Ha giocato e vinto con loro. Christian Abbiati ha vissuto buona parte del suo percorso al Milan con Paolo Maldini e Leonardo, da pochi giorni direttore tecnico e advisor del Club Italia. Li conosce bene, Leo è stato pure suo allenatore (nel 2010). Può valutare con un occhio critico l’impatto che avranno per la filiera azzurra.
Abbiati, Maldini e Leonardo sono le figure giuste per rilanciare il movimento?
“Penso di sì. Paolo per me è l’uomo simbolo del calcio italiano, oltre che del Milan. Il presidente Malagò gli ha dato carta bianca, questo per uno come lui è importante. Con Leo può dar vita a un percorso virtuoso per riportare la Nazionale ai Mondiali”.
Cosa porta nello specifico Maldini alla causa?
“La sua personalità, straripante. Una conoscenza del pallone e di tutti i suoi meccanismi di primo livello. E poi il suo attaccamento alla maglia azzurra. È uno dei calciatori con più presenze in assoluto, è stato capitano per tanti anni. Credo sia la persona più adatta, non vedo un altr…
Ha giocato e vinto con loro. Christian Abbiati ha vissuto buona parte del suo percorso al Milan con Paolo Maldini e Leonardo, da pochi giorni direttore tecnico e advisor del Club Italia. Li conosce bene, Leo è stato pure suo allenatore (nel 2010). Può valutare con un occhio critico l’impatto che avranno per la filiera azzurra.
Abbiati, Maldini e Leonardo sono le figure giuste per rilanciare il movimento?
“Penso di sì. Paolo per me è l’uomo simbolo del calcio italiano, oltre che del Milan. Il presidente Malagò gli ha dato carta bianca, questo per uno come lui è importante. Con Leo può dar vita a un percorso virtuoso per riportare la Nazionale ai Mondiali”.
Cosa porta nello specifico Maldini alla causa?
“La sua personalità, straripante. Una conoscenza del pallone e di tutti i suoi meccanismi di primo livello. E poi il suo attaccamento alla maglia azzurra. È uno dei calciatori con più presenze in assoluto, è stato capitano per tanti anni. Credo sia la persona più adatta, non vedo un altro nome valido come il suo”.
Come erano da compagni di squadra Maldini e Leonardo?
“Nel nostro spogliatoio si scherzava tanto, ma Paolo era un capitano silenzioso. Non parlava tanto, dava l’esempio in campo, quello che conta davvero. E, quando necessario, bastava un suo sguardo. Leo invece è brasiliano, un tipo allegro. Da allenatore ha mostrato la sua serietà, intelligenza. È stato anche dirigente, ha grande esperienza”.
Ora dovranno scegliere con Malagò il prossimo ct. Al momento sembra sia un testa a testa tra Mancini e Pirlo: chi preferisce?
“Spero che Andrea possa avere questa opportunità: è un tecnico giovane, un volto nuovo per la Nazionale, aria fresca. E ha tante idee. Ero contento anche quando c’era Rino (Gattuso, ndr) sulla panchina azzurra, ha sfiorato la qualificazione ai Mondiali”.
Ecco, nel Mondiale americano i portieri hanno una percentuale altissima sui rigori. Cosa è cambiato?
“Ai miei tempi ti dovevi mettere il giorno prima e con carta e penna prendere degli appunti sui tiratori avversari, chi avrebbe calciato e come. Adesso ci sono match analyst e altre figure che ti aiutano, arrivi più preparato”.
Il Milan ha iniziato una nuova fase, con il patron Cardinale più presente. È sbarcato al raduno a Milanello in elicottero.
“Mi ha ricordato il presidente Berlusconi, il suo stile. Dovrà stare vicino alla squadra per tutta la stagione”.
Intanto le piacciono le sue prime mosse?
“Stanno costruendo, bisogna dargli tempo. Spero sia un progetto a lungo termine. Sono rimasto tifoso del Milan, voglio vederlo lottare per vincere. La società si sta rimboccando le maniche: sono arrivati due calciatori forti come Gonçalo Ramos e Gila, spero continuino su questa strada”.
Il nuovo allenatore, Amorim?
“Non lo conosco bene, per questo sono molto curioso. Da quello che ho visto di lui, mi piace”.
Allegri è invece andato al Napoli. “Non mi sorprende che abbia subito trovato un’altra squadra di livello. Nella scorsa stagione il Milan ha sbagliato solo l’ultimo mese e mezzo, che purtroppo è costato la Champions. Max farà bene”.