ROMA - Sarà un'intensa settimana di lavoro per preparatori dei portieri e motivatori. Normale, quando il racconto dei gol di una giornata di serie A sembra un romanzo, pirandelliano, delle "papere" di un intero girone. Prima lo juventino Buffon e la sua respinta corta che ha illuso la Lazio, poi le gaffe di Perin (Genoa), Curci (Bologna) e Rosati (Sassuolo) e le indecisioni di Reina (Napoli) e Mirante (Parma): per i numeri 1 del massimo campionato italiano è stato davvero un week-end indimenticabile. Ma in negativo.
Colpa dei palloni? Dell'allenamento? Di tutto un po', secondo Stefano Tacconi, portiere della Juventus e della Nazionale fra gli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. "I nuovi palloni non aiutano, è vero - spiega il 56enne perugino - ma è anche vero che i preparatori devono adeguarsi e cercare di lavorare anche in base ai nuovi fattori esterni. Portieri non si diventa, ma per diventarlo appieno bisogna acquisire sicurezza, tranquillità, carisma. Oggi invece vedo tanta inesperienza e poca qualità".
Domenica nera, fra gli altri, per un giovane promettente come Perin, che per molti contende a Leali la palma di "nuovo Buffon" ma che contro la Fiorentina è apparso piuttosto a disagio: "Con tutto il rispetto, mi pare che sia sopravvalutato, come altri alle prime armi. Non capisco questa mania di puntare su portieri giovani. Fra i pali conta l'esperienza, la personalità. Poi, se mandiamo all'estero gente come Viviano e Cudicini, non dobbiamo lamentarci del livello in serie A. Come dicono a Napoli: Accattatevell". Nessun Tacconi all'orizzonte? "Per carità. Oggi potrei quasi tornare in campo io".
La Juve ha subito il primo gol in campionato per un errore di Buffon: Gigi sta davvero invecchiando? "L'errore può capitare a tutti, Buffon sbaglia una volta all'anno. Poi, quando ti operi alla schiena qualcosa paghi, soprattutto in termini di spinta sulle gambe. La Juve è stata un po' sorpresa in occasione del gol di Klose, ma dopo cinque minuti di black-out è tornata a giocare come sa". Tanti errori ma anche bravura di chi ha tirato, vedi Pjanic? "Rafael non poteva farci nulla. Quando l'avversario calcia da fuori area, il portiere deve avanzare leggermente, quello di Pjanic è stato un colpo d'astuzia".
Per l'ex "Tarzan", il livello dei portieri italiani è calato, dunque. Ma come fare per tornare ai fasti di qualche anno fa? "Partiamo dai preparatori. Vedo che diverse squadre ne hanno alcuni che non hanno mai giocato in porta. E poi, ripeto, il ruolo del portiere non si impara. Zoff mi diceva: io non ti devo insegnare niente, ti devo solo allenare. Nel fisico, ma soprattutto nella testa. Quella è fondamentale". Ci sarò però almeno un portiere che a Tacconi piace, in prospettiva? "Leali dello Spezia (proprietà Juve). Uno di quelli che sbaglia di meno. Oggi lo si può dire con certezza, visto che le tv mostrano nel dettaglio ogni intervento. A proposito, una volta veniva definito 'miracolo' quando paravi un pallone diretto all'incrocio, oggi è pure se te la tirano addosso. Ma di miracoli ne vedo sempre meno".
Colpa dei palloni? Dell'allenamento? Di tutto un po', secondo Stefano Tacconi, portiere della Juventus e della Nazionale fra gli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. "I nuovi palloni non aiutano, è vero - spiega il 56enne perugino - ma è anche vero che i preparatori devono adeguarsi e cercare di lavorare anche in base ai nuovi fattori esterni. Portieri non si diventa, ma per diventarlo appieno bisogna acquisire sicurezza, tranquillità, carisma. Oggi invece vedo tanta inesperienza e poca qualità".
Domenica nera, fra gli altri, per un giovane promettente come Perin, che per molti contende a Leali la palma di "nuovo Buffon" ma che contro la Fiorentina è apparso piuttosto a disagio: "Con tutto il rispetto, mi pare che sia sopravvalutato, come altri alle prime armi. Non capisco questa mania di puntare su portieri giovani. Fra i pali conta l'esperienza, la personalità. Poi, se mandiamo all'estero gente come Viviano e Cudicini, non dobbiamo lamentarci del livello in serie A. Come dicono a Napoli: Accattatevell". Nessun Tacconi all'orizzonte? "Per carità. Oggi potrei quasi tornare in campo io".
La Juve ha subito il primo gol in campionato per un errore di Buffon: Gigi sta davvero invecchiando? "L'errore può capitare a tutti, Buffon sbaglia una volta all'anno. Poi, quando ti operi alla schiena qualcosa paghi, soprattutto in termini di spinta sulle gambe. La Juve è stata un po' sorpresa in occasione del gol di Klose, ma dopo cinque minuti di black-out è tornata a giocare come sa". Tanti errori ma anche bravura di chi ha tirato, vedi Pjanic? "Rafael non poteva farci nulla. Quando l'avversario calcia da fuori area, il portiere deve avanzare leggermente, quello di Pjanic è stato un colpo d'astuzia".
Per l'ex "Tarzan", il livello dei portieri italiani è calato, dunque. Ma come fare per tornare ai fasti di qualche anno fa? "Partiamo dai preparatori. Vedo che diverse squadre ne hanno alcuni che non hanno mai giocato in porta. E poi, ripeto, il ruolo del portiere non si impara. Zoff mi diceva: io non ti devo insegnare niente, ti devo solo allenare. Nel fisico, ma soprattutto nella testa. Quella è fondamentale". Ci sarò però almeno un portiere che a Tacconi piace, in prospettiva? "Leali dello Spezia (proprietà Juve). Uno di quelli che sbaglia di meno. Oggi lo si può dire con certezza, visto che le tv mostrano nel dettaglio ogni intervento. A proposito, una volta veniva definito 'miracolo' quando paravi un pallone diretto all'incrocio, oggi è pure se te la tirano addosso. Ma di miracoli ne vedo sempre meno".