Due fratelli titolari con la maglia azzurra dell’Italia. Non succedeva dal 31 gennaio del 1915 (Aldo e Luigi Cevenini, con la Svizzera) e nella notte finalmente dolce di Bursa è toccato a Pio e Sebastiano Esposito ritagliarsi uno spazio molto speciale nella storia azzurra, battendosi per 63 minuti spalla a spalla nella sfida stravinta con la Turchia. È stata una serata da record pure per Castellammare di Stabia, visto che nella formazione titolare c’era anche il terzo concittadino Gigio Donnarumma, il capitano.
L’adolescenza nel quartiere Cicerone, poi l’azzurro
Ma la ribalta se la sono presa soprattutto i due giovani attaccanti lanciati in coppia da Mancini: le loro strade si sono incrociate di nuovo come ai bei tempi dell’adolescenza sul polveroso campetto del quartiere Cicerone, dove avevano gettato le basi per le loro emergenti carriere da calciatore, come il fratello più grande Salvatore, oggi alla Samp. Da lì avevano spiccato infatti insieme il volo approdando al settore giovan…
Due fratelli titolari con la maglia azzurra dell’Italia. Non succedeva dal 31 gennaio del 1915 (Aldo e Luigi Cevenini, con la Svizzera) e nella notte finalmente dolce di Bursa è toccato a Pio e Sebastiano Esposito ritagliarsi uno spazio molto speciale nella storia azzurra, battendosi per 63 minuti spalla a spalla nella sfida stravinta con la Turchia. È stata una serata da record pure per Castellammare di Stabia, visto che nella formazione titolare c’era anche il terzo concittadino Gigio Donnarumma, il capitano.
L’adolescenza nel quartiere Cicerone, poi l’azzurro
Ma la ribalta se la sono presa soprattutto i due giovani attaccanti lanciati in coppia da Mancini: le loro strade si sono incrociate di nuovo come ai bei tempi dell’adolescenza sul polveroso campetto del quartiere Cicerone, dove avevano gettato le basi per le loro emergenti carriere da calciatore, come il fratello più grande Salvatore, oggi alla Samp. Da lì avevano spiccato infatti insieme il volo approdando al settore giovanile dell’Inter, prima di separarsi e ritrovarsi in azzurro.
Dalle lacrime di Zenica, dove sbagliò un rigore, all’allegria di Bursa: Pio Esposito si è fatto largo a spallate con il suo fisico da corazziere, è un punto fermo dell’Inter ed è a quota 6 reti in 9 partite in Nazionale. «Volevo tanto questo gol per dedicarlo a mia nonna, che sta vivendo giornate non facili», ha raccontato alla fine.
Sebastiano ex pupillo di Lukaku
Più tortuoso il percorso seguito da Sebastiano, che rispetto al fratello punta di più sull’agilità e meno sulla potenza. La sua esplosione nella scorsa stagione è avvenuta nel ruolo di prima punta, anche se in Turchia gli è toccato ritornare esterno come quando era ragazzino. A Cagliari ha dimostrato di saper fare molto bene il centravanti (nel settore giovanile dell’Inter era il pupillo di Lukaku, che qualcosa deve avergli insegnato) e adesso sta provando a dimostrarlo pure al Sassuolo, dopo essere andato via in estate dalla Sardegna in maniera turbolenta e al termine di un braccio di ferro. Pio non gli ha detto nulla, prima: «Ricordo ancora il mio esordio in Nazionale maggiore un anno fa, perciò non volevo caricare mio fratello di ulteriori pressioni. Spero se la sia goduta al massimo, è stato bello condividere questo momento e speriamo di farlo altre volte. Oggi ci siamo divertiti, si è visto».
Alla Timsah Arena i nuovi fratelli d’Italia hanno impiegato un po’ a ritrovare le misure della loro adolescenza, impiegando 24 minuti per scambiarsi per la prima volta il pallone. Poi la strada si è fatta però in discesa e l’intesa in attacco tra i due è diventata uno dei principali punti di forza degli azzurri, in una notte finalmente di baldoria. La parte del leone l’ha fatta il bomber dell’Inter prima ispirando i gol di Frattesi e Kayode, poi firmando il poker azzurro con un colpo di testa in tuffo. Tra i primi ad abbracciarlo il fratello, come ai tempi in cui facevano sfracelli da bambini e adolescenti a Castellammare di Stabia, sul campetto — a due passi da casa — che di recente hanno rimesso a nuovo e regalato alla loro città.