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Sassuolo, la favola di Berardi: sogna il Mondiale e la Juve vede in lui il nuovo Del Piero

Il 19enne calabrase, dopo il poker al Milan, è sulla bocca di tutti. Scoperto da un talent scout del club neroverde, in carriera ha sempre bruciato le tappe. Prandelli potrebbe pensare a lui per sostituire Rossi in Brasile e la Juve in estate acquisterà anche l'altra metà del suo cartellino
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - La favola comincia quattro anni fa, quando l'allora 15enne Domenico Berardi lascia Bocchigliero, paesino di 1.500 anime in provincia di Cosenza, per andare a trovare il fratello, ex piastrellista e poi studente di Scienze Infermieristiche a Modena. Durante una partitella di calcetto, il ragazzo di Calabria viene scoperto da un talent scout del Sassuolo (Luciano Carlino) e subito tesserato dal settore giovanile neroverde. Una grande stagione con la Primavera gli schiude le porte della prima squadra di Di Francesco, che l'anno scorso gli regala 37 presenze, la prima a 18 anni e 25 giorni, ricevendo in cambio 11 gol fondamentali per la prima storica promozione in Serie A del Sassuolo.

Sempre attenta alla meglio gioventù italiana (la compagnia si allarga ai vari Zaza, Gabbiadini, Immobile), la Juventus si assicura metà del suo cartellino nell'ambito dell'affare che porta Marrone in comproprietà al Sassuolo, lasciando però Berardi in prestito gratuito in Emilia. Dove continua a incantare: 11 gol, lo stesso bottino in questa stagione di Tevez, in appena 14 giornate, con la migliore media realizzativa del torneo (una rete ogni 96'). Il primo centro (inutile) su rigore a Parma, la prima tripletta il 3 novembre in casa della Sampdoria (quarto più giovane di sempre a calare un tris in A), il primo storico poker ieri, proprio alla squadra del cuore del suo presidente Squinzi. E' il secondo giocatore più giovane, dopo un certo Silvio Piola, ad aver realizzato una quaterna in Serie A, nonché l'unico l'unico giocatore nella storia ad aver segnato quattro reti al Milan nella stessa partita (di più: in appena 32 minuti).

Pochissima ribalta catodica, per lui, nel dopo-partita al Mapei Stadium. Domenico ha zavorrato l'entusiasmo, condensando tutto nell'intervista flash a bordocampo, prima di dribblare le altre telecamere e lasciare lo stadio con il pallone sotto il braccio: "Non dimenticherò mai questa serata". Quattro dediche per altrettanti gol: "Alla mia famiglia, alla mia ragazza, al mister che si giocava il posto e al mio compagno di squadra Acerbi". Un pensiero per tutti, anche per l'amico al quale regalerà la maglia ottenuta a fine partita da Kakà. Un gol più bello dell'altro. "La terza rete è tanta roba". Ma anche la seconda, forse la meno appariscente, in cui scappa alla marcatura lasca di Bonera, si coordina in un amen dopo un rimbalzo anomalo - un po' come Pogba prima di silurare il Napoli a novembre - e fulmina un Abbiati marmoreo.

Storia recente di un predestinato che la Juve vorrebbe trasformare in un nuovo Del Piero in salsa calabropiemontese: quando la 'nduja incontra il gianduja. Del resto il ragazzo ha davvero tutto: tecnica sopraffina, gran sinistro, dribbling mortifero, fiuto del gol e altruismo. In estate la Signora lo farà tutto suo, spendendo 4,5 milioni per rilevare l'altra metà del cartellino, proprietà del Sassuolo. Berardi può essere l'esterno offensivo ideale per il 4-3-3 che ha in mente Conte. Non ha ancora caratura internazionale, ma costa la metà di Nani, Lamela o Cerci e un terzo di Di Maria. Ieri, se ce n'era ancora bisogno, Marotta ha avuto la certezza di aver puntato su un cavallo vincente. Ma saranno volati i tappi anche a casa di Prandelli: chissà che Mimmo non possa sostituire Pepito e fare il Pablito in Brasile. Intanto oggi Berardi ritrova a Coverciano la maglia azzurra dell'Under 21 che lo ha appena riabilitato dopo averlo escluso per nove lunghi mesi, su indicazione del coordinatore tecnico Arrigo Sacchi, per non essersi presentato a una convocazione dell'Under 19. Un primo passetto verso il sole di Rio, con le nebbie di Vinovo sullo sfondo.
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