire il ruolo naturale. Il gol era sbocciato con naturalezza su percussione di Dimarco, perfezionata dalla sponda di Retegui in area, con recapito del pallone a Pio Esposito per la girata fulminea. Trascinato dal dominio della Nazionale, San Siro spontaneamente gridava un’ ”Italia, Italia” esteso alla Curva Sud, dove campeggiavano alcuni striscioni degli stessi ultras protagonisti della forzata contestazione di Chisinau.

Norvegia distratta, poi la musica è cambiata

La Norvegia non si era granché opposta. L’isolato Haaland si era abbandonato alla lotta libera con Mancini ed era stato ancora Esposito, che il centravanti del City ha dichiarato di non conoscere, a sfiorare il 2-0. Poi è cambiato tutto. Incitati da seimila norvegesi già organizzati per una serie di feste nei locali di Milano, i discepoli di Solbakken hanno mutato il contesto tattico nella ripresa, aperta da due concrete occasioni per Sorloth. L’Italia si è sbriciolata sul contropiede altrui e per le digressioni di Nusa, già fatali a Oslo: lo slalom dell’1-1 e il bis a lanciare il neontrato Bobb per il cross trasformato da Haaland nel 2-1. Il 3-1, nato da un pallone regalato da Bastoni, lo ha firmato ancora il centravanti regale e in fondo, per interposta persona, anche il 4-1 del suo sostituto Strand Nilsen tra le statuine azzurre. Che a marzo dovranno necessariamente animarsi.

Italia-Norvegia 1-4 (1-0)

Italia (3-5-2) Donnarumma 5 – Di Lorenzo 4.5, Mancini 5, Bastoni 4 (41’ st Ricci sv) – Politano 5.5, Frattesi 4.5 (23’ st Cristante 5), Locatelli 5.5 (34’ st Scamacca sv), Barella 5 (41’ st Buongiorno sv), Dimarco 6 – Retegui 5,5, Esposito 6 (34’ st Zaccagni sv). Ct Gattuso 4.5.

Norvegia (4-4-2) Nyland 6 – Ryerson 5.5, Ajer 6.5, Heggem 5.5, Møller Wolfe 6 (44’ st Ostigard sv) – Thorstvedt 6.5 (31’ st Aasgaard 6), Berg 5.5 (20’ st Thorsby 6.5), Berge 6.5, Nusa 7.5 – Sørloth 6.5 (31’ st Bobb 7), Haaland 8 (44’ st Strand Larsen 7). Ct Solbakken 8.

Arbitro: Hernandez (Esp) 6.

Reti: 10’ pt Esposito, 18’ st Nusa, 33’ e 34’ st Haaland, 48’ st Strand Larsen

Note: ammoniti Gattuso, Barella, Bastoni, Esposito, Strand Larsen.

Spettatori: 69.020. Incasso 1.931.364 euro, nuovo record per una partita della Nazionale.

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