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Chiamatela Italia 2, l’Under 21 di Baldini ormai è una certezza

Silvio Baldini (lapresse)

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I sei gol rifilati alla Polonia sono l’apice di un percorso sempre in crescita degli azzurrini, che diventano punto di riferimento anche per la Nazionale maggiore di Mancini
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La commozione del ct Baldini e il trasporto con cui Ndour ha in parte glissato sul suo grandissimo gol preferendo far emergere le emozioni e i sentimenti di un gruppo. Sono le istantanee dello splendido manifesto dell’Under 21 azzurra. Una Nazionale che con il passare del tempo si è trasformata in una sorta di Italia 2: per il trasporto con cui il pubblico la segue, per la credibilità di Baldini. I sei gol alla Polonia e la qualificazione agli Europei di categoria che lascia aperte anche le porte per andare ai giochi di Los Angeles, sono merito sia di giocatori già affermati ma anche di altri usciti qualche tempo fa fuori dai radar.

Una squadra di giovani promesse

In molti prevale la sorpresa, la sensazione che sotto le ceneri del calcio it…

La commozione del ct Baldini e il trasporto con cui Ndour ha in parte glissato sul suo grandissimo gol preferendo far emergere le emozioni e i sentimenti di un gruppo. Sono le istantanee dello splendido manifesto dell’Under 21 azzurra. Una Nazionale che con il passare del tempo si è trasformata in una sorta di Italia 2: per il trasporto con cui il pubblico la segue, per la credibilità di Baldini. I sei gol alla Polonia e la qualificazione agli Europei di categoria che lascia aperte anche le porte per andare ai giochi di Los Angeles, sono merito sia di giocatori già affermati ma anche di altri usciti qualche tempo fa fuori dai radar.

Una squadra di giovani promesse

In molti prevale la sorpresa, la sensazione che sotto le ceneri del calcio italiano ardesse la brace delle nuove generazioni di giocatori. Il merito di Baldini e del nuovo corso azzurro è stato dare fiducia, soprattutto dare un percorso da seguire tutti insieme, rendendoli protagonisti e non solo “tappabuchi” come spesso succede nelle squadre di club. Non lo scopriamo certo oggi Cher Ndour, calciatore che paradossalmente fuori dai confini ha una considerazione maggiore rispetto a quella che ha sempre avuto in Italia. Il suo gol, un colpo di genio da 70 metri che resterà nella storia della maglia azzurra, ha fatto sbocciare l’Under 21 portandola di fatto agli Europei. “Si può fare”, urlava entusiasta Gene Wilder in Frankenstein Junior. Oltre a Ndour, sono molti i giovani “prestati” da Mancini a Baldini: Pisilli è il vice-Kone alla corte di Gasperini, Ahanor, Comuzzo e Bartesaghi hanno accumulato partite ed esperienza, Koleosho imperversa da un paio d’anni e oggi è al Paris Fc, mentre Cisse è ormai un punto fermo e il suo gol con l’Armenia è stato il passaggio chiave per il lieto fine della favola azzurra.

Italia U21, tiro da 70 metri e gol: la rete spettacolare di Ndour contro la Polonia

La serenità di Baldini

Ascoltando le parole dei protagonisti a fine partita, emerge subito il merito di Silvio Baldini: la creazione di un gruppo solido in cui lui è il punto di riferimento principale. Il ct sta vivendo un periodo difficilissimo dopo la scomparsa della figlia Valentina e intorno a lui si è stretto il gruppo: “Il mister lavora per questo e se lo merita, perché ha passato un periodo difficile. Gli vogliamo tutti bene quasi come a un padre, perché prima di essere un allenatore è una grande persona e ce ne sono pochi così. Mi viene un po’ da piangere a parlarne”, ha detto Ndour. Lacrime che Baldini non ha trattenuto, perché il tecnico toscano non ha filtri né indossa maschere. Ha allenato gratis nella sua vita professionale, non ha mai dribblato la verità trincerandosi dietro gli alibi e le giustificazioni. Ecco perché l’impresa con la Polonia deriva in parte dalla faticosa vittoria con l’Armenia, visto che senza i tre punti conquistati al 95’ con il gol di Cisse, tutto sarebbe stato inutile: “Hanno fatto 15 giorni da grandi professionisti, nessuno si è risparmiato. Era destino dopo la partita vinta al 95' contro l'Armenia. Dobbiamo ringraziare le nostre stelle che sono sempre dalla nostra parte". Viva la sincerità.

Un gruppo ancora più ampio

Indubbiamente un solo risultato, per quanto pieno di significato e rotondo nei numeri, non basta a decretare la fine di una crisi. Tuttavia, con i calciatori convocati da Mancini in Nazionale A, l’Under 21 sarebbe ancora più forte: Mohamed Alì Zoma, Samuele Inacio, Alessandro Romano, Michael Kayode ed Eddy Kouadio hanno compiuto il salto arrivando tra i grandi. Non solo, perché anche gli infortunati avrebbero allungato ulteriormente la rosa: Favasuli (infortunatosi), Palestra, Venturino, Ekathor, Raimondo. Qualcosa sta cambiando, anzi qualcosa è probabilmente già cambiato: resta da capire quale sarà il loro impatto tra i “grandi”, ma le premesse sono certamente incoraggianti.

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