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Inter, Zanetti non molla: "Voglio fare almeno un'altra partita, spero di più"

Dopo che gli accertamenti nella notte hanno confermato la rottura del tendine d'Achille, il capitano nerazzurro pensa alla ripresa: "Dopo una carriera come la mia, farò di tutto per guarire". Mou: "Javier lotterà per tornare in campo". Totti. "Ti aspetto al prossimo Roma-Inter"
di TIZIANA CAIRATI

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MILANO - Non molla, Javier Zanetti. Tiene duro, come del resto ha sempre fatto nella sua carriera, anzi nella sua vita. Anche se la botta è stata dura il capitano dell'Inter non si arrende ed è intenzionato a rientrare dopo l'infortunio al tendine d'Achille della gamba sinistra subito ieri a Palermo che lo terrà fermo per diversi mesi. Il suo telefono non smette di squillare. Tra le tante chiamate ricevute c'è anche quella di Josè Mourinho. L'ex tecnico dell'Inter, con il quale il capitano è salito sul tetto d'Europa. "Ovviamente ho parlato con Zanetti al telefono, lui è preparato per tutto, lotterà per tornare", rivela lo Special One, ora al Real Madrid, alla vigilia del ritorno di Champions League con il Borussia Dortmund. Mentre Mou si gioca le ultime carte in coppa, il nerazzurro riflette sul futuro. Zanetti sarà operato domani al San Matteo di Pavia ed è consapevole del fatto che la sua carriera è racchiusa dentro un grande punto interrogativo, a 40 anni la rottura del tendine di Achille non porta a nulla di buono e lascia poco spazio ad un ritorno. Nonostante tutto, il capitano contiene l'amarezza senza lasciarsi prendere dallo sconforto e ai microfoni di casa Inter afferma: "Farò di tutto per guarire bene e rendermi disponibile. Voglio tornare per giocare, almeno un'altra partita davanti ai miei tifosi, spero più di una...".
 
"ORA BISOGNA STARE VICINO AI RAGAZZI" - "Ciao a tutti, ringrazio tutti i tifosi, i colleghi chi mi è stato vicino in questo momento. Questo fa parte del nostro mestiere. Penso già all'operazione e alla riabilitazione per tornare a giocare. C'è questa convinzione nella mia testa. Farò tutto con calma per guarire bene e poi rendermi disponibile per qualsiasi cosa. Ho subito capito che si trattava di qualcosa di grave e che poteva essere il tendine. E' stata una giornata sfortunata. Fa parte del mio mestiere, è arrivato ora, a quasi 40 anni per fortuna non ho mai avuto infortuni gravi. In serenità cercherò di guarire e di stare meglio. Dicono che è difficile ricominciare a quest'età? Ognuno può dire quello che vuole. Io voglio guarire bene, guarirò grazie al nostro staff medico che è uno dei migliori, voglio tornare per giocare. Almeno un'altra partita davanti ai miei tifosi la voglio fare e mi auguro di farne anche più di una. Cosa ho detto ai miei compagni? Hanno dimostrato tanto affetto. Erano dispiaciuti di quanto accaduto, li ringrazio, ma bisogna stare vicino a questi ragazzi, in questo finale di stagione che non è semplice, non è facile perché siamo contati. Io sarò un tifoso in più e loro cercheranno di qualificarsi, dando il massimo, per l'Europa League. Tanti auguri dagli avversari? Vuol dire che la mia carriera è stata una carriera dove tutti hanno apprezzato il mio comportamento dentro e fuori dal campo e questa testimonianza mi fa piacere. Il gol più bello? Parigi, un trofeo importante. Sono pochi i gol, ma per me sono importanti. Grazie a tutti i tifosi per l'affetto, da quando sono arrivato in Italia mi avete sempre fatto sentire come un figlio".

GLI AUGURI DI TOTTI -
"Javier, ahò, non fare scherzi!". Questo il messaggio di incoraggiamento spedito dal capitano della Roma, Francesco Totti, al collega nerazzurro Javier Zanetti, infortunatosi gravemente ieri nella trasferta persa a Palermo. "Mi raccomando, ti aspetto per il prossimo Roma-Inter", ha quindi aggiunto il numero 10 giallorosso dal proprio blog ufficiale, ricordando all'argentino che "il gagliardetto delle squadre io lo scambio solo con te".

BRASCHI: "NON MERITA DI CHIUDERE CARRIERA COSÌ" - Auguri di pronta guarigione arrivano anche da Stefano Braschi, oggi designatore della serie A, ma che è stato l'unico arbitro italiano a mostrare un cartellino rosso a Javier Zanetti. "Ma ho espulso anche Maldini però sono persone per le quali ho stima profonda, gli auguro tanta fortuna  -  dice Braschi dagli studi di Sky Sport 24 -, che possa riprendersi e possa tornare a giocare. Giocatori come Zanetti sono simboli positivi, dei punti di riferimento, non merita di chiudere la carriera cosi'. Gli faccio un in bocca al lupo affettuoso".

L'INTER SI STRINGE INTORNO AL SUO CAPITANO - L'Inter si stringe attorno al capitano Xavier Zanetti che si è gravemente infortunato: "In bocca al lupo, capitano. Siamo tutti con te", si legge sul sito del club. "Siamo tutti con lui, il presidente Massimo Moratti, la dirigenza, lo staff tecnico e medico, i compagni di squadra, chi gli prepara un caffè al centro A. Moratti e chi non ha mai avuto la fortuna di stringergli la mano, e sono milioni nel mondo, i nostri tifosi".

BRUTTI CORI DALLA CURVA DEL MILAN - Brutto invece l'atteggiamento di una frangia dei tifosi del Milan:
"Salta con noi Javier Zanetti, salta con noi Javier Zanetti", hanno urlato gli ultras rossoneri intorno alla metà del primo tempo della partita con il Catania.

GLI AUGURI DEL CLUB ROSSONERO - "Un grosso in bocca al lupo al campione nerazzurro Javier Zanetti". Anche il Milan, su twitter, si unisce al coro di auguri rivolti al capitano.

CONTE: "SPERO DI RIVEDERLO PRESTO IN CAMPO" -  "Mi auguro che per Xavier non sia niente di brutto e sia stata solo una distrazione al tendine". L'in bocca al lupo al capitano dell'Inter Zanetti, infortunatosi a Palermo, arriva dall'allenatore della Juventus Antonio Conte: "Zanetti fa parte di quella categoria di giocatori, così come Milito, che hanno fatto grandi cose nel passato, che hanno vinto 'tripletè - ha detto ai microfoni di Sky -. Da parte mia c'è la massima considerazione verso l'uomo e verso il il giocatore. Auguro a Xavier e anche a Milito di rivederli presto in campo. Tutti con lui - prosegue la nota - esattamente come lui è sempre stato con noi. Xavier Zanetti, gli stessi anni all'Inter del presidente Massimo Moratti, arrivato in nerazzurro che era un ragazzo, magari senza neanche saperlo, un predestinato a essere il capitano, record su record di presenze, un simbolo, un'icona. Un uomo adesso temprato da tutto, dalle coppe che ha alzato al cielo e anche dai giorni bui in cui non si è mai tirato indietro".
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