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Maldini non si arrende e crede a Guardiola: “Non penserà ai soldi”

Pep Guardiola (lapresse)

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Presentato in Lega Serie A il progetto del Club Italia: “Vogliamo creare un metodo di allenamento che vada dalla Nazionale A fino alle giovanili”. Il piano B del dt è Pirlo
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«Per Guardiola l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante». Parola di Paolo Maldini, che continua a credere nella possibilità di portare Pep sulla panchina della Nazionale. Il direttore tecnico della Figc lo ha detto uscendo dalla sede della Lega Serie A, dove, insieme al presidente federale Giovanni Malagò e al consulente Leonardo, ha presentato ai club il nuovo corso azzurro.

Maldini: “Aspettiamo il ct che vogliamo davvero”

L’ex tecnico del Manchester City resta il primo obiettivo e la federazione è disposta ad aspettarlo. «L’ideale sarebbe scegliere il ct entro questa settimana, ma soprattutto intendiamo aspettare la persona che davvero vogliamo», dice Maldini. «Non c’è fretta. La sensazione è di grande pressione, è un progetto ambizioso, come una chiamata…

«Per Guardiola l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante». Parola di Paolo Maldini, che continua a credere nella possibilità di portare Pep sulla panchina della Nazionale. Il direttore tecnico della Figc lo ha detto uscendo dalla sede della Lega Serie A, dove, insieme al presidente federale Giovanni Malagò e al consulente Leonardo, ha presentato ai club il nuovo corso azzurro.

Maldini: “Aspettiamo il ct che vogliamo davvero”

L’ex tecnico del Manchester City resta il primo obiettivo e la federazione è disposta ad aspettarlo. «L’ideale sarebbe scegliere il ct entro questa settimana, ma soprattutto intendiamo aspettare la persona che davvero vogliamo», dice Maldini. «Non c’è fretta. La sensazione è di grande pressione, è un progetto ambizioso, come una chiamata alle armi».

Sondato anche Ancelotti

Maldini e Leonardo hanno sondato anche altri grandi allenatori: «Su Guardiola non possiamo dare notizie, ma posso dire che abbiamo parlato anche con Ancelotti. Era giusto partire dai migliori al mondo e verificarne la disponibilità», rivela Maldini. Non risulta invece alcun contatto diretto negli ultimi giorni tra il dt e Roberto Mancini, che resta il preferito di Malagò in caso di rifiuto da parte di Guardiola (che ha promesso alla famiglia un anno di stop dal calcio).

Mancini e Pirlo in stand-by

E “Mancio” spera ancora di tornare sulla panchina azzurra. Allo stesso modo, Maldini ha tenuto in stand-by Andrea Pirlo, la sua alternativa a Pep (l’accordo tra i due ex compagni nel Milan è già totale), mentre i club della Serie A gradirebbero Conte. Che invece non fa parte del progetto ideato da Maldini e Leonardo: «La direzione tecnica darà la linea all’allenatore».

L’ispirazione al modello spagnolo

Chiunque sarà, il nuovo ct dovrà collaborare con il settore tecnico, sul modello spagnolo. A chiarirlo è stato Leonardo: «Il calcio italiano è rimasto indietro. Oggi si gioca sull’uno contro uno e sulla propositività: dobbiamo dare ai ragazzi questa impostazione. Ci sono tanti tipi di allenatori vincenti, ma bisogna trovare quello che sia in sintonia con la direzione tecnica». Un cambio di impostazione sostanziale. «Fino a ora c’era un ct che era a capo di tutto. Ora l’idea è creare una metodologia di allenamento che vada a cascata dalla Nazionale A fino alle giovanili», continua Leonardo. È questo il progetto presentato a Guardiola: non soltanto guidare gli azzurri, ma partecipare alla rifondazione tecnica del calcio italiano.

Dai sei ai dieci anni per recuperare il tempo perduto

Leonardo racconta anche come è nato il tandem con Maldini: «Io e Paolo siamo complici di sogni e di idee già da tanti anni. A lui è arrivata questa proposta molto forte, con il passare dei giorni è diventata il suo sogno e quindi anche il mio. C’è bisogno di creare un movimento che coinvolga tutti». Sulla stessa linea Malagò: «Con Maldini e Leonardo c’è una condivisione totale», dice il presidente federale. Ma sui tempi della ricostruzione esistono visioni diverse: «C’è da recuperare un gap evidente. Io parlo di sei anni perché c’è l’Europeo in casa, Paolo di otto-dieci». A mettere fretta sul rilancio della Nazionale è la Serie A, che chiede di intervenire subito sui giovani, sulla formazione degli allenatori e sulle strutture. Dal vertice della Lega arriva comunque un’apertura di credito. Il presidente Ezio Simonelli dice: «Malagò è abituato a volare alto. L’aver scelto Maldini e Leonardo ne è la dimostrazione, una garanzia per noi e per il Paese. Torneremo grandi nel calcio, siamo in buone mani».

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