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Allegri, Mazzarri e Benitez: le panchine trovano nuovi padroni

Destino segnato per l'allenatore del Milan, scaricato da Berlusconi e pronto a firmare un triennale con la Roma. Dopo i quattro anni al Napoli il tecnico di San Vincenzo è il candidato principe per aprire il nuovo ciclo dell'Inter. Sotto il Vesuvio sono pronti ad accogliere lo spagnolo. Il Real aspetta Ancelottidi MATTEO PINCI
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ROMA - Una notte di tumulto. Il Milan scarica Allegri, poi ritratta, ma quando la frittata era già fatta. La notte di lettere e smentite davanti alla lente tv del Processo di Biscardi sembra soltanto l'ultima pantomima prima di una soluzione ormai irreversibile: il tecnico allenerà la Roma, che è pronta a chiudere con lui anche domani, dopo aver dovuto prendere atto delle irreversibili perplessità di Mazzarri, ormai pronto a dire "sì" all'Inter di Branca, in attesa di riuscire a convincere anche Moratti. Al suo posto a Napoli è in arrivo Benitez. Manca davvero soltanto l'ufficialità dell'accordo tra De Laurentiis e l'allenatore madrileno, dopo il pranzo di ieri a Londra, zona Hyde Park: per convincerlo 3,4 milioni annui, due anni di contratto con opzione per il terzo. E un vagone di milioni da investire sul mercato.

CAOS MILAN IN DIRETTA TV - Una notte di ordinaria follia. Prima dell'addio. La telenovela Allegri-Milan - va o re…
ROMA - Una notte di tumulto. Il Milan scarica Allegri, poi ritratta, ma quando la frittata era già fatta. La notte di lettere e smentite davanti alla lente tv del Processo di Biscardi sembra soltanto l'ultima pantomima prima di una soluzione ormai irreversibile: il tecnico allenerà la Roma, che è pronta a chiudere con lui anche domani, dopo aver dovuto prendere atto delle irreversibili perplessità di Mazzarri, ormai pronto a dire "sì" all'Inter di Branca, in attesa di riuscire a convincere anche Moratti. Al suo posto a Napoli è in arrivo Benitez. Manca davvero soltanto l'ufficialità dell'accordo tra De Laurentiis e l'allenatore madrileno, dopo il pranzo di ieri a Londra, zona Hyde Park: per convincerlo 3,4 milioni annui, due anni di contratto con opzione per il terzo. E un vagone di milioni da investire sul mercato.

CAOS MILAN IN DIRETTA TV - Una notte di ordinaria follia. Prima dell'addio. La telenovela Allegri-Milan - va o resta? - va in scena in diretta televisiva catalizzando la nottata pallonara: sono le 22 del lunedì dopo la fine del campionato e Biscardi legge una "lettera" di Berlusconi in cui il presidente del Milan annuncia (annuncerebbe): "Ho predisposto già da domani un riassetto completo dei quadri tecnici e anche, se ci fosse bisogno, di più efficiente e completa riorganizzazione societaria". Di fatto, un esonero live. Neanche mezz'ora e arriva la smentita: "Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi comunica di non aver rilasciato, nella giornata odierna, nessun tipo di dichiarazione o di aver scritto alcuna lettera avente per oggetto il Milan". Galliani media, chiama il tecnico per rassicurarlo e organizzare il vertice che, mercoledì, metterà di fronte presidente e allenatore. A tenerli ancora uniti soltanto l'ultimo anno di contratto di Allegri, che a quei soldi non vorrebbe rinunciare. L'ad rossonero spera ancora di riuscire a mediare, ma già da ieri ha iniziato a sondare nuovi tecnici e ha bisogno di tempo per individuare quello giusto: Donadoni, magari per provare a evitare la soluzione Seedorf (di cui non è convinto affatto), o Van Basten, senza dimenticare Inzaghi.

ALLEGRI A UN PASSO DALLA ROMA, MAZZARRI ALL'INTER - Allegri invece la sua scelta l'ha fatta, e difficilmente le parti potranno tornare indietro. Ad oggi il futuro dell'allenatore è giallorosso: l'intesa è totale, tre anni insieme a cifre che dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,7 milioni netti annui più premi. Ovviamente però prima dovrà liberarsi dal Milan. Già il lunedì della scorsa settimana l'allenatore ha incontrato a Milano il ds della Roma Sabatini. Erano le ore in cui la trattativa con Mazzarri stava sfumando e nessuno a Trigoria voleva farsi trovare impreparato. Non a caso, pochi giorni dopo il tecnico di San Vincenzo ha di fatto abbandonato il discorso con la Roma: pesavanp le sue perplessità su mercato e competitività negli investimenti, ma anche una differenza economica (circa 700 mila euro all'anno) con l'altra offerta sul tavolo del suo agente Bozzo. Offerta dell'Inter, ormai convinta di poter chiudere con Mazzarri a ore: manca solo il via libera di Moratti, ma anche lui sembra deciso di scaricare Stramaccioni. Per l'allenatore nerazzurro la possibilità di allenare l'Under 21 di Davis Mangia, destinato a raccogliere l'eredità di Mandorlini a Verona, con l'allenatore della promozione che tornerà allo Spezia, in B, per inseguire una nuova promozione.

REAL: "VIA MOU, VOGLIAMO ANCELOTTI" - Nel dedalo di panchine non può mancare quella più nobile. Il Real Madrid cambia e lo rende noto in una conferenza stampa: "Con Jose Mourinho siamo giunti alla decisione, presa di comune accordo, di terminare qui la nostra collaborazione", ha annunciato il presidente Florentino Perez. Per poi aggiungere: "Il nostro direttore generale è andato a Parigi per parlare col Psg. Pensavamo che Ancelotti terminasse il suo contratto in giugno ma ci hanno detto di no. Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibilità". In realtà il Real ha scelto Carletto, che ora dovrà mediare con il Psg per liberarsi dall'accordo in scadenza tra 12 mesi. "Capisco che, quando si fa avanti il Real Madrid, un allenatore debba riflettere - ha spiegato Leonardo, dg dei parigini - ma faremo ogni sforzo per trattenere Ancelotti, siamo anche pronti a prolungargli il contratto". In realtà c'è solo da stabilire l'indennizzo per la separazione: il Psg vuole i 4,5 milioni di penale previsti dal contratto, il Real non è disposto a pagare: la soluzione può essere l'acquisto di un giocatore dai francesi o una cessione a prezzi vantaggiosi.

ZEMAN E ROMA PRIGIONIERI - Appendice su Zeman: ha un accordo di massima con il presidente Sebastiani per tornare al Pescara, unico intoppo sulla strada della firma, il suo contratto in essere con la Roma per altri 12 mesi. Soldi a cui il boemo non intende rinunciare. Come la Roma non ha intenzione di pagarli in anticipo per poi consentirgli di lavorare, ben retribuito dalle casse di Trigoria, altrove. Il rischio è che, se non si arriverà a una soluzione, sia Zeman che la Roma resteranno prigionieri di quel contratto biennale firmato - per la prima volta nella carriera del boemo - lo scorso anno. la Roma costretta a pagare, lui fermo a guardare gli altri giocare.