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Troppo Belgio per l’Italia, il Mancini bis parte male: azzurri battuti 2-0 e fischiati

La delusione dei giocatori dell'Italia a fine partita (reuters)

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La squadra di Van Bommel domina il primo tempo e va avanti con Godts. Nella ripresa gli azzurri crescono ma Lukebakio chiude i giochi
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ROMA – L’avventura di seconda visione di Mancini è cominciata con lo schiocco di una sconfitta secca, così brutale da ridimensionare qualsiasi ottimismo. Il Belgio ha maramaldeggiato tra vuoti e fischi, il mezzo Olimpico che s’è scomodato per l’esordio (desolante il colpo d’occhio sugli spalti, nonostante i 47 mila spettatori dichiarati) ha disapprovato, accennato una protesta (tirate fuori eccetera) e conservato il malanimo esibito già durante gli inni: che ragione c’era di fischiare quello dei nostri avversari?

Per qualche minuto ci si è chiesti chi fosse meglio tra le due nazionali, poi s’è capito ch’era quella in rosso, per una ragione semplice: gli altri fanno con naturalezza le cose che vanno fatte a questi livelli (verticalizzazioni, tagli, dribbli…

ROMA – L’avventura di seconda visione di Mancini è cominciata con lo schiocco di una sconfitta secca, così brutale da ridimensionare qualsiasi ottimismo. Il Belgio ha maramaldeggiato tra vuoti e fischi, il mezzo Olimpico che s’è scomodato per l’esordio (desolante il colpo d’occhio sugli spalti, nonostante i 47 mila spettatori dichiarati) ha disapprovato, accennato una protesta (tirate fuori eccetera) e conservato il malanimo esibito già durante gli inni: che ragione c’era di fischiare quello dei nostri avversari?

Per qualche minuto ci si è chiesti chi fosse meglio tra le due nazionali, poi s’è capito ch’era quella in rosso, per una ragione semplice: gli altri fanno con naturalezza le cose che vanno fatte a questi livelli (verticalizzazioni, tagli, dribbling, cambi di passo), i nostri ci provano disperatamente e quando ci riescono sembra che abbiano realizzato un’impresa. Prendiamo Cambiaghi e Kean, le nostre ali: ci hanno messo insistenza e buona volontà e il bolognese anche qualcosa in più, ma che fatica saltare un terzino, mettere il pallone giusto.

La formazione schierata da Mancini (reuters)

Godts mette a sedere mezza difesa

Tutto il contrario di Godts e Moreira, che non sono (o non ancora) tra i mammasantissima del ruolo, ma fintano in velocità, sprintano con e senza pallone, fanno sedere i difensori prendendoli sul tempo sempre, come quando l’esterno biondo del Psg ha ricevuto il pallone da De Bruyne e prima di colpire ha messo a sedere Mancini e Coppola. Tutto era nato da un passaggio smaccatamente sbagliato da Romano, ma mica può gravare sui suoi vent’anni il peso della sconfitta.

Il succo è che è stata una partita di confronti individuali, perché i due ct non hanno ancora avuto il tempo di accennare una bozza di squadra, e la maggior parte dei belgi gioca a pallone meglio di qualunque italiano.

Il gol di Godts (afp)

Donnarumma evita guai peggiori

Il Belgio nel primo tempo ha sfiorato la mattanza, Donnarumma ci ha salvato tre o quattro volte, specie su De Ketelaere e Godts, l’Italia di buono ci ha messo la resistenza e basta. Otto corner a uno per loro all’intervallo: ecco un dato riassuntivo.

Tra gli azzurri l’unico di livello alto è parso Calafiori, che ha praticamente giocato da tuttocampista, prendendosi mansioni ben più ampie di quelli del terzino. Ha un passo che è il doppio di quello dei compagni. Il passo della Premier (Tonali invece no), anche se nel secondo tempo s’è afflosciato pure lui.

Roberto Mancini 

La reazione dell’Italia nella ripresa

L’Italia ha provato a smentire i luoghi comuni a inizio ripresa, quando i ritmi si sono alzati, Cambiaghi ha trovato continuità e incidenza nelle giocate, le punte sono andate al tiro (prima Kean e poi Esposito, bravo Lammens soprattutto sul comasco) e in generale gli azzurri hanno finalmente preso di petto la gara, lasciando che il Belgio calasse assieme a De Bruyne e Moreira (la tenuta limitata non è sempre un fatto di età): difatti ha ripreso tono quando li hanno tolti, mentre il rimpasto di Mancini non ha funzionato. D’altronde Maldini a 24 anni è solo adesso titolare fisso in Serie A, mentre Lukebakio, che è solo un buon mestierante, ha già girato molta Europa di buon livello e nel suo contropiede fatale, chiuso con un sinistro in buca d’angolo, ha mantenuto il livello tecnico e di velocità delle ali titolari.

Lukebakio esulta dopo il gol del 2 a 0 (afp)

I fischi dell’Olimpico

L’Italia era completamente sbilanciata: Mancini (lo stopper) stava facendo la prima punta accanto a Kean, ultimo desolante tentativo di aggrapparsi alla disperazione. La gente ha fischiato ancora (anche Barella uscente e soprattutto Lukaku entrante), fino alla fine: l’Italia è già un gradino più sotto di sei mesi fa.

Italia-Belgio 0-2 (0-1)

Italia (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Mancini, Coppola (20' st Scalvini), Calafiori, Tonali, Romano (20' st Frattesi), Barella (35' st Doumbia), Cambiaghi (35' st Zoma), P. Esposito (20' st Maldini), Kean. (12 Carnesecchi, 14 Vicario, 2 Kayode, 3 Ahanor, 13 Mandragora, 10 Raspadori, 11 Scamacca). All. Mancini.

Belgio (4-3-3): Lammens, Castagne, Ngoy, Mechele, De Cuyper, Tielemans, Raskin (29' st Lavia), De Bruyne (13' st Vanaken), Moreira (13' st Lukebakio), De Ketelaere (38' st Lukaku), Godts (38' st Fernandez-Pardo) (12 Vandervoordt, 13 De Busser, 2 Debast, 3 Theate, 16 Keita,18 Seys, 11 Openda). All. Van Bommel.

Arbitro: Daniel Siebert (Ger).

Reti: nel pt 20' Godts, nel st 24' sLukebakio

Recupero: 1' e 3'.

Angoli: 8-4 per il Belgio

Note: ammoniti Raskin, Mancini, Lavia, Fernandez-Pardo e Maldini per gioco falloso, Moreira per proteste, Donnarumma e Lukaku per comportamento non regolamentare.

Spettatori: 47.155 per un incasso di 1.158.026 euro

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