UDINE - I problemi dell'Udinese fanno i conti con le ambizioni della Fiorentina. Ne esce un primo tempo molto attento che tuttavia conferma quanto sia bugiarda la difficoltà bianconera e quanto sia piacevole il gioco viola. I primi ritrovano però la proverbiale concretezza, quella del loro tecnico. Montella invece deve come sempre fare i conti con una squadra che gioca bene a memoria ma a volte si compiace troppo.
La ripresa accentua questi tratti distintivi, l'Udinese ringhia su ogni pallone, cresce. La Fiorentina si spegne, brutta copia della squadra che, nella prima mezz'ora, mette i brividi alla difesa friulana.
CAPOLAVORO GUIDOLIN - Bisogna fare i complimenti al tecnico di casa. Qualcuno l'aveva immaginato sul viale del tramonto. Con l'umiltà che contraddistingue un uomo pieno di idee, Guidolin cambia il modulo, ecco il 4-2-3-1. Provato in settimana, dice alla fine un Lazzari che risponde alle critiche con una partita magistrale. Far giocare la Fiorentina vuol dire piegare la testa a una sconfitta quasi sicura. Ecco allora un pressing asfissiante, a metà. Ecco una doppia guardia sulle fasce. Una scelta che premia.
AHI SUPERMARIO - In questi casi, in queste partite, la Viola risente nella mancanza del suo "panzer". Sarebbe stato la chiave per scardinare la cassaforte di casa. Ma Montella, che lo ha visto guarire, gli risparmia non solo il campo, la trasferta intera.
Tutti i friulani fanno sopra la sufficienza, togkliendo spazio al tiki taka toscano. Le sortite ospiti che incidono, nella prima parte, nascono sui profondi ripiegamenti di Rossi e soprattutto di Cuadrado. Il primo cade in area su sospetto contatto di Danilo, il secondo si erge a protagonista in avvio, con un paio di azioni personali che rivelano la sua incredibile crescita di qualità e quantità. All'ala, si produce in ubriacanti scorribande, inventandosi corridoi impensabili. Fino a Brkic. Che fa più del suo, per due volte, sul colombiano. E poi anche su Aquilani: stop e tiro potente, il portiere mette in angolo.
IL GOL CHIAVE - Udine ha tuttavia bisogno di un episodio positivo su cui costruire la sua catarsi. Arriva al 34'. Punizione di Di Natale sponda di Pereyra, catapulta di Heurtaux vincente, dimenticato da Pasqual. Uno a zero. Uno schema esalta le zebrette. E' l'episodio su cui il match, per mezz'ora nelle mani ospiti, gira.
RIPRESA A SENSO UNICO - Col passare dei minuti, i bianconeri diventano padroni del campo. Si prendono la partita a morsi. Sui lati, fin qui, sono stati magistrali Basta e Silva, sostenuti da Pereyra e Fernandes. In mezzo, Lazzari, dietro Di Natale, costruisce una personale prestazione convincente, più forte della contestazione locale. La pressione sui portatori di palla diventa ossessiva, la Fiorentina scompare. Dice il tecnico: ci siamo dimenticati nello spogliatoio la pazienza, volevamo risolverla da soli. Montella, infatti, prova a scuoterla con i cambi, volti a ridare identità offensiva a un gruppo che pian piano arretrava. No. Niente da fare. Udine vince, deborda, domina. Guidolin le indovina tutte. Non ha di che sorridere per i contrattempi, quello di Pinzi e di Heurtaux, usciti per infortunio, ma soprattutto quello di Muriel che si fa male all'ultima azione, qualcosa di negativo in prospettiva di due partite proibitive.
Quello che Guidolin dirà di sicuro ai suoi è che partite come queste si devono chiudere prima. Incredibili le occasioni costruite nei minuti finali, con Silva, con Muriel, con Fernandes, con Widmer. Incredibili gli errori. Ma tutti i salmi (friulani) stavolta finiscono in gloria.
Udinese-Fiorentina 1-0 (1-0)
Udinese: Brkic 7 - Heurtaux 6,5 (49' Widmer 6), Danilo 6.5, Domizzi 7 - Basta 7, Fernandes 6.5, Pinzi 6 (19' Allan), Lazzari 6.5, Silva 7 - Pereyra 6.5, Di Natale 6.5 (77' Muriel 6.5). All. Guidolin
Fiorentina: Neto 6.5, Savic 5.5, Gonzalo 6, Tomovic 6 (70' Matos 6) ), Pasqual 5, Aquilani 6 (66' Fernandez 6), Pizarro 6.5, Borja V. 6, Cuadrado 6.5, Rossi 5.5, Joaquin 5 (58' Ilicic 5). All. Montella
Arbitro: Tagliavento 6
Reti: 34' Heurtaux
Note - Ammoniti: Danilo, Fernandes, Aquilani e Gonzalo. Recupero: 1' e 4'.
La ripresa accentua questi tratti distintivi, l'Udinese ringhia su ogni pallone, cresce. La Fiorentina si spegne, brutta copia della squadra che, nella prima mezz'ora, mette i brividi alla difesa friulana.
CAPOLAVORO GUIDOLIN - Bisogna fare i complimenti al tecnico di casa. Qualcuno l'aveva immaginato sul viale del tramonto. Con l'umiltà che contraddistingue un uomo pieno di idee, Guidolin cambia il modulo, ecco il 4-2-3-1. Provato in settimana, dice alla fine un Lazzari che risponde alle critiche con una partita magistrale. Far giocare la Fiorentina vuol dire piegare la testa a una sconfitta quasi sicura. Ecco allora un pressing asfissiante, a metà. Ecco una doppia guardia sulle fasce. Una scelta che premia.
AHI SUPERMARIO - In questi casi, in queste partite, la Viola risente nella mancanza del suo "panzer". Sarebbe stato la chiave per scardinare la cassaforte di casa. Ma Montella, che lo ha visto guarire, gli risparmia non solo il campo, la trasferta intera.
Tutti i friulani fanno sopra la sufficienza, togkliendo spazio al tiki taka toscano. Le sortite ospiti che incidono, nella prima parte, nascono sui profondi ripiegamenti di Rossi e soprattutto di Cuadrado. Il primo cade in area su sospetto contatto di Danilo, il secondo si erge a protagonista in avvio, con un paio di azioni personali che rivelano la sua incredibile crescita di qualità e quantità. All'ala, si produce in ubriacanti scorribande, inventandosi corridoi impensabili. Fino a Brkic. Che fa più del suo, per due volte, sul colombiano. E poi anche su Aquilani: stop e tiro potente, il portiere mette in angolo.
IL GOL CHIAVE - Udine ha tuttavia bisogno di un episodio positivo su cui costruire la sua catarsi. Arriva al 34'. Punizione di Di Natale sponda di Pereyra, catapulta di Heurtaux vincente, dimenticato da Pasqual. Uno a zero. Uno schema esalta le zebrette. E' l'episodio su cui il match, per mezz'ora nelle mani ospiti, gira.
RIPRESA A SENSO UNICO - Col passare dei minuti, i bianconeri diventano padroni del campo. Si prendono la partita a morsi. Sui lati, fin qui, sono stati magistrali Basta e Silva, sostenuti da Pereyra e Fernandes. In mezzo, Lazzari, dietro Di Natale, costruisce una personale prestazione convincente, più forte della contestazione locale. La pressione sui portatori di palla diventa ossessiva, la Fiorentina scompare. Dice il tecnico: ci siamo dimenticati nello spogliatoio la pazienza, volevamo risolverla da soli. Montella, infatti, prova a scuoterla con i cambi, volti a ridare identità offensiva a un gruppo che pian piano arretrava. No. Niente da fare. Udine vince, deborda, domina. Guidolin le indovina tutte. Non ha di che sorridere per i contrattempi, quello di Pinzi e di Heurtaux, usciti per infortunio, ma soprattutto quello di Muriel che si fa male all'ultima azione, qualcosa di negativo in prospettiva di due partite proibitive.
Quello che Guidolin dirà di sicuro ai suoi è che partite come queste si devono chiudere prima. Incredibili le occasioni costruite nei minuti finali, con Silva, con Muriel, con Fernandes, con Widmer. Incredibili gli errori. Ma tutti i salmi (friulani) stavolta finiscono in gloria.
Udinese-Fiorentina 1-0 (1-0)
Udinese: Brkic 7 - Heurtaux 6,5 (49' Widmer 6), Danilo 6.5, Domizzi 7 - Basta 7, Fernandes 6.5, Pinzi 6 (19' Allan), Lazzari 6.5, Silva 7 - Pereyra 6.5, Di Natale 6.5 (77' Muriel 6.5). All. Guidolin
Fiorentina: Neto 6.5, Savic 5.5, Gonzalo 6, Tomovic 6 (70' Matos 6) ), Pasqual 5, Aquilani 6 (66' Fernandez 6), Pizarro 6.5, Borja V. 6, Cuadrado 6.5, Rossi 5.5, Joaquin 5 (58' Ilicic 5). All. Montella
Arbitro: Tagliavento 6
Reti: 34' Heurtaux
Note - Ammoniti: Danilo, Fernandes, Aquilani e Gonzalo. Recupero: 1' e 4'.