Attilio Lombardo: “Quanto manca Vialli alla Nazionale. Le batoste servono a migliorare”
di Andrea SereniAttilio Lombardo, amico ed ex collaboratore di Roberto Mancini, la Nazionale ha iniziato il nuovo ciclo con una sconfitta contro il Belgio. Impressioni?
«Chiudiamo un capitolo e apriamone un altro. Va cancellato il passato, la Bosnia e i Mondiali non giocati. Il presente è oggi. Venerdì l’Italia ha fatto fatica nel primo tempo, nel secondo avrebbe potuto pareggiare prima di subire il 2-0. La squadra si sta formando, ha avuto pochi giorni. Serve pazienza».
Quanto incide sul ct il possibile commissariamento della Figc?
«Roberto è un uomo forte, niente lo intacca. Averne di caratteri come il suo. È concentrato sulle prossime tre partite, ne sono certo. Non si è mai fatto condizionare da nulla».
Cosa è cambiato rispetto alla sua prima Italia?
…Attilio Lombardo, amico ed ex collaboratore di Roberto Mancini, la Nazionale ha iniziato il nuovo ciclo con una sconfitta contro il Belgio. Impressioni?
«Chiudiamo un capitolo e apriamone un altro. Va cancellato il passato, la Bosnia e i Mondiali non giocati. Il presente è oggi. Venerdì l’Italia ha fatto fatica nel primo tempo, nel secondo avrebbe potuto pareggiare prima di subire il 2-0. La squadra si sta formando, ha avuto pochi giorni. Serve pazienza».
Quanto incide sul ct il possibile commissariamento della Figc?
«Roberto è un uomo forte, niente lo intacca. Averne di caratteri come il suo. È concentrato sulle prossime tre partite, ne sono certo. Non si è mai fatto condizionare da nulla».
Cosa è cambiato rispetto alla sua prima Italia?
«All’epoca c’era il gruppo dei vari Chiellini, Bonucci, Insigne e Immobile che era nel pieno della maturazione. Roberto diede loro indicazioni e identità, ma la squadra aveva già grandi capacità. Adesso è più difficile, penso lo sappia anche lui».
C’è il rischio che abbia un’eccessiva riconoscenza verso i reduci di Wembley?
«Ma no, le convocazioni che ha fatto con tanti giovani e debuttanti sono un segnale. In una Nazionale servono i giocatori di esperienza che spieghino agli altri come ci si comporta in quel contesto. Ho trovato esagerate le critiche ricevute da Barella e Di Lorenzo».
Ha deluso Romano, all’esordio.
«Deve fare un percorso. È stato massacrato dopo il Belgio: dargli addosso non è produttivo, per lui come per i ragazzi che avranno presto delle opportunità. È giusto rischiare dando spazio subito ai giovani, ma vanno coccolati e seguiti. Comunque sono convinto che le batoste aiutino, a volte servono a migliorare».
Mancini ha lanciato diversi giovani, da Doumbia a Zoma. Chi le piacerebbe vedere adesso?
«Vergara è un ottimo giocatore. Ce ne sono alcuni interessanti nell’Under 21. Faccio due nomi: Lulli, mi ha sorpreso la sua personalità, e Pisilli. Presto saranno protagonisti in Nazionale».
Quindi, come si rialzerà l’Italia?
«Bisogna avere fiducia in Mancini e nei giovani. Non aspettiamoci un gioco scintillante dopo una settimana. Servirà altro tempo. Ma il percorso è corretto. Roberto ha setacciato tutti i campionati, italiani e stranieri, per cercare i profili giusti. Ha le capacità per raggiungere i risultati che tutti ci auspichiamo arrivino».
Ma lei perché non è anche stavolta nello staff del ct?
«Da quando è andato all’Al-Sadd ha nuovi collaboratori. Io ho preso una strada, tornando alla Sampdoria (è collaboratore tecnico di Corradi, ndr), lui un’altra. L’amicizia resta».
A Euro 2021 c’era Vialli come capo delegazione. Mancini si ritrova senza il suo braccio destro.
«Sicuramente gli manca. A tutti noi manca. Il suo carisma, il rapporto che aveva con i giocatori sono stati elementi importanti per quella vittoria, parte integrante del successo. Roberto prima di ogni allenamento e ogni partita rivolge un pensiero a Luca. Lo porta dentro di sé anche in questa esperienza. Erano troppo legati. La loro non era amicizia, era fratellanza. Dovrà essere bravo a camminare solo sulle sue gambe».