NAPOLI - Finisce con quarantamila voci che contestano il presidente De Laurentiis. Finisce con un Napoli decisamente autolesionista che concede i tre punti al Chievo Verona. Tutti meritevoli i clivensi, certo, ma sugli scudi vanno soprattutto chi para tutto, un rigore compreso, cioè Bardi; e l'attaccante che - modernissimo Mida - trasforma in oro tutto quello che tocca: Maxi Lopez. Due giocatori in cerca di riscatto decidono una sfida che vede il Napoli all'assalto dal primo all'ultimo minuto. Nella ripresa, la lucidità partenopea cala vistosamente e i veneti - che tengono fisicamente il campo - escono alla distanza, mostrando qualità atletiche superiori all'avversario.
I dubbi degli appassionati tifosi del San Paolo restano anzi si manifestano tutti nella prima parte di gara. Il Napoli aggredisce subito gli spazi, ma non ha mai la lucidità negli ultimi metri necessaria per mettere in difficoltà l'attenta difesa a oltranza dei clivensi. Per una decina di minuti, in verità, la paziente azione di tessitura sembra in grado di dare frutti, anche se sono un paio di verticalizzazioni improvvise di Inler a creare una scorribanda di Higuain e un colpo di testa in corsa dell'argentino che esalta i riflessi di Bardi. Ma l'azione partenopea è ripetitiva, facile per gli ospiti capire che lo schema è sempre quello.
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Non pervenuto a sinistra Zuniga, è la coppia Maggio-Callejon a costruire e cercare di sfondare la Maginot. Senza efficacia per la volatilità napoletana negli ultimi metri. E allora ci vuole un guizzo, un colpo di teatro: lo trova Higuain, il più vivace: prende palla al limite, dribbla seccamente il rude Cesar. Lo sgambetto dello sloveno determina un rigore cristallino. Gonzalo, il migliore, tira però a mezza altezza e Bardi vince ancora il suo duello a distanza, intuendo e volando a ribattere in angolo.
Fa caldo, il Napoli non vola, Insigne in corsa su lancio di Hamsik tira su Bardi, ma è il Chievo, uscito dal guscio, a sfiorare un clamoroso vantaggio quando Birsa, ottimo rifinitore, serve col timing giusto il taglio interno di Maxi Lopez, l'argentino ci mette la punta anticipando Rafael e colpiusce l'incrocio dei pali.
Il rigore sbagliato dovrebbe incoraggiare la rabbia del Napoli, invece il Chievo, in avvio di ripresa, trova l'acuto decisivo: Izco lavora un pallone sulla trequarti e trova mal piazzati i due centrali difensivi, la coppia Albiol-Koulibaly (ancora una volta revedibile), pallone al bacio per il taglio perfetto di Maxi Lopez che fa mezzo gol con il controllo a seguire e l'altro con il tocco in diagonale che elude l'uscita di Rafael e s'infila nell'angolo lontano. Col passare dei minuti il Napoli perde sempre più convinzione pur gettandosi in avanti a testa bassa. Se Zuniga si desta è Maggio a determinare l'intermittenza sui lati.
Concludendo: se il Napoli è questo, Benitez è atteso a tanto lavoro. Gli schemi di attacco sono prevedibili, vero che sono state molte le conclusioni, 33, e lungo il forcing (15 calci d'angolo e 78 per cento di possesso palla) ma il prodotto interno lordo negli ultimi metri non ha convinto. Col passare dei minuti, il Napoli perde convinzione. Anche in termini di personalità, ci sono elementi che, arrivati per alzare questo livello, si limitano a fare il compitino.
Tutto gira, certamente, attorno al rigore fallito da Higuain. Facile immaginare che, andando a segno nell'occasione più ghiotta, i temi tatici avrebbero scritto una storia diversa di questo match. Capolavoro tattico invece di Corini e dei gialloblù. Umili e temporeggiatori, chirurgici nel colpire nel momento più delicato della grande squadra.
Napoli-Chievo 0-1 (0-0)
NAPOLI: Rafael 6 - Maggio 5, Albiol 5, Koulibaly 5,5, Zuniga 6 - Inler 6, Jorginho 5,5 (72' De Guzman 6) - Callejon 5 (78' Zapata 6) , Hamsik 6, Insigne 5 (58' Mertens 5,5) - Higuain 5. All. Benitez
CHIEVO: Bardi 7,5 - Frey 6, Dainelli 6,5, Cesar 6,5, Biraghi 6 - Izco 6,5 (81' Gamberini sv.), Hetemaj 6,5, Radovanovic 6 - Birsa 6,5 (68' Botta 6), Lazarevic 6,5 (72' Cofie 6,5) - Lopez 6,5. All. Corini.
ARBITRO: Giacomelli
RETI: Al 4' st Maxi Lopez
NOTE: Ammoniti: Cesar, Dainelli, Inler e Maggio. Recupero 1' e 5'. Angoli: 15 a 2 per il Napoli.
I dubbi degli appassionati tifosi del San Paolo restano anzi si manifestano tutti nella prima parte di gara. Il Napoli aggredisce subito gli spazi, ma non ha mai la lucidità negli ultimi metri necessaria per mettere in difficoltà l'attenta difesa a oltranza dei clivensi. Per una decina di minuti, in verità, la paziente azione di tessitura sembra in grado di dare frutti, anche se sono un paio di verticalizzazioni improvvise di Inler a creare una scorribanda di Higuain e un colpo di testa in corsa dell'argentino che esalta i riflessi di Bardi. Ma l'azione partenopea è ripetitiva, facile per gli ospiti capire che lo schema è sempre quello.
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Non pervenuto a sinistra Zuniga, è la coppia Maggio-Callejon a costruire e cercare di sfondare la Maginot. Senza efficacia per la volatilità napoletana negli ultimi metri. E allora ci vuole un guizzo, un colpo di teatro: lo trova Higuain, il più vivace: prende palla al limite, dribbla seccamente il rude Cesar. Lo sgambetto dello sloveno determina un rigore cristallino. Gonzalo, il migliore, tira però a mezza altezza e Bardi vince ancora il suo duello a distanza, intuendo e volando a ribattere in angolo.
Fa caldo, il Napoli non vola, Insigne in corsa su lancio di Hamsik tira su Bardi, ma è il Chievo, uscito dal guscio, a sfiorare un clamoroso vantaggio quando Birsa, ottimo rifinitore, serve col timing giusto il taglio interno di Maxi Lopez, l'argentino ci mette la punta anticipando Rafael e colpiusce l'incrocio dei pali.
Il rigore sbagliato dovrebbe incoraggiare la rabbia del Napoli, invece il Chievo, in avvio di ripresa, trova l'acuto decisivo: Izco lavora un pallone sulla trequarti e trova mal piazzati i due centrali difensivi, la coppia Albiol-Koulibaly (ancora una volta revedibile), pallone al bacio per il taglio perfetto di Maxi Lopez che fa mezzo gol con il controllo a seguire e l'altro con il tocco in diagonale che elude l'uscita di Rafael e s'infila nell'angolo lontano. Col passare dei minuti il Napoli perde sempre più convinzione pur gettandosi in avanti a testa bassa. Se Zuniga si desta è Maggio a determinare l'intermittenza sui lati.
Concludendo: se il Napoli è questo, Benitez è atteso a tanto lavoro. Gli schemi di attacco sono prevedibili, vero che sono state molte le conclusioni, 33, e lungo il forcing (15 calci d'angolo e 78 per cento di possesso palla) ma il prodotto interno lordo negli ultimi metri non ha convinto. Col passare dei minuti, il Napoli perde convinzione. Anche in termini di personalità, ci sono elementi che, arrivati per alzare questo livello, si limitano a fare il compitino.
Tutto gira, certamente, attorno al rigore fallito da Higuain. Facile immaginare che, andando a segno nell'occasione più ghiotta, i temi tatici avrebbero scritto una storia diversa di questo match. Capolavoro tattico invece di Corini e dei gialloblù. Umili e temporeggiatori, chirurgici nel colpire nel momento più delicato della grande squadra.
Napoli-Chievo 0-1 (0-0)
NAPOLI: Rafael 6 - Maggio 5, Albiol 5, Koulibaly 5,5, Zuniga 6 - Inler 6, Jorginho 5,5 (72' De Guzman 6) - Callejon 5 (78' Zapata 6) , Hamsik 6, Insigne 5 (58' Mertens 5,5) - Higuain 5. All. Benitez
CHIEVO: Bardi 7,5 - Frey 6, Dainelli 6,5, Cesar 6,5, Biraghi 6 - Izco 6,5 (81' Gamberini sv.), Hetemaj 6,5, Radovanovic 6 - Birsa 6,5 (68' Botta 6), Lazarevic 6,5 (72' Cofie 6,5) - Lopez 6,5. All. Corini.
ARBITRO: Giacomelli
RETI: Al 4' st Maxi Lopez
NOTE: Ammoniti: Cesar, Dainelli, Inler e Maggio. Recupero 1' e 5'. Angoli: 15 a 2 per il Napoli.