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Malagò e Mancini in attesa di Maldini

Giovanni Malagò e Roberto Mancini 

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Il presidente federale non molla l’ex difensore ma la trattativa per il direttore tecnico fa slittare ancora l’annuncio del nuovo ct
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Milano – Si va ai tempi supplementari. Il verdetto non è ancora arrivato. Malagò ha aspettato Godot-Maldini per tutta la giornata di ieri, inutilmente. Non ha intenzione di arrendersi: vuole il sì di Paolo, lo attenderà ancora. Certo le sensazioni iniziano a diventare grigie. La Federcalcio è pronta a venire incontro alle necessità logistiche dell’ex dirigente del Milan, che vorrebbe restare a Milano. Ha chiesto di poter incidere con ampie competenze sui vivai, e pure questo non sarà un problema: ha la possibilità di prendere in mano tutta la filiera azzurra. Deve vincere le sue riserve, perlopiù di natura personale. L’impressione che si fa strada negli ambienti federali è che non voglia dire no all’azzurro, ma che preferirebbe non assumersi la responsabilità del gran rifiuto. Malagò è tenace: ha investito tempo e parole per Maldini, lo attenderà almeno fino all’inizio della prossima settimana. A chi gli è vicino racconta che lui resta possibilista, il discorso non è chiuso. Intanto p…

Milano – Si va ai tempi supplementari. Il verdetto non è ancora arrivato. Malagò ha aspettato Godot-Maldini per tutta la giornata di ieri, inutilmente. Non ha intenzione di arrendersi: vuole il sì di Paolo, lo attenderà ancora. Certo le sensazioni iniziano a diventare grigie. La Federcalcio è pronta a venire incontro alle necessità logistiche dell’ex dirigente del Milan, che vorrebbe restare a Milano. Ha chiesto di poter incidere con ampie competenze sui vivai, e pure questo non sarà un problema: ha la possibilità di prendere in mano tutta la filiera azzurra. Deve vincere le sue riserve, perlopiù di natura personale. L’impressione che si fa strada negli ambienti federali è che non voglia dire no all’azzurro, ma che preferirebbe non assumersi la responsabilità del gran rifiuto. Malagò è tenace: ha investito tempo e parole per Maldini, lo attenderà almeno fino all’inizio della prossima settimana. A chi gli è vicino racconta che lui resta possibilista, il discorso non è chiuso. Intanto però c’è stato un sondaggio con Demetrio Albertini, l’alternativa al momento più credibile. Sullo sfondo le ipotesi Zola, Bergomi e Costacurta. Vedremo.

Mancini ha superato Conte

È invece in vista il traguardo per la scelta del prossimo cittì. Bisognerà pazientare, andrà prima nominato il dt per condividere (almeno formalmente) una decisione che però Malagò è vicino a prendere. Mancini ha superato Conte, la preferenza del presidente federale è sempre più netta. In questi giorni i dialoghi con il Mancio sono stati fitti, i due si sono anche incontrati martedì al Circolo Canottieri Lazio, protagonisti con la maglia dell’Aniene nella Coppa dei Canottieri: sorrisi, gol e assist, la fotografia di un’intesa promettente. Mancini avanti perché è l’ultimo ct ad aver vinto con la Nazionale, perché sa lavorare con i giovani, sa scovare il talento con fiuto da scout oltre che da allenatore. E poi perché vuol tornare a tutti i costi sulla panchina azzurra, pentito di come l’ha lasciata tre anni fa. Conte è in corsa, ma ora è un passo indietro. E ha dovuto registrare il dietrofront di Oriali, che dopo aver condiviso l’esperienza al Napoli è pronto a rientrare nello staff del Mancio.

Gli ottimi rapporti tra Mancini e Albertini

Roberto spera che le cose possano sbloccarsi già lunedì. Sul dt, attenzione ad Albertini: è stato presidente del settore tecnico per buona parte del quinquennio con Mancio in panchina. Hanno un ottimo rapporto. Qualche piccolo-grande segnale, aspettando Godot.

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