Bologna – Adesso sappiamo che l’Italia sa vincere anche quando non ruba l’occhio e se c’era un’altra conferma da dare è arrivata con il 3-1 alla Turchia, vittoria rotonda dopo una prova invece irregolare, ma proprio per questo ancora più significativa. La Turchia è nella situazione della parete che va giù alla prima spallata (o anche solo appoggiandovisi) e questo ha agevolato assai, ma gli azzurri avrebbero potuto cadere in errori, tentazioni e contraddizioni (accontentarsi, pavoneggiarsi, prendersela comoda, sbruffoneggiare, tirare i remi in barca) e invece non l’hanno fatto, finendo per meritarsi niente meno che il secondo posto nel girone di Nations, davanti al Belgio. Non retrocederemo di sicuro, possiamo andare ai quarti e saremo testa di serie al sorteggio per gli Europei.
I nove cambi di Mancini
Mancini ha cambiato nove titolari rispetto a Saint-Denis e i due che hanno debuttato da titolare, lo sgusciante Vergara e il martellante Doumbia, sono stati i migliori: pure questo sig…
Bologna – Adesso sappiamo che l’Italia sa vincere anche quando non ruba l’occhio e se c’era un’altra conferma da dare è arrivata con il 3-1 alla Turchia, vittoria rotonda dopo una prova invece irregolare, ma proprio per questo ancora più significativa. La Turchia è nella situazione della parete che va giù alla prima spallata (o anche solo appoggiandovisi) e questo ha agevolato assai, ma gli azzurri avrebbero potuto cadere in errori, tentazioni e contraddizioni (accontentarsi, pavoneggiarsi, prendersela comoda, sbruffoneggiare, tirare i remi in barca) e invece non l’hanno fatto, finendo per meritarsi niente meno che il secondo posto nel girone di Nations, davanti al Belgio. Non retrocederemo di sicuro, possiamo andare ai quarti e saremo testa di serie al sorteggio per gli Europei.
I nove cambi di Mancini
Mancini ha cambiato nove titolari rispetto a Saint-Denis e i due che hanno debuttato da titolare, lo sgusciante Vergara e il martellante Doumbia, sono stati i migliori: pure questo significa qualcosa. Per lunghi momenti, Italia-Turchia è stata sfida stanca tra due squadre spossate dall’assurdo incalzare di partite in questo spicchio di Nations League, ma l’Italia – ed è qui che la volevamo – ha saputo gestire in qualche modo anche questa situazione: in assenza di brillantezza e smalto, ci ha messo lucidità e raziocinio, la palla non ha frullato allegra come a Bursa e nemmeno è filata via con velocità come a Saint-Denis, ma gli azzurri hanno saputo mantenerne il controllo anche quando la partita era apparentemente in mano alla Turchia, sospinta più che altro dalla disperazione del momento.
La grande fragilità turca
L’attuale fragilità turca s’è disvelata ogni volta che l’Italia ha alzato ritmo e convinzione e così non c’è voluto molto per arrivare al gol, nato dall’intesa Vergara-Di Lorenzo sulla destra e dalla prontezza in area di Scamacca, che in Nazionale ha aveva segnato una volta sola. Fondamentale, però, la presenza in aggiunta di Doumbia, che ha spesso catapultato il suo fisicaccio nei sedici metri, ad aggiungere peso e occupare spazio. La tifoseria turca, numerosa e rumorosa, non ha perso tempo e si è messa subito a chiedere a Montella di andarsene, pure insultandolo in perfetto italiano.
Il gran finale degli azzurri
Ci sono stati momenti di difficoltà, fasi di appannamento. La Turchia ha pareggiato (assist di Celik, zampata di Şimşir) anche grazie a un’amnesia collettiva della difesa nostra, nella quale praticamente tutti (Donnarumma incluso) erano piazzati male, cosicché tanto chi ha crossato quanto chi ha segnato era liberissimo. Però quest’Italia ha risorse e alla terza occasione da gol (di mezzo c’era stata l’azione più bella, orchestrata da Maldini e Pio prima del miracolo di Çakir su Doumbia) ha segnato il secondo, con un imperioso colpo di testa di Calafiori su punizione di Barella. In pratica, l’Italia ha gestito con calma e serenità anche le pieghe storte della partita, non ha perso il filo mentre i nuovi rinfrescavano e energie: Pio ha giocato uno spezzone mirabile da pivot puro, distribuendo gioco spalle alla porta e poi colpendo quando s’è girato a guardarla, schiaffando in porta un mezzo tiro mezzo assist di Romano, che comunque a ridosso del 90’ era ancora lì a provarci, così come quella fonte di energia che è Doumbia, che pure nel 3-1 ha portato sconquasso in area. Abbiamo anche la mezzala di potenza, dunque: il puzzle si va completando, pezzo dopo pezzo.
Italia (4-3-3) Donnarumma 6 – Di Lorenzo 6.5 (11’ st Kayode 6), Mancini 6, Bastoni 7, Ruggeri 6 (11’ st Calafiori 6.5) – Barella 6.5 (25’ st Tonali 6), Romano 6, Doumbia 7 – Vergara 7 (39’ st Frattesi sv), Scamacca 6.5 (11’ st P.Esposito 7), Maldini 6. Ct Mancini 7.
Turchia (4-2-3-1) Çakir 6 – Celik 6.5, Kabak 5, Bardakci 6, Elmali 6 – Özcan 6.5, Yüksek 6 (34’ st Aktürkoglu sv) – Kadioglu 5.5 (44’ st Aydin sv), Kahveci 5 (25’ st Elmaz 6), Şimşir 7 (25’ st Fakili 6) – Akgün 6.5 (44’ st Gül sv). Ct Montella 6.
Arbitro: Marciniak (Pol) 6.5.
Reti: Reti: nel pt 26' Scamacca, nel st 16' Şimşir, 20' Calafiori e 42' Pio Esposito
Note: ammoniti Scamacca, Ruggeri, Celik, Bardakci. Spettatori 30.040, incasso 837.682.