✕

Scalvini: “L’Italia è sulla strada giusta. Con la Francia positivi e coraggiosi”

Giorgio Scalvini (agf)

Ascolta l'audio

Le parole del difensore azzurro, tra i migliori contro la Turchia
3 minuti di lettura

FIRENZE - Giorgio Scalvini è tra le note più liete del nuovo corso firmato Roberto Mancini. Titolare nel netto successo in Turchia (contro il Belgio era entrato nella ripresa), il 22enne difensore dell’Atalanta – che Mancini lanciò e fece esordire tra i grandi nel 2022 – si candida per giocare dall’inizio anche venerdì in Francia.

Scalvini, cosa le ha lasciato la partita in Turchia?

“È stato un momento molto bello. Donnarumma e gli altri mi hanno caricato tanto e tutto questo ci ha uniti ancora di più. È stato bello e tutto il gruppo è fantastico. Quella notte ha detto che siamo una squadra forte, che possiamo dominare le gare, prendere consapevolezza, giocare bene e vincere”.

Si sente ancora giovane o più vicino all’essere un senatore?

“Mi sento giovane…

FIRENZE - Giorgio Scalvini è tra le note più liete del nuovo corso firmato Roberto Mancini. Titolare nel netto successo in Turchia (contro il Belgio era entrato nella ripresa), il 22enne difensore dell’Atalanta – che Mancini lanciò e fece esordire tra i grandi nel 2022 – si candida per giocare dall’inizio anche venerdì in Francia.

Scalvini, cosa le ha lasciato la partita in Turchia?

“È stato un momento molto bello. Donnarumma e gli altri mi hanno caricato tanto e tutto questo ci ha uniti ancora di più. È stato bello e tutto il gruppo è fantastico. Quella notte ha detto che siamo una squadra forte, che possiamo dominare le gare, prendere consapevolezza, giocare bene e vincere”.

Si sente ancora giovane o più vicino all’essere un senatore?

“Mi sento giovane, ma anche i senatori stanno aiutando tanto noi giovani e penso sia una cosa molto importante, perché fanno capire quale sia il vero spirito dell’Italia e della Nazionale. È importante avere esempi di persone, oltre che di calciatori, ed è bello essere uniti. Il mister ci chiede di creare un bel gruppo e stare bene insieme”.

Scalvini durante Turchia-Italia (reuters)

Modelli come Cannavaro, Bonucci e Chiellini sono ancora attuali?

“Sono leggende del calcio. È chiaro che il calcio sia cambiato in generale, ora a noi difensori sono chieste cose diverse. Sono fortunato ad aver condiviso degli allenamenti con loro e ad avere ancora Bonucci nello staff. Si può solo imparare da gente così”.

Perché con la Turchia un secondo tempo così meno aggressivo?

“Ne abbiamo parlato anche nell’intervallo. Quando sei sopra nel punteggio, come contro la Turchia, tendi a proteggerti di più. Non è stato un cambiamento tattico, ma più che altro un nostro atteggiamento di protezione per conservare il vantaggio. Di fronte avevamo una Nazionale di qualità, in casa, spinta dai tifosi, che ha cercato di reagire e ci sta che abbia attaccato di più”.

Che partita vi attende contro la Francia?

“La Francia è fortissima, tra le migliori al mondo, specie in attacco, con una qualità superiore a tutti. Siamo positivi e coraggiosi, siamo l’Italia e cercheremo di fare del nostro meglio provando a dare il massimo. Vogliamo giocare a viso aperto e confrontarsi con una Nazionale così forte è ottimo per capire a che punto siamo”.

Che ct Mancini ha ritrovato, lei che lo conosce bene?

“Mi sono sempre trovato benissimo con lui. Mi piace molto la trasparenza con la quale mi parla, al di là del suo bagaglio calcistico. Sono molto contento di averlo incontrato di nuovo”.

E l’altro Mancini, Gianluca?

“Ha avuto anche lui dei problemi, ma adesso li ha superati e lo vedo molto bene. Sono contento per lui”.

Gioca a quattro in Nazionale come con Sarri all’Atalanta: meglio così?

“Sarri e la sua linea a quattro mi hanno aiutato, certo. Prima ero sempre uomo su uomo. Ci sono differenze tra le richieste di Sarri e Mancini, ma è tutto positivo: più imparo e meglio è per me”.

Cosa vi chiede Mancini prima di ogni gara?

“Di dominare la partita. Il calcio è uno sport di divertimento e ci chiede di divertirci. Volevamo rifarci dopo la sconfitta con il Belgio e l’approccio ci ha dato una mano, ma deve essere sempre quello indipendentemente da tutto”.

(afp)

Ha esordito nel 2022 sempre con Mancini: che differenze ci sono rispetto ad allora?

“Quando ho esordito ero molto giovane, non sapevo benissimo cosa potermi aspettare. Quello che vedo è che cerchiamo di avere un’identità. Siamo soltanto all’inizio, ma il mister ci chiede di essere un ottimo gruppo, di portare positività. Siamo tante persone, oltre che calciatori, che stanno bene insieme: ci divertiamo dentro e fuori dal campo. Sull’aspetto tattico? Ci muoviamo di reparto, ma quando attuiamo un pressing forte facciamo scalate in avanti e dunque andiamo uomo su uomo per non lasciare nessuno scoperto”.

Quali sono stati i momenti che l’hanno aiutata nel corso della carriera?

“Non devono essere per forza memorabili, gravi o esaltanti. Sono tante le cose che ti aiutano a prendere consapevolezza di tutto, del calcio e della vita. Adesso mi trovo in un momento in cui sono sempre più consapevole: quest’anno è di cambiamento, ma posso imparare tanto. Mi piacerebbe essere al top sotto tutti i punti di vista. Gli infortuni? A livello mentale è tosta, ma ho sempre cercato di vedere tutto in modo positivo. Devo tanto alla mia ragazza, alla mia famiglia, agli amici, alla squadra. A livello fisico lavoro sulla prevenzione e ci sto lavorando tanto dopo gli infortuni”.

Il direttore tecnico Ranieri punta spesso sul tema delle scuole calcio e del talento da ritrovare: come mai in Italia questa grossa difficoltà nel lanciarli?

“Penso ci siano diversi fattori da analizzare. Il salto dalla Primavera alla prima squadra è grande, non solo fisicamente ma anche tatticamente e talvolta mentalmente. Non è facile. Ma molto dipende da quanto il settore giovanile ti aiuta e da quanto influisce sulla prima squadra. Molto dipende anche dalla persona, che deve comprendere i suoi punti di forza e di debolezza e migliorare giorno dopo giorno".

Ha appena rinnovato il contratto con l’Atalanta: si sente una bandiera?

“Se sono sempre stato a Bergamo e ho appena rinnovato è perché mi trovo bene. Comprendo benissimo chi va all’estero, piacerebbe anche a me per imparare concetti nuovi, ma sono sicuro che anche all’Atalanta posso farlo”.

Leggi i commenti