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Supercoppa, Beretta: ''Si giocherà in Italia il 18 agosto"

Dopo le polemiche fra Lazio e Juventus il presidente della Lega Serie A mette un paio di punti fermi, facendo cadere l'ipotesi estera: "Le finestre a disposizione sono davvero poche, la sede non è stabilita, mi auguro si trovi una soluzione condivisa. Altrimenti si deciderà il 27 giugno quando saranno convocati un Consiglio e un'assemblea di Lega"

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ROMA - Tanto tuonò che piovve. E alla fine la pioggia delle polemiche fa svanire l'ipotesi estera (e quindi anche i milioni di euro dell'incasso) per la finale di Supercoppa italiana. ''Posso affermare con certezza che la Supercoppa si giocherà in Italia e che si giocherà il 18 agosto, anche perché le finestre a disposizione sono veramente poche'', ha precisato Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, intervistato da Sky Sport 24.

BERETTA: "SUPERCOPPA IL 18 AGOSTO IN ITALIA" - Dunque il numero uno della 'Confindustria dei club' mette così un paio di punti fermi sulla prossima edizione della Supercoppa, partita che negli ultimi giorni ha visto salire i toni tra Juventus e Lazio, soprattutto sulla scelta della sede. Sfumata Pechino (e il relativo incasso milionario 'garantito' dai cinesi) per l'indisponibilità della Juve, il presidente del club capitolino Claudio Lotito ha minacciato di chiedere i danni alla società bianconera. Danni, ha spiegato, derivanti dall'aver rinunciato ad una ben pagata tournee in Sudamerica. Lotito ''ignora evidentemente che la conquista della Supercoppa fa sorgere in capo alla Lazio il diritto a disputarla, ma non quello ad incassare una somma garantita'', la replica juventina. D'altra parte Lotito non vuole assolutamente che si giochi a Torino. ''La sede non è stabilita, mi auguro si trovi una soluzione condivisa - ha aggiunto Beretta a Sky - Comunque per il 27 sarà convocato un Consiglio di Lega e un'assemblea di Lega con altri temi importanti all'ordine del giorno. Quella sarà la sede deputata per la decisione, anche se auspico una soluzione condivisa prima''.

LA POSIZIONE DI LOTITO - "Mi atterrò in modo pedissequo a ciò che deciderà l'organismo preposto, e cioè il Consiglio di Lega", commenta il presidente della Lazio, Claudio Lotito. "La Lazio però ha rinunciato a 1,8 milioni di euro per una trasferta - precisa ai microfoni di Radio Radio - qualora la partita si giocasse a Roma, spero non ne abbia un nocumento economico perchè in Cina avremmo avuto 2,5 milioni. Mi auguro che nel sistema conti il rispetto delle regole, quando c'è prevaricazione c'è malcontento.Farò valutazioni in base ai fatti e a quella che sarà la scelta migliore che farà il Consiglio di Lega".

JUVE DISPONIBILE AD ALTRO STADIO - Registrate le dichiarazioni dei presidente Beretta, che esclude Pechino come sede della finale, la Juventus sarebbe a questo punto disponibile a giocare in un luogo diverso dallo Stadium. Un altro stadio italiano, quindi, compresa l'ipotesi di giocare all'Olimpico di Roma, con la divisione dell'impianto in due parti eguali, come avvenuto in occasioni delle ultime finali di Coppa Italia.

"PLAY OFF? PER PROSSIMI 2 ANNI MODELLO NON CAMBIA" - Beretta nel corso dell'intervista ha affrontato anche altri temi attuali, come ad esempio una riforma del format del campionato. "I play off anche in serie A? E' evidente che per fare interventi di questo genere, se riguardassero solo la serie A, servirebbe una maggioranza importante e qualificata, mentre se riguardassero anche le altre leghe, in merito alle retrocessioni ad esempio, la sede federale è quella obbligata per affrontare certe questioni  -  la risposta del presidente della Lega Serie A -. Di certo, abbiamo già venduto i diritti televisivi per altre due stagioni e il bando è stato fatto su questo modello di campionato, i contratti sono stati siglati sulla base di questo modello di campionato. Bisogna guardare al futuro e ragionare su tutte le ipotesi, ma per le prossime due stagioni il modello dovrà necessariamente essere questo".

"SUGLI STADI SERVE UNA LEGGE SEMPLICE E DI SISTEMA" - Una delle altre questioni delicate per il pallone italico è il problema impianti. "Gli stadi sono quello che ci manca rispetto a quello che hanno in Germania e in Inghilterra, mi auguro che questo Parlamento possa riprendere l'argomento  -  l'auspicio di Beretta -, visto che nella precedente legislatura siamo caduti sul filo di lana. Speriamo di poter riprendere velocemente il cammino per far tornare competitivo il calcio italiano. Serve una legge semplice e di sistema, con delle compensazioni per gli investimenti: in tutto questo, mi complimento con chi, come la Juve, ha già costruito il proprio stadio". Quanto al Cagliari e alle difficoltà vissute nella scorsa stagione relative all'impianto dove disputare i match interni, Beretta ha sottolineato che "per noi ci sono poche possibilità d'intervento. Quello che cambia è che non potrà essere consentita alcuna deroga: una volta che ogni società di A e di B ha indicato lo stadio in cui si impegna a giocare per la competizione, quello - ha concluso - dovrà essere per l'intera stagione".
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