Mancini: “Alle critiche si risponde vincendo in Turchia, ma a questa generazione serve tempo”
dal nostro inviato Marco AzziBursa - E' già una prova d'appello dopo il ko al debutto con il Belgio e Roberto Mancini deve farsene una ragione, anche se la sua avventura bis sulla panchina della Nazionale è appena cominciata. Ma la Nazionale ha troppi peccati da farsi perdonare e per questo bisogna rialzarsi in fretta, al di là della necessità di fare risultato a Bursa per non uscire subito di scena dalla Nations League. "Ci sta che i tifosi siano stati scontenti per la nostra sconfitta a Roma, ora dipenderà da noi ritornare una grande squadra e vincere. Alle critiche si può rispondere solamente con i risultati, è l'unico modo che conosco...", ha detto il ct azzurro alla vigilia della seconda sfida del girone contro la Turchia, presentandola come un'altra sfida piena di insidie.
Bursa - E' già una prova d'appello dopo il ko al debutto con il Belgio e Roberto Mancini deve farsene una ragione, anche se la sua avventura bis sulla panchina della Nazionale è appena cominciata. Ma la Nazionale ha troppi peccati da farsi perdonare e per questo bisogna rialzarsi in fretta, al di là della necessità di fare risultato a Bursa per non uscire subito di scena dalla Nations League. "Ci sta che i tifosi siano stati scontenti per la nostra sconfitta a Roma, ora dipenderà da noi ritornare una grande squadra e vincere. Alle critiche si può rispondere solamente con i risultati, è l'unico modo che conosco...", ha detto il ct azzurro alla vigilia della seconda sfida del girone contro la Turchia, presentandola come un'altra sfida piena di insidie.
Mancini: “Serve tempo per far crescere un’altra generazione”
"Affrontiamo un avversario molto forte, un gruppo pieno di giocatori di qualità e molto ben guidato da Vincenzo Montella, che in panchina sta facendo un ottimo lavoro. Al Mondiale sono usciti troppo presto e in maniera immeritata". L'Italia deve invece rincorrere ed è una realtà che all'inizio di un nuovo ciclo richiede giocoforza pazienza, nonostante le inevitabili pressioni. "Noi abbiamo soltanto la necessità di un po' di tempo per lavorare e mettere su un gruppo più competitivo. L'Italia ha avuto tante generazioni di campionissimi e ora ha la necessità di farne crescere un'altra". Mancini ha lasciato a Coverciano dieci giocatori, ma senza alcun intento punitivo. "Era già previsto dall'inizio, perché è una trasferta lunga e faticosa".
“Romano avrà un grande futuro”
E il ko con il Belgio non avrà ripercussioni nemmeno sul sistema di gioco dell'Italia. "Dal punto di vista del sistema tattico non credo che si saranno dei particolari cambiamenti". Ma è altrettanto certo che saranno diversi gli interpreti, come ha lasciato intendere senza fare troppi misteri il ct. "Sono passate appena 48 ore dalla partita di Roma, vediamo chi sarà in grado di giocare di nuovo. Kean? Vale pure per lui, come per tutti. Bastoni sta bene, non ha problemi fisici. Romano per me ha fatto un debutto eccellente e avrà un grande futuro in Nazionale, a prescindere dalla sua eventuale presenza in questa trasferta". Per chiudere una risposta sugli Europei 2032, che saranno organizzati insieme da Turchia e Italia. "Se saremo pronti? In campo sicuramente, dal punto di vista organizzativo non tocca a me rispondere". Rimandata al mittente pure la domanda sui problemi giudiziari del Manchester City. "Non mi risulta che ci sia già una condanna e la questione del mio doppio contratto non è un problema mio".
"Gruppo sano, abbiamo solo bisogno di tempo”
Mancini ne ha già fin troppi con la Nazionale, anche se i veterani del gruppo azzurro faranno di tutto per dare una mano al ct. "Il calcio oggi è difficile e la partita col Belgio era tutt'altro che una formalità, come invece avevo sentito dire. Loro sono una grande squadra e noi non siamo nel nostro miglior momento, dobbiamo essere onesti. Ma il gruppo è sano, abbiamo solo bisogno di tempo per lavorare", ha provato a dare la carica Sandro Tonali. "E' un bene poter scendere subito in campo. Le responsabilità dobbiamo prendercele noi più esperti e toglierle ai compagni più giovani, che sono forti e hanno solo bisogno di fare esperienza. Cerchiamo di essere positivi. Io ho recuperato al cento per cento e sto bene, non ho una posizione preferita in campo e non ho problemi di ruolo. L'eliminazione contro la Bosnia sarà per sempre un peso sulle nostre spalle, è inevitabile. Allo stesso tempo però dobbiamo avere la forza per guardare avanti con motivazioni e ottimismo". L'Italia è arrivata in Turchia per rialzarsi.