MILANO - Stangata sul Milan il giorno dopo il ko con la Juve. Il giudice sportivo ha squalificato per quattro giornate Philippe Mexes e ha inflitto al club la squalifica di un turno dello stadio Meazza.
CON L'UDINESE A PORTE CHIUSE - Il giudice sportivo ha deciso "l'obbligo di disputare una gara a porte chiuse ed un'ammenda di 50mila euro per il Milan", per cori di discriminazione territoriale. Gianpaolo Tosel, ha preso la decisione "per avere alcune centinaia di suoi sostenitori, alcuni minuti prima dell'inizio della gara, al 6° ed al 43° del secondo tempo, intonato un insultante coro espressivo di discriminazione territoriale nei confronti dei sostenitori di altra società". La sanzione sarà scontata in occasione di Milan-Udinese del 20 ottobre.
PRONTO IL RICORSO - Il Milan ha annunciato che farà ricorso: "Il Giudice Sportivo ha stabilito che l'AC Milan dovrà disputare la prossima gara casalinga a porte chiuse. Il provvedimento, che è privo di giustificazione, sarà oggetto di ricorso".
GALLIANI: "ABOLIRE DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE" - "Capisco il razzismo, ma la norma sulla discriminazione territoriale va abolita: tutti i presidenti sono d'accordo con me e ho già chiamato il presidente della Figc Abete per dirglielo. Ha detto che ci penseranno". Esprime la posizione, sua e della società, l'ad Adriano Galliani. Duro il giudizio sull'accaduto: "Ieri sera nessun giornale o tv ha sentito quei cori, perché probabilmente non c'è stato nulla. Sarebbero stati sentiti da alcuni funzionari della Procura federale. Forse li hanno sentiti in bagno, al bar o non so dove... Ora mi prenderò una squalifica ma non per discriminazione territoriale... - ha sorriso Galliani - Ero allo Juventus Stadium e sentivo tanti cori contro Balotelli, altri no".
BERETTA: "RIVEDERE IL SISTEMA SANZIONATORIO" - "C'è la necessità di stilare un nuovo documento, i club sono tutti concordi sul fatto che il sistema sanzionatorio dev'essere rivisto", è l'importante presa di posizione di Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A. "Abbiamo già allertato il presidente federale Abete su questa tematica molto importante. Il punto fermo del sistema calcio è la lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale, perchè il destino del calcio e delle società non può essere nelle mani di piccole minoranze".
"La difficoltà ad intervenire da parte delle società è estrema, si tratta di minoranze che, con questo apparato sanzionatorio, possono produrre danni importanti. Resta quindi da capire qual è il miglior apparato sanzionatorio", conclude.
MEXES, LUNGO STOP - Mexes è stato squalificato per 4 giornate. Espulso per doppia ammonizione, al 49' si è reso protagonista di un episodio sfuggito all'arbitro ma segnalato dalla Procura federale. Il francese ha colpito il difensore bianconero Giorgio Chiellini con un pugno al collo. L'espulsione decretata dall'arbitro Rocchi per doppia ammonizione determina una giornata di squalifica. Il pugno a Chiellini, invece, è sanzionato con altri 3 turni.
Secondo il giudice sportivo, "le immagini televisive documentano che nelle circostanze segnalate il calciatore rosso-nero, nella propria area di rigore particolarmente affollata per l'esecuzione di un calcio d'angolo, con un repentino movimento in avanti del braccio destro, colpiva da tergo con un pugno all'altezza del collo il calciatore bianco-nero, che cadeva dolorante al suolo. L'azione proseguiva senza che l'arbitro adottasse alcun provvedimento disciplinare in quanto, come precisato su richiesta di questo ufficio con mail pervenuta alle ore 15,18 odierne, l'episodio non era stato notato ne dal Direttore di gara ne dai suoi Collaboratori".
Il giudice ritiene "che il riprovevole gesto compiuto dal Mexes, del tutto avulso dal contesto agonistico per la distanza dal pallone a cui entrambi i protagonisti si trovavano, integri per l'evidente volontarietà, l'energia impressa e la delicatezza della zona (collo) attinta dal colpo, gli estremi della 'condotta violenta' sanzionabile ex art. 19, n. 4 lettera d) CGS, connotata, per consolidato orientamento interpretativo, dall'intenzionalità e dalla potenzialità lesiva". "Ne consegue l'ammissibilità della 'prova televisiva' e la sanzionabilità del segnalato comportamento che appare equo quantificare nei termini precisati nel dispositivo".
CON L'UDINESE A PORTE CHIUSE - Il giudice sportivo ha deciso "l'obbligo di disputare una gara a porte chiuse ed un'ammenda di 50mila euro per il Milan", per cori di discriminazione territoriale. Gianpaolo Tosel, ha preso la decisione "per avere alcune centinaia di suoi sostenitori, alcuni minuti prima dell'inizio della gara, al 6° ed al 43° del secondo tempo, intonato un insultante coro espressivo di discriminazione territoriale nei confronti dei sostenitori di altra società". La sanzione sarà scontata in occasione di Milan-Udinese del 20 ottobre.
PRONTO IL RICORSO - Il Milan ha annunciato che farà ricorso: "Il Giudice Sportivo ha stabilito che l'AC Milan dovrà disputare la prossima gara casalinga a porte chiuse. Il provvedimento, che è privo di giustificazione, sarà oggetto di ricorso".
GALLIANI: "ABOLIRE DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE" - "Capisco il razzismo, ma la norma sulla discriminazione territoriale va abolita: tutti i presidenti sono d'accordo con me e ho già chiamato il presidente della Figc Abete per dirglielo. Ha detto che ci penseranno". Esprime la posizione, sua e della società, l'ad Adriano Galliani. Duro il giudizio sull'accaduto: "Ieri sera nessun giornale o tv ha sentito quei cori, perché probabilmente non c'è stato nulla. Sarebbero stati sentiti da alcuni funzionari della Procura federale. Forse li hanno sentiti in bagno, al bar o non so dove... Ora mi prenderò una squalifica ma non per discriminazione territoriale... - ha sorriso Galliani - Ero allo Juventus Stadium e sentivo tanti cori contro Balotelli, altri no".
BERETTA: "RIVEDERE IL SISTEMA SANZIONATORIO" - "C'è la necessità di stilare un nuovo documento, i club sono tutti concordi sul fatto che il sistema sanzionatorio dev'essere rivisto", è l'importante presa di posizione di Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A. "Abbiamo già allertato il presidente federale Abete su questa tematica molto importante. Il punto fermo del sistema calcio è la lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale, perchè il destino del calcio e delle società non può essere nelle mani di piccole minoranze".
"La difficoltà ad intervenire da parte delle società è estrema, si tratta di minoranze che, con questo apparato sanzionatorio, possono produrre danni importanti. Resta quindi da capire qual è il miglior apparato sanzionatorio", conclude.
MEXES, LUNGO STOP - Mexes è stato squalificato per 4 giornate. Espulso per doppia ammonizione, al 49' si è reso protagonista di un episodio sfuggito all'arbitro ma segnalato dalla Procura federale. Il francese ha colpito il difensore bianconero Giorgio Chiellini con un pugno al collo. L'espulsione decretata dall'arbitro Rocchi per doppia ammonizione determina una giornata di squalifica. Il pugno a Chiellini, invece, è sanzionato con altri 3 turni.
Secondo il giudice sportivo, "le immagini televisive documentano che nelle circostanze segnalate il calciatore rosso-nero, nella propria area di rigore particolarmente affollata per l'esecuzione di un calcio d'angolo, con un repentino movimento in avanti del braccio destro, colpiva da tergo con un pugno all'altezza del collo il calciatore bianco-nero, che cadeva dolorante al suolo. L'azione proseguiva senza che l'arbitro adottasse alcun provvedimento disciplinare in quanto, come precisato su richiesta di questo ufficio con mail pervenuta alle ore 15,18 odierne, l'episodio non era stato notato ne dal Direttore di gara ne dai suoi Collaboratori".
Il giudice ritiene "che il riprovevole gesto compiuto dal Mexes, del tutto avulso dal contesto agonistico per la distanza dal pallone a cui entrambi i protagonisti si trovavano, integri per l'evidente volontarietà, l'energia impressa e la delicatezza della zona (collo) attinta dal colpo, gli estremi della 'condotta violenta' sanzionabile ex art. 19, n. 4 lettera d) CGS, connotata, per consolidato orientamento interpretativo, dall'intenzionalità e dalla potenzialità lesiva". "Ne consegue l'ammissibilità della 'prova televisiva' e la sanzionabilità del segnalato comportamento che appare equo quantificare nei termini precisati nel dispositivo".