ROMA – E ora? Incassato il no di Pep Guardiola, la coppia Maldini-Leonardodeve ricominciare da capo. Anche se in queste settimane si era già mossa su un piano B. E il favoritissimo a guidare la nuova Nazionale è uno: Andrea Pirlo.
Pirlo favorito dopo il no di Guardiola
Cinque giorni per annunciare il nuovo ct. La deadline che si è dato il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò, frontman del rinnovamento post Gravina, è quella del consiglio federale di martedì. E Pirlo è nettamente in vantaggio sulla concorrenza: ha giocato con Maldini dal 2001 al 2009, quando Paolo ha detto basta con il calcio giocato. Poi, una volta diventato dirigente del Milan, aveva pensato per la panchina proprio all’ex regista campione del mondo nel 2006. Pirlo e Maldini hanno parlato spesso in queste settimane e raggiunto un accordo totale. Ma prima di poterlo annunciare, ci sono due questioni da superare. La prima: il contratto in essere tra Pirlo e lo United Fc, squadra di Dubai che ha portato dalla ser…
ROMA – E ora? Incassato il no di Pep Guardiola, la coppia Maldini-Leonardodeve ricominciare da capo. Anche se in queste settimane si era già mossa su un piano B. E il favoritissimo a guidare la nuova Nazionale è uno: Andrea Pirlo.
Pirlo favorito dopo il no di Guardiola
Cinque giorni per annunciare il nuovo ct. La deadline che si è dato il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò, frontman del rinnovamento post Gravina, è quella del consiglio federale di martedì. E Pirlo è nettamente in vantaggio sulla concorrenza: ha giocato con Maldini dal 2001 al 2009, quando Paolo ha detto basta con il calcio giocato. Poi, una volta diventato dirigente del Milan, aveva pensato per la panchina proprio all’ex regista campione del mondo nel 2006. Pirlo e Maldini hanno parlato spesso in queste settimane e raggiunto un accordo totale. Ma prima di poterlo annunciare, ci sono due questioni da superare. La prima: il contratto in essere tra Pirlo e lo United Fc, squadra di Dubai che ha portato dalla serie B emiratina alla serie A, anche se su questo tema non ci saranno problemi. Poi, qualche dubbio da parte del presidente Malagò.
Mancini, il silenzio di Maldini
Non è un mistero infatti che l’ex numero 1 del Coni avesse preso un impegno, se non di più, con Roberto Mancini, il suo ct preferito. Convinto al punto da rifiutare tre proposte dall’estero, pur di tornare a guidare la Nazionale. Ma più passa il tempo, più sembra difficile che Malagò possa mantenere quell’impegno: Maldini e Leonardo non lo hanno mai contattato. Stesso discorso per Thiago Motta: ha un grande rapporto con Leonardo dai tempi del Psg, il dirigente brasiliano però non lo ha ancora cercato in chiave azzurra. Eppure Malagò lascia la porta aperta a una terza via: “Non è detto che i nomi siano solo i soliti due”.
Perché non convince Conte
La Serie A continua a spingere per Antonio Conte. E ovviamente il curriculum ne farebbe un candidato autorevole. Ma c’è un ostacolo che lo fa scivolare in fondo alle preferenze dei dirigenti della Federcalcio, che vogliono un allenatore con cui progettare, che possa garantire stabilità. E Conte storicamente non offre certezze in questa direzione, anzi. In più, la sua idea di calcio è molto distante dal modello che vogliono importare Maldini e Leonardo: “Si può essere vincenti in molti modi, cerchiamo qualcuno che persegua la strada in cui crediamo noi”, ha detto il brasiliano in Lega.