HERAKLION – L’appendice della stagione della Nazionale, dopo la ferita del Mondiale mancato, non è stata affatto crepuscolare. I ragazzi di Baldini, promossi pro tempore con lui dall’Under 21, all’1-0 in Lussemburgo hanno sommato quello più importante di Creta, in casa della Grecia. Il contemporaneo successo dell’Under 17 all’Europeo, ai rigori nella finale col Belgio, lascia pensare che le nuove generazioni stiano bussando alla porta e autorizzerebbe pure un piccolo pensiero sull’eventuale candidatura di Baldini ct senza l’interim. Di sicuro si è giocato bene le sue carte: «Non mi interessa, volevo solo essere utile. Ma non sono uno scappato di casa».
La partita
L’avvio dell’Italia è stato di sorprendente autorevolezza: il pressing frustrava il lento innesco delle azioni greche. Il dato che più risalta, però, è che la squadra, per quanto giovane, non abbia difettato per nulla di personalità internazionale. D’altronde i 10 schierati in partenza con Donnarumma raggiungevano coi rispett…
HERAKLION – L’appendice della stagione della Nazionale, dopo la ferita del Mondiale mancato, non è stata affatto crepuscolare. I ragazzi di Baldini, promossi pro tempore con lui dall’Under 21, all’1-0 in Lussemburgo hanno sommato quello più importante di Creta, in casa della Grecia. Il contemporaneo successo dell’Under 17 all’Europeo, ai rigori nella finale col Belgio, lascia pensare che le nuove generazioni stiano bussando alla porta e autorizzerebbe pure un piccolo pensiero sull’eventuale candidatura di Baldini ct senza l’interim. Di sicuro si è giocato bene le sue carte: «Non mi interessa, volevo solo essere utile. Ma non sono uno scappato di casa».
La partita
L’avvio dell’Italia è stato di sorprendente autorevolezza: il pressing frustrava il lento innesco delle azioni greche. Il dato che più risalta, però, è che la squadra, per quanto giovane, non abbia difettato per nulla di personalità internazionale. D’altronde i 10 schierati in partenza con Donnarumma raggiungevano coi rispettivi club le 138 presenze complessive da titolari, alle quali vanno sommate le 31 nelle coppe europee: erano dunque pronti al confronto con gli avversari più scafati, a cominciare dal trequartista Tzolis, che non dispiacerebbe a Gasperini per la Roma e che ha ingaggiato un duello nel duello, spesso ruvido, col diciottenne Ahanor, dirottato a terzino destro e poco in soggezione, avendo affrontato in Champions con l’Atalanta rivali più famosi .
Il ritorno in campo a settembre
Tanta intraprendenza ha fruttato prestissimo un’occasione per il debuttante Ekhator, lanciato da Comuzzo al controllo in corsa e al destro scentrato, e presto il vantaggio: Pio Esposito ha addomesticato il cross di Ekhator e lo ha trasformato, di esterno destro, nel suo quinto gol con l’Italia (media 0,55 a partita). Alle conferme dell’ubiquità di Pisilli, della sicurezza di Chiarodia (che in coppia con Comuzzo ha spento il centravanti del Como Douvikas), della sostanziosità di Ndour e dell’inclinazione di Bartesaghi per il lancio, si è aggiunta la crescita in regia di Lipani. Mentre Donnarumma non doveva impegnarsi granché, Vlachodimos si è spaventato ancora: Pio Esposito è arrivato sfiatato al tiro su assist di Bartesaghi e Koleosho, a inizio ripresa, ha colpito la traversa da un passo. Lo aveva smarcato Fini, entrato nel frattempo per Ekhator insieme a Mane, che aveva sostituto per prudenza l’ammonito Ahanor. Non ci sarebbe stato alcun patema senza l’espulsione di Reggiani, il debuttante numero 17 del ciclo Baldini (nel finale il diciottesimo, Faticanti, dalla Juventus Next Gen). Reggiani, inserito per l’acciaccato Comuzzo, ha visto il rosso per fallo da ultimo uomo su Douvikas. Ma l’inferiorità numerica per oltre metà del secondo tempo è diventata una prova in più, superata con un minimo di fortuna (palo di Zafeiris) e col salvataggio di Donnarumma su Pavlidis. La generazione Baldini ha comunque sfiorato il 2-0 con Favasuli. E ora aspetta la Nations League di settembre con la fondata speranza che alcuni dei suoi ultimi protagonisti soffino il posto a qualche veterano.