ROMA - Cori razzisti o discriminatori, striscioni, petardi e laser. La stagione in corso è destinata a passare alla storia, non ci sono dubbi, come l'anno nero delle curve. Ancora di più dopo le ultime decisioni del giudice sportivo Tosel: curve chiuse a Roma e Inter, multate di 50 mila euro, per razzismo (il coro "rossoneri squadra di neri" e alcuni buu all'indirizzo di Balotelli) i giallorossi, per discriminazione (il solito coro "Napoli colera" e altri simili) i nerazzurri. E poi la chiusura, ma sospesa, della Nord laziale, e multe di varia entità a Napoli Juventus, Milan, Catania, e alla stessa Lazio. E il conto inizia a farsi fin troppo salato: dall'inizio dell'anno, gli ultrà sono già costati alle società oltre un milione di euro.
Un milione di euro speso per pagare le sanzioni del giudice sportivo Gianpaolo Tosel riguardo i comportamenti dei supporter. Anche di più: perché dei 1.119.000 euro di multe già disposte, 1 milione e 65 mila euro sono dovuti a reati da stadio commessi dagli ultrà. Cifra sostanzialmente sovrapponibile a quanto guadagna in un anno un campione come Cassano, Pogba o Icardi: una marea di soldi, che le società hanno già dovuto versare a causa del comportamento nel migliore dei casi vergognoso, spesso delinquenziale - perché la discriminazione razziale è un reato penale - di una parte dei propri sostenitori. Soprattutto, un fenomeno in costante, vertiginosa crescita: rispetto a un anno fa, infatti, le sanzioni sono cresciute di oltre due volte e mezzo (erano state elevate multe per 4 milioni), addirittura di cinque volte rispetto a due stagioni fa, quando alla sedicesima giornata il giudice sportivo aveva disposto sanzioni per 2,66 milioni a causa del comportamento dei tifosi.
Nella spiacevole classifica dei più colpevoli, la Roma è la società più colpita: già 198 mila euro versati alla Lega di serie A a causa dei propri ultrà. Senza contare il danno di dover giocare la prossima gara senza i tifosi della curva su, rinuncia già sostenuta alla seconda giornata contro il Verona. Subito dietro la Juventus con 159 mila euro, ma anche Inter e Napoli, cui i supporter sono costati 144 e 134 mila euro. Una vergogna che continua a essere perpetrata ogni domenica, nei propri stadi o in quelli altrui, senza soluzione di continuità. Un salasso che, a questo ritmo, porterebbe i club a spendere quasi 2 milioni e mezzo in multe. La soddisfazione che quei soldi servano (anche) a costruire campi in periferie disagiate però non cancella la vergogna.
Un milione di euro speso per pagare le sanzioni del giudice sportivo Gianpaolo Tosel riguardo i comportamenti dei supporter. Anche di più: perché dei 1.119.000 euro di multe già disposte, 1 milione e 65 mila euro sono dovuti a reati da stadio commessi dagli ultrà. Cifra sostanzialmente sovrapponibile a quanto guadagna in un anno un campione come Cassano, Pogba o Icardi: una marea di soldi, che le società hanno già dovuto versare a causa del comportamento nel migliore dei casi vergognoso, spesso delinquenziale - perché la discriminazione razziale è un reato penale - di una parte dei propri sostenitori. Soprattutto, un fenomeno in costante, vertiginosa crescita: rispetto a un anno fa, infatti, le sanzioni sono cresciute di oltre due volte e mezzo (erano state elevate multe per 4 milioni), addirittura di cinque volte rispetto a due stagioni fa, quando alla sedicesima giornata il giudice sportivo aveva disposto sanzioni per 2,66 milioni a causa del comportamento dei tifosi.
Nella spiacevole classifica dei più colpevoli, la Roma è la società più colpita: già 198 mila euro versati alla Lega di serie A a causa dei propri ultrà. Senza contare il danno di dover giocare la prossima gara senza i tifosi della curva su, rinuncia già sostenuta alla seconda giornata contro il Verona. Subito dietro la Juventus con 159 mila euro, ma anche Inter e Napoli, cui i supporter sono costati 144 e 134 mila euro. Una vergogna che continua a essere perpetrata ogni domenica, nei propri stadi o in quelli altrui, senza soluzione di continuità. Un salasso che, a questo ritmo, porterebbe i club a spendere quasi 2 milioni e mezzo in multe. La soddisfazione che quei soldi servano (anche) a costruire campi in periferie disagiate però non cancella la vergogna.