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Mancini: “Non è uno spareggio, dopo la Turchia mancheranno ancora 5 partite”

Roberto Mancini (lapresse)

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Il ct azzurro a poche ore alla sfida di Bursa difende la squadra: “Contro il Belgio abbiamo fatto un ottimo secondo tempo. Non lo dico io, l'ha detto De Ketelaere”
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BURSA – Roberto Mancini è già in fase di contrattacco: nella tradizionale intervista della Rai nel giorno della partita, il ct ha difeso una volta di più il suo lavoro e quello dei suoi giocatori («Che contro il Belgio abbiamo fatto un ottimo secondo tempo non lo dico io, l'ha detto De Ketelaere») e rimbeccato le critiche alla partita d'esordio: «È una partita di calcio, non c'è bisogno di massacrare nessuno, basta solo attenersi a quello che si vede. Però sempre in buona fede, mai in malafede».

Mancini evidentemente sospetta che qualcuna delle critiche sia strumentale, magari anche con delle attinenze con le disavventure del presidente Malagò. E si rifiuta di definire Turchia-Italia una sorta di spareggio salvezza: «A questo non dobbiamo neanche pensare. Giochiamo, poi vedremo quello che accadrà e come sarà la classifica. È un girone difficile ma mancano ancora cinque giornate. In Nations League si può anche rischiare qualcosa. Quello che non capisco è come mai in questa competizione…

BURSA – Roberto Mancini è già in fase di contrattacco: nella tradizionale intervista della Rai nel giorno della partita, il ct ha difeso una volta di più il suo lavoro e quello dei suoi giocatori («Che contro il Belgio abbiamo fatto un ottimo secondo tempo non lo dico io, l'ha detto De Ketelaere») e rimbeccato le critiche alla partita d'esordio: «È una partita di calcio, non c'è bisogno di massacrare nessuno, basta solo attenersi a quello che si vede. Però sempre in buona fede, mai in malafede».

Mancini evidentemente sospetta che qualcuna delle critiche sia strumentale, magari anche con delle attinenze con le disavventure del presidente Malagò. E si rifiuta di definire Turchia-Italia una sorta di spareggio salvezza: «A questo non dobbiamo neanche pensare. Giochiamo, poi vedremo quello che accadrà e come sarà la classifica. È un girone difficile ma mancano ancora cinque giornate. In Nations League si può anche rischiare qualcosa. Quello che non capisco è come mai in questa competizione siamo arrivati due volte alla fase finale e non è stato esaltato per nulla, anzi, mentre adesso sembra che sia la cosa più importante del mondo».

Il ct ha inquadrato l'esclusione di Barella nella logica del turnover: «Non è stato difficile rinunciare a lui. Sappiamo benissimo il suo valore, però è anche vero che queste partite ci servono per conoscere i giocatori più giovani, quelli che dovranno accompagnare il nostro percorso nei prossimi anni».

A questo proposito, contro la Turchia dovrebbe essere il momento di Doumbia e Sebastiano Esposito: «Possono dare tanto. Doumbia è un ragazzo che l'anno scorso giocava in Serie B e adesso è andato allo Sporting, ha iniziato a giocare in Champions League, sta facendo il campionato portoghese, quindi non può ancora essere un giocatore che entra in campo e fa subito la differenza, bisogna dargli tempo. Sebastiano Esposito ha un po' più di esperienza perché ha debuttato in Serie A tanti anni fa, poi ha fatto il suo percorso, ha delle qualità. Sono giocatori che potenzialmente possono darci tanto». Ma alla sua Italia, Mancini chiede sostanzialmente una cosa soltanto: «Voglio vedere sin dal primo minuto un atteggiamento positivo e che la squadra giochi a calcio e provi a farlo sempre, anche nelle difficoltà».

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