Ripristinare i dati di fabbrica: la Nazionale torna al 4-3-3, il modulo vincente della finale di Wembley, nell’Europeo del 2021 conquistato contro l’Inghilterra. Ma anche lo schema – poco produttivo – dello spareggio Mondiale perso contro la Macedonia l’anno successivo. In panchina c’era sempre Roberto Mancini, (di) nuovo commissario tecnico dell’Italia dopo lo sconvolgimento che negli ultimi giorni ha investito la Federcalcio. Aveva usato il 4-3-3 anche nell’ultima sfida sulla panchina azzurra, quella per il terzo posto di Nations League vinta contro l’Olanda, nel giugno del 2023 (in gol Dimarco, Chiesa, Frattesi).
La filosofia di gioco non cambia
Poi l’addio – arrivederci, anzi – e le valigie impacchettate a ridosso di Ferragosto per il trasferi…
Ripristinare i dati di fabbrica: la Nazionale torna al 4-3-3, il modulo vincente della finale di Wembley, nell’Europeo del 2021 conquistato contro l’Inghilterra. Ma anche lo schema – poco produttivo – dello spareggio Mondiale perso contro la Macedonia l’anno successivo. In panchina c’era sempre Roberto Mancini, (di) nuovo commissario tecnico dell’Italia dopo lo sconvolgimento che negli ultimi giorni ha investito la Federcalcio. Aveva usato il 4-3-3 anche nell’ultima sfida sulla panchina azzurra, quella per il terzo posto di Nations League vinta contro l’Olanda, nel giugno del 2023 (in gol Dimarco, Chiesa, Frattesi).
La filosofia di gioco non cambia
Poi l’addio – arrivederci, anzi – e le valigie impacchettate a ridosso di Ferragosto per il trasferimento sulla panchina dell’Arabia Saudita. Tre anni dopo si ricomincia. Mancini non ha messo in discussione la sua filosofia di gioco: anche in Qatar, all’Al-Sadd, ha applicato lo stesso schema, alternandolo al 4-2-3-1, che esaltava le caratteristiche di Roberto Firmino, schierato sulla trequarti. Ma i principi del calcio di Mancini non sono cambiati: palleggio e controllo del ritmo e pressing aggressivo una volta persa la palla. In fase di costruzione, il modulo può evolversi anche in un 3-5-2, sfruttando il gioco sugli esterni.
Quali giocatori convocherà Mancini
Ma quali saranno gli interpreti della nuova Italia di Mancini? In porta un punto fermo, indiscutibile: Gianluigi Donnarumma, l’eroe dei rigori di Wembley. La difesa – a quattro – vedrà protagonisti senza dubbio Marco Palestra (terzino destro), Alessandro Bastoni (centrale), Dimarco (terzino sinistro). In mezzo al reparto, in coppia con Bastoni, c’è l’imbarazzo della scelta: Gianluca Mancini, Riccardo Calafiori o Giorgio Scalvini. Senza dimenticare il giovanissimo Giovanni Leoni, reduce dalla rottura del crociato. A centrocampo altri due punti fermi: Nicolò Barella, il giocatore di movimento più utilizzato da Mancini nella sua prima esperienza da ct, e Sandro Tonali. Da scegliere il regista: Mancini non potrà più fare affidamento su Jorginho e Marco Verratti.
Fagioli regista e il ritorno di Zaniolo
L’idea che stimola il tecnico, adesso, porta il nome di Nicolò Fagioli. Anche Manuel Locatelli è un candidato forte per la regia. E infine l’attacco. Quella del centravanti è una poltrona per tre: Roberto non può ignorare l’ascesa di Pio Esposito, ma certo vuole affidarsi ancora a Mateo Retegui (una delle più grandi invenzioni del Mancini ct), che ora è alle prese con il recupero dall’infortunio della tibia. C’è anche Moise Kean: il tecnico ha sempre ricordato le sue qualità, sottolineando spesso, però, la necessità di “comportarsi da professionista”. E gli altri due slot d’attacco?
Mancini prova a rilanciare Chiesa
A sinistra, durante gli Europei del 2021, poteva affidarsi al tiro a giro di Lorenzo Insigne; dall’altra parte c’era Domenico Berardi. Per quei ruoli non si escludono grandi ritorni: Nicolò Zaniolo e Federico Chiesa possono essere le sorprese del nuovo corso della Nazionale. “Non insisto con chi non sta bene”, aveva detto l’ex ct Rino Gattuso, parlando proprio di Chiesa: il suo rapporto con l’azzurro, negli ultimi anni, è stato travagliato e Mancini vuole provare a riattivare il vecchio Federico, quello che spaccava le partite agli Europei. Nella stessa zona del campo, ci sono anche altre candidature forti: quelle di Matteo Politano e Riccardo Orsolini. Molti di questi interpreti li vedremo in campo presto: il 25 settembre l’Italia sfida il Belgio in Nations League.