Secondo tempo. Roberto Mancini (di) nuovo allenatore della Nazionale, Claudio Ranieri direttore tecnico della Figc. La frana del progetto Maldini ha già fatto posto a una nuova stagione. «È la scelta migliore. Ora Roberto e Claudio devono diventare una coppia di fatto», la sentenza di Giovanni Malagò, che ha scoperto le due carte sul tavolo della sala Paolo Rossi nella sede della Federcalcio, a Roma in via Allegri, al termine di una giornata cominciata in modo opposto alla precedente.
Il nuovo progetto di Malagò
Il presidente ha rivoltato il guardaroba cercando vestiti che nulla avessero a che vedere con quelli indossati lunedì: giacca beige, camicia bianca (non sbottonata, stavolta) e cravatta rossa. Così Malagò ha voluto comunicare due cose: acc…
Secondo tempo. Roberto Mancini (di) nuovo allenatore della Nazionale, Claudio Ranieri direttore tecnico della Figc. La frana del progetto Maldini ha già fatto posto a una nuova stagione. «È la scelta migliore. Ora Roberto e Claudio devono diventare una coppia di fatto», la sentenza di Giovanni Malagò, che ha scoperto le due carte sul tavolo della sala Paolo Rossi nella sede della Federcalcio, a Roma in via Allegri, al termine di una giornata cominciata in modo opposto alla precedente.
Il nuovo progetto di Malagò
Il presidente ha rivoltato il guardaroba cercando vestiti che nulla avessero a che vedere con quelli indossati lunedì: giacca beige, camicia bianca (non sbottonata, stavolta) e cravatta rossa. Così Malagò ha voluto comunicare due cose: accessibilità e calma dopo una giornata matta e disperatissima, il secondo tempo dopo il primo, quello della «brutta figura» rinfacciata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi. «Pirlo era stato scelto come ct, ma sul suo nome c’è stata un’involuzione per motivi di opportunità», ha spiegato Malagò. Sui motivi delle dimissioni degli ex colleghi: «Con il direttore tecnico Maldini e il consulente Leonardo ci sono state prese di posizione opposte. La mia è stata forte e chiara».
Malagò: “È un giorno nuovo per il calcio italiano”
Non è un caso che alla stampa abbia ribadito «oggi è un giorno nuovo». Quello di Mancini e Ranieri, stasera protagonisti di una conferenza stampa congiunta. «Stanno arrivando. Claudio era in vacanza in Calabria», ha raccontato Malagò. Entrambi vestiranno azzurro fino al 2030: il — non più ex — ct guadagnerà 2 milioni di euro più bonus all’anno. «Ma non è mai stata una questione di soldi e questo mi fa molto piacere», il messaggio del presidente. Che ha ricacciato in archivio anche il curriculum di Mancini: tre anni fa — a ridosso di Ferragosto — il ct aveva salutato la Nazionale per sedersi sulla panchina dell’Arabia. «L’importante è che si sia scusato».
Mancini: “Sono felice di questa nuova opportunità”
Non solo. Roberto non vede l’ora di tornare a guidare gli azzurri: «Sono felice di questa nuova opportunità. L’Europeo è il titolo più importante della mia carriera, ora sogno il Mondiale», ha confidato agli amici il nuovo ct. Che già studia i nomi da mandare in campo nei prossimi impegni di Nations League, a fine settembre: 4-3-3 con Donnarumma, Bastoni, Tonali e Barella come punti fermi. Tra i convocati, Pio Esposito, Dimarco, Retegui, Kean sono indiscutibili e non vanno esclusi i ritorni di Zaniolo e Chiesa. L’idea di Fagioli regista lo stimola. Ma prima la nuova convivenza, che tanto nuova non è: Mancini e Ranieri «coppia di fatto» lo erano già, spesso ospiti uno accanto all’altro nei circoli di Roma nord, regno di Malagò e del potere della capitale. Giovanni e Roberto sono già «compagni di vita» per diretta ammissione del presidente della Figc durante l’ultimo torneo di calcetto Coppa Canottieri.
La partita politica: il messagio della Serie A
Ma adesso la partita si fa più complessa. C’è quella del campo, dove Mancini e Ranieri non possono sbagliare. C’è quella politica, vinta — per ora — da Malagò, riuscito a convincere in fretta e furia tutte le componenti del calcio italiano della bontà del suo piano. Il Consiglio federale ha incassato le giustificazioni, unica voce contraria quella dei rappresentanti della Serie A: «Nessuno discute Mancini ma discutiamo il metodo», ha detto Marotta chiedendo maggiore coinvolgimento nelle scelte. «Appoggiamo la scelta di Malagò e auguriamo a Mancini e Ranieri buon lavoro», il comunicato di Ezio Simonelli, presidente della Serie A. Non è un mistero che i club puntassero su Antonio Conte come ct, ma tutti hanno scelto la via della concordia. La strada della ricostruzione però è ancora lunga. L’idea di Malagò è nominare Gianfranco Zola coordinatore delle nazionali giovanili. Il vicepresidente della Lega Pro, però, non vuole rinunciare al suo ruolo attuale. La trattativa continua.