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Guardiola dice no, la Nazionale in crisi riparte da Pirlo

Andrea Pirlo, 47 anni

 

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Definito l’accordo con l’ex tecnico di Juventus e Sampdoria: quattro anni a 1,5 milioni netti. Ha già scelto lo staff, manca ancora la firma
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Il promesso allenatore dell’Italia ha un passato nel Brescia, ma non è Guardiola. Il gran rifiuto — mattiniero — dello spagnolo spalancherà le porte di Coverciano al tecnico che, nel dubbio, aveva pronte le valigie da almeno una settimana: Andrea Pirlo. Non sarà il buen camino di Pep, ma il percorso di Andrea, quello intrapreso dal nuovo Club Italia a tre teste. Anche se dietro alla decisione c’è molto del direttore tecnico Maldini e del consulente Leonardo, poco di Malagò.

Guardiola: “Ho già preso un impegno personale”

Il presidente della Federcalcio ha sognato fino all’alba di ieri, quando gli è squillato il telefono: «Sono onorato, ma ho già preso un impegno personale», il messaggio firmato Guardiola, che ha messo la famiglia davanti al…

Il promesso allenatore dell’Italia ha un passato nel Brescia, ma non è Guardiola. Il gran rifiuto — mattiniero — dello spagnolo spalancherà le porte di Coverciano al tecnico che, nel dubbio, aveva pronte le valigie da almeno una settimana: Andrea Pirlo. Non sarà il buen camino di Pep, ma il percorso di Andrea, quello intrapreso dal nuovo Club Italia a tre teste. Anche se dietro alla decisione c’è molto del direttore tecnico Maldini e del consulente Leonardo, poco di Malagò.

Guardiola: “Ho già preso un impegno personale”

Il presidente della Federcalcio ha sognato fino all’alba di ieri, quando gli è squillato il telefono: «Sono onorato, ma ho già preso un impegno personale», il messaggio firmato Guardiola, che ha messo la famiglia davanti al pallone. Missione fallita, quindi. Per Giovanni, ma non per Paolo e Leo, che la soluzione ce l’avevano da tempo in tasca: riportare l’Italia ai Mondiali con chi i Mondiali li ha conquistati, da giocatore.

Le cifre del contratto di Pirlo

Pirlo, regista icona di Milan e Juventus, ha detto sì al contratto: 1,5 milioni di euro all’anno fino al 2030 più bonus legati alla qualificazione agli Europei, al passaggio del girone e all’ingresso alla prossima Coppa del mondo. La squadra è già pronta: Baronio vice; De Bellis preparatore atletico, Bertoni collaboratore tecnico; Di Martino match analyst. Resta solo da risolvere il contratto che lega Pirlo allo United Fc, la squadra di Dubai portata in una sola stagione nell’élite del calcio degli Emirati. L’ha fatto mettendo in pratica i principi de Il calcio che vorrei, la tesi presentata nel 2020 a Coverciano per ottenere il patentino Uefa pro.

Il calcio di Pirlo: gioco totale e collettivo

In breve: «Calcio propositivo, di possesso e di attacco; gioco totale e collettivo, con undici calciatori attivi in fase offensiva e difensiva. Abbiamo l’ambizione di comandare il gioco in tutte le fasi». Quanto visto, in parte, alla guida della Juventus nel 2020/21 — il bottino di Supercoppa e Coppa Italia non gli valse la conferma — e sulla panchina della Sampdoria, che nel 2024 si fermò nella prima sfida degli spareggi per l’ingresso in Serie A. L’esperienza di Genova finì con l’esonero, ma resta qualche soddisfazione: i giovani valorizzati. Su tutti Leoni, ora al Liverpool, e Ghilardi, difensore della Roma. Nel mezzo, la parentesi turca del Karagumruk di Istanbul. Chi lo conosce bene racconta che il Pirlo allenatore è un introverso che sa farsi rispettare, non un amico. Andrea sa scherzare ma con un umorismo tutto suo, un po’ british.

I dubbi di Malagò

Il curriculum ha certo alimentato più di qualche pensiero nella testa di Malagò, che a Pirlo avrebbe preferito l’amico Roberto Mancini, deluso dal mancato coinvolgimento: «Non sono stato contattato», ha detto risentito. L’ex ct aveva parlato solo con Giovanni, dandogli piena disponibilità, maicon Maldini e Leonardo, che hanno scelto Andrea, legatissimo a entrambi per via di un passato rossonero condiviso e ricco di vittorie. L’all-in di Malagò e Maldini su Guardiola s’è rivelato un azzardo, che ha messo l’ex presidente del Coni davanti a un bivio: incassare la proposta dei colleghi da lui nominati oppure far saltare il banco, con il rischio di deteriorare i rapporti ancora prima di cominciare. Ha vinto la diplomazia, per ora.

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