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Livorno-Bologna 2-1, vittoria e sorpasso per i labronici

(ansa)
La squadra di Di Carlo vince e scavalca gli emiliani. Dopo un primo tempo senza emozioni, la partita si accende nella ripresa. Uno-due firmato Benassi-Paulinho, nel finale i padroni di casa restano in nove, Lazaros accorcia ma non bastadi DIEGO COSTA
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LIVORNO - Sorpasso. A tutti i costi. Obiettivo centrato dal Livorno ai danni del Bologna. Sorpasso è stato: in un modo o nell'altro. A volte giocare bene non conta. Vista sul fronte opposto, il Bologna fallisce anche il secondo scontro diretto di fila. Col Sassuolo era mancato il gioco, col Livorno, dopo 45', il cruscotto si spegne interamente: testa e cuore in tilt. Per i rossoblù è la terza sconfitta nelle ultime cinque sconfitte, mentre il gol su azione non arriva da un'eternità.

Parte forte il Livorno che cerca di accelerare i tempi per svelare le ansie di un Bologna che, si sa, tende sempre a rallentare i ritmi. La spinta labronica si esaurisce dopo dieci minuti, anzi undici, quando Paulinho può incornare in tutta solitudine, in area di rigore, un traversone di un vispo Benassi. Curci resta impietrito, lo salva la mira appena fuori del brasiliano. La sfera accarezza il palo ed esce. 14' e Ballardini deve rinunciare a Kone, schierato fuori ruolo: …
LIVORNO - Sorpasso. A tutti i costi. Obiettivo centrato dal Livorno ai danni del Bologna. Sorpasso è stato: in un modo o nell'altro. A volte giocare bene non conta. Vista sul fronte opposto, il Bologna fallisce anche il secondo scontro diretto di fila. Col Sassuolo era mancato il gioco, col Livorno, dopo 45', il cruscotto si spegne interamente: testa e cuore in tilt. Per i rossoblù è la terza sconfitta nelle ultime cinque sconfitte, mentre il gol su azione non arriva da un'eternità.

Parte forte il Livorno che cerca di accelerare i tempi per svelare le ansie di un Bologna che, si sa, tende sempre a rallentare i ritmi. La spinta labronica si esaurisce dopo dieci minuti, anzi undici, quando Paulinho può incornare in tutta solitudine, in area di rigore, un traversone di un vispo Benassi. Curci resta impietrito, lo salva la mira appena fuori del brasiliano. La sfera accarezza il palo ed esce. 14' e Ballardini deve rinunciare a Kone, schierato fuori ruolo: il greco avverte un dolorino all'inguine e chiede il cambio. L'unico giocatore che, assieme al connazionale Lazaros, è in grado di saltare l'uomo, gioca terzino... Entra Garics, la fase difensiva rossoblù ne ha giovamento. Cala vistosamente il Livorno, in mezzo. E così il Bologna domina territorialmente, senza avere alcuna forza penetrativa. Il gioco lo mena Lazaros, buone doti tecniche, poca incisività, lo specchio di un Bologna organizzato per non subire. E con poche frecce per mutare atteggiamento. Non che si stia meglio sull'altro lato, dove Belfodil è il fantasma del giovane prospetto visto in maglia felinea prima e parmigiana poi.

Il Livorno nella ripresa comincia esattamente come nella prima parte. Anzi, meglio. Perché Emeghara ha un impatto devastante sul match, punendo l'atteggiamento supponente, lento, inadeguato all'importanza del match  della retroguardia ospite. Il suo uno-due con Benassi, sulla sinistra, è letale quando ancora non si è esaurito il primo minuto di gioco, passaggio di ritorno per il giovane di proprietà Inter che ha tempo e modo di sistemare il pallone sul piede e infilare l'angolino dalla parte opposta. Incolpevole Curci. Il gol è una iniezione di fiducia per il Livorno che ora fa il gioco che predilige: difende e riparte. Otto minuti e il bis è servito: volata amaranto a tutto campo, il Bologna non rientra, quattro attaccanti contro due, anche Custer avrebbe alzato bandiera bianca e Antonsson sembra conoscere Little Big Horn perché s'impappina sul cross basso di Benassi, rimettendo di fatto in gioco, con il suo tocco, un Paulinho libero di scartare Curci in uscita e depositare il pallone nella porta vuota.

Ko tecnico. Il Bologna non reagisce più. Elettroencefalogramma piatto in mezzo al campo, dove non si va oltre al compitino, attacco spuntato che di più non si può. Ballardini prova a cambiare qualcosa, mette pure Moscardelli col risultato di alzare la soglia dell'affanno, della voglia di risolverla da soli. Vasi incomunicanti. Lazaros è il solo ad avere cifra tecnica per fare gioco, ma porta palla in modo eccessivo. I cross sui lati sono prevedibili, la difesa toscana non va mai in affanno. Ci vuole che il Livorno provi a incoraggiare l'ospite coricato sul lato come una nave di crociera. Peccato di gioventù qurello di Mbaye, colto in doppia ammonizione per fallo di mano, mortale invece quello di Emeghara, uomo del match che pure tenta di riaprire a spiccioli dalla fine, trattenendo Morleo in area per il rigore che porta la sfida sul 2 a 1. Lo segna Lazaros, ma il Bologna non si rialza e non cammina. Nove minuti alla fine, con due uomini in più, la squadra di Ballardini  lascia il senno sulla luna. E la luna è una salvezza che, così giocando, si allontana sempre di più.  

Livorno-Bologna 2-1 (0-0)

Livorno: Bardi 6.5 - Ceccherini 6, Emerson 6, Castellini 6 - M'Baye 5, Benassi 6.5, Biagianti 5.5 (81' Rinaudo 6), Greco 5.5 (73' Duncan 6) , Mesbah 6 - Paulinho 6.5, Belfodil 5 (46' Emeghara 6.5). All. Di Carlo
Bologna: Curci 6 - Antonsson 5 (54' Moscardelli), Natali 5.5, Mantovani 5.5 - Kone sv. (15' Garics 5.5), Khrin 6, Perez 6 (58' Pazienza 5), Christodoulopoulos 6.5, Morleo 6 - Acquafresca 5, Cristaldo 5. All. Ballardini
Arbitro: Bergonzi 6 di Genova
Reti: 1' st. Benassi; 8' st. Paulinho; 85' Christodoulopoulos (rigore)
Note: ammoniti: Ceccherini, Rinaudo, Mbaye, Emeghara, Perez, Khrin, Garics. espulsi: Mbaye, Emeghara (entrambi per doppia ammonizione) recupero: 1' e 5'.