MILANO – Habemus papam. Il nuovo volto della filiera azzurra è Paolo Maldini, l’uomo chiamato a ricostruire l’Italia del pallone. Non è stato facile convincerlo, ma Giovanni Malagò non ha mai avuto dubbi: ottenere il sì dell’ex milanista doveva essere il suo primo atto da presidente federale. Lo ha voluto, lo ha aspettato, gli è venuto incontro. L’ultimo colpo di teatro: nominare Leonardo advisor, un consigliere speciale. Come suggerito da Paolo, che al Milan da dirigente nel 2018 era stato chiamato proprio da Leo. Un binomio vincente, ricomposto per la Federcalcio. Maldini e Leonardo firmeranno un contratto di quattro anni.
Malcini in pole per la panchina
Arriveranno fino al prossimo Mondiale, con tappa agli Europei del 2028 in Inghilterra. L’obiettivo è valorizzare dei giovani con progetti mirati, iniziative concrete. Da lì, ricostruire un impianto di livello per tutta la filiera italiana. A partire dal ct della Nazionale: Mancini resta in prima fila, certo, ma dietro attenzione olt…
MILANO – Habemus papam. Il nuovo volto della filiera azzurra è Paolo Maldini, l’uomo chiamato a ricostruire l’Italia del pallone. Non è stato facile convincerlo, ma Giovanni Malagò non ha mai avuto dubbi: ottenere il sì dell’ex milanista doveva essere il suo primo atto da presidente federale. Lo ha voluto, lo ha aspettato, gli è venuto incontro. L’ultimo colpo di teatro: nominare Leonardo advisor, un consigliere speciale. Come suggerito da Paolo, che al Milan da dirigente nel 2018 era stato chiamato proprio da Leo. Un binomio vincente, ricomposto per la Federcalcio. Maldini e Leonardo firmeranno un contratto di quattro anni.
Malcini in pole per la panchina
Arriveranno fino al prossimo Mondiale, con tappa agli Europei del 2028 in Inghilterra. L’obiettivo è valorizzare dei giovani con progetti mirati, iniziative concrete. Da lì, ricostruire un impianto di livello per tutta la filiera italiana. A partire dal ct della Nazionale: Mancini resta in prima fila, certo, ma dietro attenzione oltre a Conte a Pioli e Ancelotti.
Doppio ruolo per Maldini
Intanto Maldini. Il piano a, b e c di Malagò. Le alternative, da Albertini a Costacurta e Bergomi, apprezzate ma rimaste un passo indietro. Paolo sarà sia direttore tecnico che presidente del Club Italia: due ruoli, una sola figura, una posizione nuova. «Maldini è stato da sempre il mio obiettivo — ha confermato il presidente federale — ho pensato che potesse essere la persona giusta per sovrintendere il settore tecnico della Figc, che non implica solo la Nazionale maggiore ma tutta la filiera delle giovanili».
Malagò: “Due facce della stessa medaglia”
L’ex rossonero resterà di stanza a Milano: sarà presente spesso a Coverciano, ma non dovrà spostare la sua vita a Roma. Avrà la libertà d’azione richiesta, soprattutto nella gestione delle Under azzurre. Infine Leonardo, la sorpresa di cui parlava Malagò, che lo affiancherà: «Abbiamo portato avanti in due settimane i progetti che sono entrati nello specifico, Paolo da subito mi aveva detto che sarebbe stato felice di coinvolgere Leonardo come consulente, perché il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono contento, perché ho una stima profonda di Leonardo. Sono due facce della stessa medaglia, c’è un impegno di quattro anni che deve portarci da qui al Mondiale prossimo, passando per un Europeo», ha aggiunto Malagò.
Il legame tra Maldini e Leonardo
Paolo e Leo sono stati compagni di squadra, colleghi dietro a una scrivania, due uomini di calcio che nutrono l’uno per l’altro una profonda stima. Al Milan hanno giocato insieme dal 1997 al 2001 e nel 2003. Poi nel 2018 è stato il brasiliano, all’epoca dg del club rossonero, a volere al suo fianco Maldini, con cui ha gestito squadra e mercato per un anno, prima di dimettersi. Ma il legame è rimasto forte.
In rialzo le quotazioni di Pioli
Arrivata la fumata bianca per il dt, tocca stringere per il commissario tecnico. Servirà una settimana, forse qualcosa in meno, per completare discorsi e valutazioni già avviati tra Malagò e Maldini (e Leonardo). «È giusto condividere insieme la scelta del prossimo allenatore della Nazionale, anche se so che l’ultima responsabilità è mia e del Consiglio federale», ha detto diplomatico Malagò. Lui ha una preferenza, richiamare Mancini, con cui i contatti sono stati costanti anche nelle ultime ore. Il Mancio ci crede e spera di avere semaforo verde all’inizio della prossima settimana. Ma nel gioco del trono ci sono altri due attori, che vogliono vidimare con il loro giudizio una scelta così importante. Conte resta in corsa, ma sembra defilato (pare non convinca appieno Maldini). Sono invece in rialzo le quotazioni di Pioli, che con Paolo ha vinto uno scudetto al Milan. Attenzione poi alla suggestione Ancelotti, in bilico con il Brasile: i rapporti con Leonardo, dopo l’esperienza insieme al Psg (datata 2013) non sono idilliaci, ma il tempo sa lenire ogni ferita.