ROMA – Villa Borghese all’orizzonte, il traffico di Roma attutito dai doppi vetri, sei presidenti a guardarlo negli occhi in attesa della scossa: alle 15.05 Gabriele Gravina ha mosso il mattone che ha fatto crollare il castello del calcio italiano. «Rassegno le mie dimissioni da presidente della Federcalcio», ha detto al resto delle componenti del pallone. Poco dopo, toccava a Buffon fare lo stes…