Quanto tempo è passato dai tremori di Italia-Belgio, da quella timidezza spaventata che vincolò gli azzurri ai fantasmi del passato invece di spingerli verso la possibilità di un futuro diverso? Sembra un secolo e invece sono due settimane giuste da quando Mancini ha radunato a Coverciano i suoi primi 34 convocati, intestardendosi in un lavoro di cui forse soltanto lui, in quel momento, poteva immaginare gli sviluppi.
Se ci si limita a questa prima tranche di partite, si può dire che lo scatto dal passato al futuro sia riuscito, in attesa di capire come andrà stasera a Bologna contro la Turchia. Agli azzurri toccherà un tipo di esame nuovo, perché a Bursa hanno preso atto di essere superiori ai turchi, inoltre sanno che la formazione di Montella è assediata da mille prob…
Quanto tempo è passato dai tremori di Italia-Belgio, da quella timidezza spaventata che vincolò gli azzurri ai fantasmi del passato invece di spingerli verso la possibilità di un futuro diverso? Sembra un secolo e invece sono due settimane giuste da quando Mancini ha radunato a Coverciano i suoi primi 34 convocati, intestardendosi in un lavoro di cui forse soltanto lui, in quel momento, poteva immaginare gli sviluppi.
Se ci si limita a questa prima tranche di partite, si può dire che lo scatto dal passato al futuro sia riuscito, in attesa di capire come andrà stasera a Bologna contro la Turchia. Agli azzurri toccherà un tipo di esame nuovo, perché a Bursa hanno preso atto di essere superiori ai turchi, inoltre sanno che la formazione di Montella è assediata da mille problemi, che siano tecnici (mancano i tre giocatori più forti – Calhanoglu, Yildiz e Arda Güler – oltre ad altri elementi di peso come Muldur e Bariş Yilmaz), ambientali (la pesante contestazione di critica e pubblico) e politici, visto che la federazione sta per saltare per aria a causa dello scandalo che sta terremotando il settore arbitrale.
Montella rischia la panchina
La Turchia fino a qualche mese fa ci faceva invidia, era ai Mondiali con tante speranze e diversi giocatori di classe. Ma lì si è incagliata, anche se la sua figuraccia americana ha dell’inverosimile: nelle due sconfitte con Australia e Paraguay (poi perderà anche la terza, 2-3 con gli Usa), quelle che le sono costate l’eliminazione, ha fatto il 78% di possesso palla e 62 tiri senza lo straccio di un gol. Da lì, la squadra di Montella non si è più ripresa, la Nations League, giocata per la prima volta in Serie A, è stata un calvario e ora il ct è inevitabilmente nel mirino. «So come funzionano le cose nel calcio, ma io ho il cuore puro. Ciò che non accetto sono le critiche illogiche. Mi hanno chiesto perché non stiamo seguendo un attaccante che ha fatto 100 gol in serie C. Ma ha 31 anni!». È un po’ come se si imputasse a Mancini di non convocare Coda. Non tutto il mondo è paese.
Sta di fatto che per la prima volta la nuova Italia deve giocare da favorita e quindi l’approccio tattico e mentale alla gara sarà diverso, specie rispetto a Saint-Denis. Mancini ha insegnato ai suoi a sentirsi forti anche contro i più forti (prima di Bursa, lo si pensava anche della Turchia), che è un artificio psicologico molto motivante. Ma in certe circostanze è più difficile imporre la propria superiorità se si è superiori veramente: servono maturità, freddezza, consapevolezza, senso di responsabilità. Sarà interessante capire come si sta evolvendo l’Italia da questo punto di vista.
I convocati di Mancini per Italia-Turchia
Mancini ha diramato le convocazioni per quest’ultima gara di ottobre. Dei 30 giocatori rimasti a disposizione (hanno lasciato il gruppo Ahanor, prestato all’Under 21, e gli infortunati Zaniolo, Raspadori e Kean), stasera in tribuna andranno in sette: il quarto portiere Pessina, i difensori Kouadio, Coppola e Ghilardi, i centrocampisti Ricci e Mandragora, l’ala Zoma. Pessina, Kouadio e Ricci non hanno mai fatto parte della distinta dei 23, mentre per la prima volta ci sarà Inacio, non convocato nelle tre occasioni precedenti.