Baldini carica gli azzurri: “Voglio che abbiano coraggio e libertà di esprimersi, sono il futuro”
di Enrico CurròSilvio Baldini è orgoglioso della Nazionale multietnica: “Il nostro Paese ha avuto un grande aumento dell’immigrazione negli ultimi 20 anni. Molti sono nati in Italia da genitori africani. Dobbiamo andare dietro alla storia, non va rinnegata. Il nostro popolo oggi è composto da ragazzi che vengono da popoli e culture diversi. Vedo molta integrazione. Mi piace che questi ragazzi e loro famiglie abbiano trovato una terra che li ha accolti. Si parla di razzismo, ma io non lo vedo: nel calcio non l’ho mai visto. Tra loro si chiamano fratello”.
La spensieratezza come dogma
Lui teorizza la filosofia del calcio libero: “Non abbiamo guardato nulla del Lussemburgo per non mettere pressione ai ragazzi, devono giocare liberi. Non è mancanza di rispetto per gli avversari. Voglio che i ragazzi …
Silvio Baldini è orgoglioso della Nazionale multietnica: “Il nostro Paese ha avuto un grande aumento dell’immigrazione negli ultimi 20 anni. Molti sono nati in Italia da genitori africani. Dobbiamo andare dietro alla storia, non va rinnegata. Il nostro popolo oggi è composto da ragazzi che vengono da popoli e culture diversi. Vedo molta integrazione. Mi piace che questi ragazzi e loro famiglie abbiano trovato una terra che li ha accolti. Si parla di razzismo, ma io non lo vedo: nel calcio non l’ho mai visto. Tra loro si chiamano fratello”.
La spensieratezza come dogma
Lui teorizza la filosofia del calcio libero: “Non abbiamo guardato nulla del Lussemburgo per non mettere pressione ai ragazzi, devono giocare liberi. Non è mancanza di rispetto per gli avversari. Voglio che i ragazzi abbiano coraggio e libertà di esprimersi. Sono il futuro del calcio. Meritavano in questo percorso iniziato dalle Under di arrivare alla Nazionale maggiore. Voglio dire a loro: siate orgogliosi. Si sono allenati col cuore, con la testa e con l’emozione di rappresentare un popolo. Il calcio rende i ragazzi frustrati. Nei settori giovanili ci sono genitori che pagano per farli giocare: vogliono che facciano carriera e gli fanno vedere calcio come qualcosa che li rende ricchi e famosi. Gli fanno vedere il finale, non il mezzo: essere felici giocando a pallone”.
La dedica al pastore maremmano
Baldini non sfoggia egoismi: “Non ho qualcosa da perdere, perché vengo dal niente, al limite ritorno a niente. Non ho una posizione da difendere. Ho tutto da guadagnare, e non penso al risultato o che se vinco sono bravo e se perdo no”. Sta per vivere sul campo la sua parentesi da ct, ma non cede alle frasi fatte: “Se penso a chi dedicare questo momento, non è una persona. È un cane. Io sono stato 6 anni senza allenare, ma non ce la faccio. Quando è morto mio padre non ho pianto, sapevo che era una cosa naturale. Se penso al cane invece…. Non mi ha mai visto come qualcuno da cui ottenere qualcosa, mi ha solo dato la sua fedeltà. Era un pastore maremmano. Io non mi sento profeta. Parlo per me. Cerco di fare calcio con passione, ho rinunciato a guadagnare. Sono valori trasmessi alla mia famiglia e ai giocatori. Quando li alleno, cerco di nutrirli di questi sentimenti. A un ragazzo in questi giorni, e lui si è emozionato, ho detto: ‘penso che qui a Coverciano siate stati portati dai vostri genitori, che mi hanno detto ‘Mister, glielo lascio, lo aiuti a migliorare e a diventare una brava persona’”.
Un gruppo di potenziali campioni
Baldini si concentra sull’importanza, in prospettiva Europeo Under 21 e Olimpiade, della prova col Lussemburgo: “Ci siamo allenati pensando a divertirci, senza pressione, senza pensare al risultato, ma a fare vedere che cosa sappiamo fare. La verità è che in questo gruppo giovane c’è tanta sostanza. Sono calciatori molto forti, che giocano già in serie A e non solo. Sono nella fase della loro carriera in cui possono esplodere, come è capitato a Palestra e Pisilli”. Non si tratta, argomenta, di presenze occasionali in Nazionale: questi ragazzi potranno in breve tempo diventarne colonne: “Si sono allenati benissimo, ma non avevo dubbi. Questo è un gruppo stupendo e da quasi un anno ormai ne ho la conferma”.
Sul piano personale Baldini cerca di accantonare le emozioni: “Mi sono sentito veramente emozionato quando ho ricevuto la notizia che sarei diventato commissario tecnico per queste due partite amichevoli con Lussemburgo e Grecia. Ma ora dobbiamo giocare ed è inutile farsi prendere dalle emozioni, anche se sono quelle che danno un senso alla vita di ognuno di noi”. Il suo primo ringraziamento va soprattutto al capitano Donnarumma, che ha voluto dare la sua disponibilità come guida del gruppo dei giovani promossi dalle Under per questi due impegni, e a Pio Esposito, che con la Nazionale maggiore ha già segnato tre gol: “Gigio e Pio si sono dimostrati umili, si sono addirittura stupiti di essere stati accettati nel gruppo dei ragazzi e li hanno ringraziati. Non sono sentiti i più importanti e questo dice tutto del loro spessore umano”.
L’obiettivo di Lipani, Palestra out
Lipani, capitano dell’Under 21 lanciato dal Sassuolo dopo gli esordi col Genoa, già pregusta il debutto: “Mi ricordo la prima volta con la maglia azzurra dell’Under 15, era già un sogno quella. Adesso penso ai sacrifici, alla famiglia, al percorso che ho fatto ed è una gioia immensa”. Un contrattempo, un problema muscolare all’adduttore, ha intanto bloccato Palestra, il migliore in campo in Bosnia: al suo posto giocherà Favasuli del Catanzaro, in un 4-3-3 completato verosimilmente da Donnarumma in porta, Comuzzo, Chiarodia e Bartesaghi in difesa, Pisilli-Lipani-Ndour a centrocampo e il trio d’attacco Cherubini-Esposito-Koleosho. Sostituzioni massicce nella ripresa.