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Torino-Juventus 0-2, Vidal e Marchisio firmano il derby e avvicinano lo scudetto

Pur non brillando la squadra di Conte fa sua la stracittadina grazie a due reti nel finale. Manca un punto per il tricolore. Proteste granata per un rigore non visto dall'arbitro
di EMANUELE GAMBA

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TORINO - La Juventus vince un altro derby e programma la festa scudetto per le 17 di domenica prossima, alla fine della partita con il Palermo: le basterà un pareggio (e un pareggio, eccome, basterebbe anche ai siciliani) per diventare campione d'Italia per la ventinovesima volta. Ma pure questa volta il Toro schiuma rabbia e sacramenta sugli errori dell'arbitro, decisivi come, e anche più, dei gol di Vidal e Marchisio nei minuti finali.

L'episodio chiave è quello del 36' st: Cerci decolla sulla destra, crossa al centro dove Jonathas, in spaccata (e forse in fuorigioco, ma non v'è certezza), a un paio di metri da Buffon, manca il pallone. Ma la ragione di quel liscio è chiara: Bonucci s'aggrappa alla maglia del brasiliano, la allunga in maniera vistosa. Insomma: sarebbero stati giusti il rigore e l'espulsione del difensore bianconero, ma Bergonzi e i suoi assistenti fanno finta di nulla.

D'altronde, sembrava uno zero a zero già scritto e ormai prescritto, visto che nessuno aveva fatto molto per vincere e di conseguenza nessuno avrebbe meritato di perdere. Non era successo praticamente nulla: un salvataggio di Glik su Pogba (in fuorigioco), una paratona di Buffon su Santana, una ciabattata di Vucinic davanti a Gillet, quell'azione Cerci-Jonatahas, niente di particolarmente interessante né di importante. Però gli ultimi dieci minuti sono stati totalmente fuori contesto e sono quelli, in definitiva, che risolvono partita e campionato.

Raramente la Juve ha fatto poco come in questo derby. Raramente le è stato permesso di non tirare in porta, visto che la prima conclusione nello specchio è stato il gran destro di Vidal che ha raggelato l'Olimpico, poco prima che Glik si facesse espellere come all'andata (doppia ammonizione, provvedimento assai severo) e che Marchisio, al terzo gol al Toro, chiudesse i conti con una volée a centro area.

Come nell'altro derby, Conte ha modificato l'assetto per contrastare il 4-2-4 di Ventura: stavolta ha scelto il 4-1-4-1, ma difficilmente i granata potranno inorgoglirsi di questo. Per i bianconeri si tratta del settimo successo consecutivo, una sfilza di risultati che maschera un calo evidente: ma ormai lo scudetto è deciso, addirittura programmabile. La settimana che viene servirà a organizzare feste, più che ad allenarsi.

Al di là dell'episodio Jonathas, il Toro ha avuto invece poco coraggio. È riuscito a ingabbiare la Juve ma ha graffiato troppo poco, visto che le punte si sono dedicate principalmente alla copertura. Dati per salvi un mesetto fa, i granata adesso si stanno terrorizzando: il margine sulla terzultima si è assottigliato spaventosamente, domenica potrebbe diminuire ulteriormente (il Torino farà visita al Milan) e già si guarda alla sfida casalinga con il Genoa come a uno spareggio incalzato dalla paura.

TORINO-JUVENTUS 0-2 (0-0)
Torino (4-2-4): Gillet; Masiello, Glik, Ogbonna, D'Ambrosio (29' st Di Cesare); Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Meggiorini (21' st Jonathas), Santana (38' st Birsa). In panchina: Coppola, Rodriguez, Caceres, Brighi, Bakic, Menga, Barreto. Allenatore: Ventura.
Juventus (3-5-1-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (29' st Caceres), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (46' st Peluso); Marchisio, Vucinic (29' st Quagliarella). In panchina: Storari, Rubinho, Marrone, De Ceglie, Giaccherini, Padoin, Bendtner, Matri, Giovinco. Allenatore: Conte.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Rete: 41' st Vidal, 47' st Marchisio.
Note: pomeriggio piovoso, terreno in discrete condizioni, spettatori 40.000. Ammoniti: Meggiorini, Lichtsteiner, Masiello, Glik.
Espulso al 45' st Glik per doppia ammonizione.
Angoli: 4-2 per la Juve.
Recupero: 2', 4'.
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