Troppo Belgio per l’Italia, il Mancini bis parte male: azzurri battuti 2-0 e fischiati
di Emanuele GambaROMA – L’avventura di seconda visione di Mancini è cominciata con lo schiocco di una sconfitta secca, così brutale da ridimensionare qualsiasi ottimismo. Il Belgio ha maramaldeggiato tra vuoti e fischi, il mezzo Olimpico che s’è scomodato per l’esordio (desolante il colpo d’occhio sugli spalti, nonostante i 47 mila spettatori dichiarati) ha disapprovato, accennato una protesta (tirate fuori eccetera) e conservato il malanimo esibito già durante gli inni: che ragione c’era di fischiare quello dei nostri avversari?
Per qualche minuto ci si è chiesti chi fosse meglio tra le due nazionali, poi s’è capito ch’era quella in rosso, per una ragione semplice: gli altri fanno con naturalezza le cose che vanno fatte a questi livelli (verticalizzazioni, tagli, dribbli…
ROMA – L’avventura di seconda visione di Mancini è cominciata con lo schiocco di una sconfitta secca, così brutale da ridimensionare qualsiasi ottimismo. Il Belgio ha maramaldeggiato tra vuoti e fischi, il mezzo Olimpico che s’è scomodato per l’esordio (desolante il colpo d’occhio sugli spalti, nonostante i 47 mila spettatori dichiarati) ha disapprovato, accennato una protesta (tirate fuori eccetera) e conservato il malanimo esibito già durante gli inni: che ragione c’era di fischiare quello dei nostri avversari?
Per qualche minuto ci si è chiesti chi fosse meglio tra le due nazionali, poi s’è capito ch’era quella in rosso, per una ragione semplice: gli altri fanno con naturalezza le cose che vanno fatte a questi livelli (verticalizzazioni, tagli, dribbling, cambi di passo), i nostri ci provano disperatamente e quando ci riescono sembra che abbiano realizzato un’impresa. Prendiamo Cambiaghi e Kean, le nostre ali: ci hanno messo insistenza e buona volontà e il bolognese anche qualcosa in più, ma che fatica saltare un terzino, mettere il pallone giusto.
Godts mette a sedere mezza difesa
Tutto il contrario di Godts e Moreira, che non sono (o non ancora) tra i mammasantissima del ruolo, ma fintano in velocità, sprintano con e senza pallone, fanno sedere i difensori prendendoli sul tempo sempre, come quando l’esterno biondo del Psg ha ricevuto il pallone da De Bruyne e prima di colpire ha messo a sedere Mancini e Coppola. Tutto era nato da un passaggio smaccatamente sbagliato da Romano, ma mica può gravare sui suoi vent’anni il peso della sconfitta.
Il succo è che è stata una partita di confronti individuali, perché i due ct non hanno ancora avuto il tempo di accennare una bozza di squadra, e la maggior parte dei belgi gioca a pallone meglio di qualunque italiano.
Donnarumma evita guai peggiori
Il Belgio nel primo tempo ha sfiorato la mattanza, Donnarumma ci ha salvato tre o quattro volte, specie su De Ketelaere e Godts, l’Italia di buono ci ha messo la resistenza e basta. Otto corner a uno per loro all’intervallo: ecco un dato riassuntivo.
Tra gli azzurri l’unico di livello alto è parso Calafiori, che ha praticamente giocato da tuttocampista, prendendosi mansioni ben più ampie di quelli del terzino. Ha un passo che è il doppio di quello dei compagni. Il passo della Premier (Tonali invece no), anche se nel secondo tempo s’è afflosciato pure lui.
La reazione dell’Italia nella ripresa
L’Italia ha provato a smentire i luoghi comuni a inizio ripresa, quando i ritmi si sono alzati, Cambiaghi ha trovato continuità e incidenza nelle giocate, le punte sono andate al tiro (prima Kean e poi Esposito, bravo Lammens soprattutto sul comasco) e in generale gli azzurri hanno finalmente preso di petto la gara, lasciando che il Belgio calasse assieme a De Bruyne e Moreira (la tenuta limitata non è sempre un fatto di età): difatti ha ripreso tono quando li hanno tolti, mentre il rimpasto di Mancini non ha funzionato. D’altronde Maldini a 24 anni è solo adesso titolare fisso in Serie A, mentre Lukebakio, che è solo un buon mestierante, ha già girato molta Europa di buon livello e nel suo contropiede fatale, chiuso con un sinistro in buca d’angolo, ha mantenuto il livello tecnico e di velocità delle ali titolari.
I fischi dell’Olimpico
L’Italia era completamente sbilanciata: Mancini (lo stopper) stava facendo la prima punta accanto a Kean, ultimo desolante tentativo di aggrapparsi alla disperazione. La gente ha fischiato ancora (anche Barella uscente e soprattutto Lukaku entrante), fino alla fine: l’Italia è già un gradino più sotto di sei mesi fa.
Italia-Belgio 0-2 (0-1)
Italia (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Mancini, Coppola (20' st Scalvini), Calafiori, Tonali, Romano (20' st Frattesi), Barella (35' st Doumbia), Cambiaghi (35' st Zoma), P. Esposito (20' st Maldini), Kean. (12 Carnesecchi, 14 Vicario, 2 Kayode, 3 Ahanor, 13 Mandragora, 10 Raspadori, 11 Scamacca). All. Mancini.
Belgio (4-3-3): Lammens, Castagne, Ngoy, Mechele, De Cuyper, Tielemans, Raskin (29' st Lavia), De Bruyne (13' st Vanaken), Moreira (13' st Lukebakio), De Ketelaere (38' st Lukaku), Godts (38' st Fernandez-Pardo) (12 Vandervoordt, 13 De Busser, 2 Debast, 3 Theate, 16 Keita,18 Seys, 11 Openda). All. Van Bommel.
Arbitro: Daniel Siebert (Ger).
Reti: nel pt 20' Godts, nel st 24' sLukebakio
Recupero: 1' e 3'.
Angoli: 8-4 per il Belgio
Note: ammoniti Raskin, Mancini, Lavia, Fernandez-Pardo e Maldini per gioco falloso, Moreira per proteste, Donnarumma e Lukaku per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 47.155 per un incasso di 1.158.026 euro