TORINO - Conte potrebbe andare al Milan (ma c'è anche Spalletti che riprende quota), Montella alla Juve, Mihajlovic alla Fiorentina... Sono tutti invitati al gran ballo delle panchine, un valzer inimmaginabile fino a un mese fa. La voglia di nuovo palesata da Conte può coinvolgere i rossoneri e avere ricadute sui viola. Il tecnico bianconero è passato nel giro di pochi giorni dal dirsi stanco e svuotato dopo "tre anni molto dispendiosi e intensi" a "carico come una molla", per niente attratto da quella possibilità di prendersi un anno sabbatico che lui stesso aveva sussurrato all'orecchio dei dirigenti juventini.
CONTE, TENTAZIONE MILAN - Tutto tace. anche oggi. La Juve e Conte sono sempre più lontani. Ogni giorno che passa aumenta la distanza e diminuiscono le possibilità di un'intesa. L'incontro con vista sul futuro potrebbe anche saltare, uscire definitivamente dall'agenda. Il club bianconero non ha digerito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico dopo il "sacco" di Roma: chi è sotto contratto con la società fino al 2015 non potrebbe ammettere candidamente di guardarsi intorno, confessare di cercare nuovi stimoli altrove. La Signora ha dato un ultimatum a Conte, chiamato a dare una risposta entro lunedì, il giorno dopo la festa con il Cagliari con bagno di folla per le vie di Torino. Agnelli e Marotta hanno sempre più fretta di programmare la Juve che verrà. Con o senza Conte. Se deciderà di cambiare aria, il tecnico tricampione d'Italia cercherà "una situazione come la Juve di tre anni fa, in cui c'è bisogno di costruire, c'è anche voglia di vincere, però non l'obbligo di farlo". Come abbiamo anticipato ieri, è impossibile non pensare al Milan, considerando la fame di riscatto dei rossoneri reduci una delle stagioni più negative della loro storia recente. A maggior ragione se la dichiarazione di Conte viene associata a certe parole di Berlusconi, che non più tardi di qualche giorno sibilava: "Io un nome per allenare il Milan ce l'avrei...". I tifosi bianconeri intanto si mobilitano per convincere Conte a rimanere a Torino. Un'associazione di sostenitori, Bianconeri d'Italia, ha organizzato per domenica (ore 10) una manifestazione presso l'Air Palace Hotel di Leinì, l'albergo sede dei ritiri dei bianconeri. "La proprietà deve investire sulla Juve in proporzione alla crescita ottenuta e agli obiettivi richiesti allo staff tecnico. E' inaccettabile che il progetto-Conte possa finire qui", sentenzia Fabio Germani, presidente del sodalizio.
PER CONTE NON TORNANO I CONTI - Peggiorano i conti bianconeri. Il Cda della Juve ha approvato il bilancio trimestrale al 31 marzo scorso: 2,9 milioni di utili, in calo del 79% rispetto all'anno scorso. Previste a giugno perdite superiori ai 16 milioni. L'uscita dalla Champions ha pesato, i numeri potrebbero influire anche sul prossimo mercato estivo. Un motivo in più per far ritenere che l'addio di Conte possa realmente essere un'ipotesi da prendere in considerazione.
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TRA MILAN E JUVE ANCHE MONTELLA - Galliani smentisce contatti con il tecnico bianconero, sponsorizza la soluzione interna, Inzaghi, e intanto, si prepara a incontrare Spalletti, il cui nome è anche sull'agenda di Marotta. L'ipotesi dell'ex Zenit starebbe riprendendo quota: il Milan vuole infatti puntare su un tecnico esperto. L'altro nome inseguito da Milan e Juve è Montella, personaggio ambizioso e quindi fisiologicamente attratto dalla possibilità di fare uno scatto di carriera. L'unica pesante controindicazione è rappresentata dalla clausola rescissoria da 6 milioni che rischia di blindarlo alla Fiorentina: il Milan, oggi, non può o non vuole permettersi una simile spesa.
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MIHAJLOVIC ALLA FINESTRA - A Firenze, intanto, starebbero comunque ipotizzando una exit strategy in caso di addio di Montella. La prima scelta dei Della Valle è quel Mihajlovic che ha molti estimatori anche a Roma, fronte Lazio, e qualcuno pure sulla sponda bianconera del Po, dove resta viva anche l'opzione Mancini. Insomma, a breve potrebbe deflagrare un terremoto di natura tecnica destinato a far oscillare i piani alti del campionato.
CONTE, TENTAZIONE MILAN - Tutto tace. anche oggi. La Juve e Conte sono sempre più lontani. Ogni giorno che passa aumenta la distanza e diminuiscono le possibilità di un'intesa. L'incontro con vista sul futuro potrebbe anche saltare, uscire definitivamente dall'agenda. Il club bianconero non ha digerito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico dopo il "sacco" di Roma: chi è sotto contratto con la società fino al 2015 non potrebbe ammettere candidamente di guardarsi intorno, confessare di cercare nuovi stimoli altrove. La Signora ha dato un ultimatum a Conte, chiamato a dare una risposta entro lunedì, il giorno dopo la festa con il Cagliari con bagno di folla per le vie di Torino. Agnelli e Marotta hanno sempre più fretta di programmare la Juve che verrà. Con o senza Conte. Se deciderà di cambiare aria, il tecnico tricampione d'Italia cercherà "una situazione come la Juve di tre anni fa, in cui c'è bisogno di costruire, c'è anche voglia di vincere, però non l'obbligo di farlo". Come abbiamo anticipato ieri, è impossibile non pensare al Milan, considerando la fame di riscatto dei rossoneri reduci una delle stagioni più negative della loro storia recente. A maggior ragione se la dichiarazione di Conte viene associata a certe parole di Berlusconi, che non più tardi di qualche giorno sibilava: "Io un nome per allenare il Milan ce l'avrei...". I tifosi bianconeri intanto si mobilitano per convincere Conte a rimanere a Torino. Un'associazione di sostenitori, Bianconeri d'Italia, ha organizzato per domenica (ore 10) una manifestazione presso l'Air Palace Hotel di Leinì, l'albergo sede dei ritiri dei bianconeri. "La proprietà deve investire sulla Juve in proporzione alla crescita ottenuta e agli obiettivi richiesti allo staff tecnico. E' inaccettabile che il progetto-Conte possa finire qui", sentenzia Fabio Germani, presidente del sodalizio.
PER CONTE NON TORNANO I CONTI - Peggiorano i conti bianconeri. Il Cda della Juve ha approvato il bilancio trimestrale al 31 marzo scorso: 2,9 milioni di utili, in calo del 79% rispetto all'anno scorso. Previste a giugno perdite superiori ai 16 milioni. L'uscita dalla Champions ha pesato, i numeri potrebbero influire anche sul prossimo mercato estivo. Un motivo in più per far ritenere che l'addio di Conte possa realmente essere un'ipotesi da prendere in considerazione.
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TRA MILAN E JUVE ANCHE MONTELLA - Galliani smentisce contatti con il tecnico bianconero, sponsorizza la soluzione interna, Inzaghi, e intanto, si prepara a incontrare Spalletti, il cui nome è anche sull'agenda di Marotta. L'ipotesi dell'ex Zenit starebbe riprendendo quota: il Milan vuole infatti puntare su un tecnico esperto. L'altro nome inseguito da Milan e Juve è Montella, personaggio ambizioso e quindi fisiologicamente attratto dalla possibilità di fare uno scatto di carriera. L'unica pesante controindicazione è rappresentata dalla clausola rescissoria da 6 milioni che rischia di blindarlo alla Fiorentina: il Milan, oggi, non può o non vuole permettersi una simile spesa.
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MIHAJLOVIC ALLA FINESTRA - A Firenze, intanto, starebbero comunque ipotizzando una exit strategy in caso di addio di Montella. La prima scelta dei Della Valle è quel Mihajlovic che ha molti estimatori anche a Roma, fronte Lazio, e qualcuno pure sulla sponda bianconera del Po, dove resta viva anche l'opzione Mancini. Insomma, a breve potrebbe deflagrare un terremoto di natura tecnica destinato a far oscillare i piani alti del campionato.