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Zoff: “Nazionale timorosa, in attacco poca qualità”

Dino Zoff

 

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L’ex capitano e poi ct azzurro commenta l’avvio del Mancini-bis: “Quello che vediamo è la conseguenza dei tanti traguardi mancati”
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Con la Nazionale Dino Zoff si è preso tutto: «Sono l’unico che in azzurro ha vinto sia il Mondiale sia l’Europeo», precisa orgoglioso. Un’altra epoca: «Vedere l’Italia così dispiace, certo». È un attento osservatore delle vicende della squadra che ha guidato da giocatore (è stato capitano per 59 partite su 112 presenze) e da commissario tecnico.

Zoff, che impressione le ha fatto la prima Nazionale del Mancini-bis?

«Mi è sembrata inizialmente molto timorosa. Nel primo tempo ha sofferto tanto. Dopo ha combattuto, però mi ha colpito quella tensione che ho visto in avvio».

Dovuta a cosa, secondo lei? «Il momento è quello che è, inutile nasconderci. La prima partita ufficiale dopo la terza esclusione di fila dai Mondiali, vuoi cominciare come Dio comanda. Comprendo che ci fosse pressione. Abbiamo mancato troppi traguardi, quello che sta succedendo ora ne è una conseguenza».

Un lato positivo? «La reazione della ripresa. Il Belgio è una buona squadra, ti ha messo all’angolo. Ma hai avuto la …

Con la Nazionale Dino Zoff si è preso tutto: «Sono l’unico che in azzurro ha vinto sia il Mondiale sia l’Europeo», precisa orgoglioso. Un’altra epoca: «Vedere l’Italia così dispiace, certo». È un attento osservatore delle vicende della squadra che ha guidato da giocatore (è stato capitano per 59 partite su 112 presenze) e da commissario tecnico.

Zoff, che impressione le ha fatto la prima Nazionale del Mancini-bis?

«Mi è sembrata inizialmente molto timorosa. Nel primo tempo ha sofferto tanto. Dopo ha combattuto, però mi ha colpito quella tensione che ho visto in avvio».

Dovuta a cosa, secondo lei? «Il momento è quello che è, inutile nasconderci. La prima partita ufficiale dopo la terza esclusione di fila dai Mondiali, vuoi cominciare come Dio comanda. Comprendo che ci fosse pressione. Abbiamo mancato troppi traguardi, quello che sta succedendo ora ne è una conseguenza».

Un lato positivo? «La reazione della ripresa. Il Belgio è una buona squadra, ti ha messo all’angolo. Ma hai avuto la forza di giocare il secondo tempo alla pari».

Qual è la strada da imboccare adesso? «Bisogna parlare poco e lavorare molto. Queste altre tre gare di Nations League saranno importanti, i calciatori potranno stare insieme. Siamo all’inizio di un nuovo percorso, anche se non c’è tanto tempo sono abbastanza fiducioso».

Mancini ha schierato una formazione con età media di 23 anni. La convince questa linea che guarda ai giovani? «I ragazzi che sono bravi possono giocare anche a 16 anni, secondo me. I problemi sono altri».

Si riferisce allo spazio dato ad alcuni elementi della vecchia guardia come ad esempio Di Lorenzo e Barella? «No, anzi. Chi vogliamo far giocare? In Nazionale devono esserci i migliori, chi è bravo è giusto che sia tenuto in considerazione».

Romano ha debuttato da titolare e ha faticato: gli darebbe ancora fiducia? «Come si fa a non dargliela? Ha fatto una sola partita. Va bene, è andata male, ma di fronte aveva ottimi giocatori. Basta questo per cambiare subito?».

Come ha ritrovato Mancini ct? «Credo in lui, ha sempre fatto bene. Non ha bisogno delle mie parole».

Dove può crescere la Nazionale? «Direi davanti, lì ha avuto difficoltà. Anche quando siamo usciti fuori nella ripresa non abbiamo segnato. Bisogna ricercare la qualità».

Il compito per Mancini è più arduo rispetto al suo primo mandato? «Sì, è evidente. Arriviamo da un periodo nero. È anche vero che peggio di così non si può fare. Questo va a suo favore: è più facile crescere. Nella situazione in cui siamo, possiamo solo migliorare».

Può pesare l’ipotesi commissariamento della Figc su ct e squadra? «Non mi piace fare supposizioni su questi temi. Può esserci un po’ di preoccupazione, vedremo come andrà a finire».

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