EMPOLI – Maurizio Sarri non ne poteva più dei complimenti. Lo aveva detto chiaramente nella conferenza stampa di presentazione, era stufo di vedere il suo Empoli bello e incapace di raccogliere il bersaglio grosso. Voleva una vittoria, anche in una gara non giocata bene, e i suoi ragazzi lo hanno ascoltato. I toscani si riscoprono insospettabilmente cinici, tengono botta in un primo tempo in cui la Lazio era partita forte come da sua tradizione recente e piazzano l'1-2 decisivo in avvio di ripresa, trovando il gol con due palle inattive, vero e proprio marchio di fabbrica della formazione toscana. Per i biancocelesti è un'occasione persa in chiave terzo posto, su un campo da sempre difficile, come quando nel '99 lasciarono due punti poi decisivi contro una formazione già virtualmente retrocessa.
LA FORZA DELLE PALLE INATTIVE - La sfida viene decisa dagli schemi su corner e punizione. Non è un caso che a firmare il vantaggio empolese sia Federico Barba, difensore scuola Roma che oggi raccoglieva l'eredità dello squalificato Tonelli, già a segno tre volte in campionato. Il centrale, classe 1993, firma il suo primo gol in Serie A su un angolo da sinistra in avvio di ripresa. Stesso lato ma punizione dalla trequarti al 10′, Mario Rui trova Maccarone con lo schema che prevede i blocchi a liberare la punta, i difensori laziali restano a guardare e Big Mac batte col mancino Berisha, fra i pali per il forfait di Marchetti.
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LAZIO SPRECONA - E dire che la partita si era aperta con il solito assalto biancoceleste. Pioli, che rilancia Djordjevic per Klose e ritrova Cavanda a destra, chiede ai suoi di aprire il campo. Lancio lungo di de Vrij, Candreva incrocia col destro all'ingresso in area, il rientrante Sepe vede il pallone sfiorare il palo. Stesso epilogo anche per il colpo di testa di Djordjevic su cross di Lulic e sulla conclusione di Parolo, innescato proprio dal centravanti serbo. Il gol biancoceleste sembra maturo ma la difesa toscana si registra, guidata dal giovane ma già straordinariamente maturo Rugani. Il piano tattico di Sarri prevede Maccarone spesso e volentieri largo a insidiare Cavanda, l'angolano se la cava al 21′, quando contiene con il fisico l'attaccante, che cade a terra e chiede vanamente e ingiustamente il penalty: è lui il primo a trattenere.
MAURI CHIEDE IL CAMBIO, DJORDJEVIC NON BASTA - La mobilità di Big Mac mette in crisi anche Ciani: il francese si fa attirare fuori posizione al 27′, Zielinski serve l'attaccante che calcia ampiamente a lato con il destro. In chiusura di frazione Pioli perde un uomo decisivo come Mauri, la scelta ricade su Ederson. Quando si rientra in campo la Lazio viene travolta dai due gol empolesi nel giro di 3′, difficile reagire. Klose subentra a Braafheid, Lulic scala terzino mentre Sarri inserisce Laxalt per Zielinski. Al 21′ Djordjevic riapre la contesa con uno splendido colpo di testa su cross di Candreva: il serbo va a spolverare l'incrocio dei pali, l'Empoli si mette l'elmetto per il finale in trincea e Rugani è sensazionale in anticipo aereo su Ciani. Mario Rui rischia grosso con un pugno a Candreva a gioco fermo, Mazzoleni non vede, materiale da prova tv. Pioli lancia anche Felipe Anderson e il finale del brasiliano fa pensare che in chiusura di primo tempo il tecnico abbia scelto il verdeoro sbagliato: l'ex Santos prova ad infiammare la gara con 2-3 discese non raccolte dai compagni, Sarri blinda la porta con Bianchetti per Pucciarelli e può godersi la sosta con i tre punti che voleva. Non bellissimi, per una volta, ma di sicuro sostanziosi.
EMPOLI-LAZIO 2-1 (0-0)
Empoli (4-3-1-2): Sepe 6; Laurini 6 (24′ st Hysaj 5.5), Rugani 7, Barba 6.5, Mario Rui 6.5; Vecino 6.5, Valdifiori 6.5, Croce 6.5; Zielinski 5.5 (13′ st Laxalt 5.5); Pucciarelli 6 (40′ st Bianchetti sv), Maccarone 7. (Bassi, Pugliesi, Moro, Signorelli, Aguirre, Mchedlidze, Rovini, Tavano). All.: Sarri
Lazio (4-3-3): Berisha 6; Cavanda 5.5, de Vrij 6, Ciani 5.5, Braafheid 6 (13′ st Klose 5.5); Parolo 5.5 (32′ st Anderson 6), Biglia 6.5, Lulic 6; Candreva 6, Djordjevic 6.5, Mauri 5.5 (43′ pt Ederson 5.5). (Strakosha, Guerrieri, Konko, Novaretti, Pereirinha, Gonzalez, Ledesma, Onazi). All.: Pioli
Arbitro: Mazzoleni
Reti: 7′ st Barba, 10′ st Maccarone, 21′ st Djordjevic
Ammoniti: Mario Rui, Cavanda, Ederson
Recupero: 1′ e 3′
LA FORZA DELLE PALLE INATTIVE - La sfida viene decisa dagli schemi su corner e punizione. Non è un caso che a firmare il vantaggio empolese sia Federico Barba, difensore scuola Roma che oggi raccoglieva l'eredità dello squalificato Tonelli, già a segno tre volte in campionato. Il centrale, classe 1993, firma il suo primo gol in Serie A su un angolo da sinistra in avvio di ripresa. Stesso lato ma punizione dalla trequarti al 10′, Mario Rui trova Maccarone con lo schema che prevede i blocchi a liberare la punta, i difensori laziali restano a guardare e Big Mac batte col mancino Berisha, fra i pali per il forfait di Marchetti.
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LAZIO SPRECONA - E dire che la partita si era aperta con il solito assalto biancoceleste. Pioli, che rilancia Djordjevic per Klose e ritrova Cavanda a destra, chiede ai suoi di aprire il campo. Lancio lungo di de Vrij, Candreva incrocia col destro all'ingresso in area, il rientrante Sepe vede il pallone sfiorare il palo. Stesso epilogo anche per il colpo di testa di Djordjevic su cross di Lulic e sulla conclusione di Parolo, innescato proprio dal centravanti serbo. Il gol biancoceleste sembra maturo ma la difesa toscana si registra, guidata dal giovane ma già straordinariamente maturo Rugani. Il piano tattico di Sarri prevede Maccarone spesso e volentieri largo a insidiare Cavanda, l'angolano se la cava al 21′, quando contiene con il fisico l'attaccante, che cade a terra e chiede vanamente e ingiustamente il penalty: è lui il primo a trattenere.
MAURI CHIEDE IL CAMBIO, DJORDJEVIC NON BASTA - La mobilità di Big Mac mette in crisi anche Ciani: il francese si fa attirare fuori posizione al 27′, Zielinski serve l'attaccante che calcia ampiamente a lato con il destro. In chiusura di frazione Pioli perde un uomo decisivo come Mauri, la scelta ricade su Ederson. Quando si rientra in campo la Lazio viene travolta dai due gol empolesi nel giro di 3′, difficile reagire. Klose subentra a Braafheid, Lulic scala terzino mentre Sarri inserisce Laxalt per Zielinski. Al 21′ Djordjevic riapre la contesa con uno splendido colpo di testa su cross di Candreva: il serbo va a spolverare l'incrocio dei pali, l'Empoli si mette l'elmetto per il finale in trincea e Rugani è sensazionale in anticipo aereo su Ciani. Mario Rui rischia grosso con un pugno a Candreva a gioco fermo, Mazzoleni non vede, materiale da prova tv. Pioli lancia anche Felipe Anderson e il finale del brasiliano fa pensare che in chiusura di primo tempo il tecnico abbia scelto il verdeoro sbagliato: l'ex Santos prova ad infiammare la gara con 2-3 discese non raccolte dai compagni, Sarri blinda la porta con Bianchetti per Pucciarelli e può godersi la sosta con i tre punti che voleva. Non bellissimi, per una volta, ma di sicuro sostanziosi.
EMPOLI-LAZIO 2-1 (0-0)
Empoli (4-3-1-2): Sepe 6; Laurini 6 (24′ st Hysaj 5.5), Rugani 7, Barba 6.5, Mario Rui 6.5; Vecino 6.5, Valdifiori 6.5, Croce 6.5; Zielinski 5.5 (13′ st Laxalt 5.5); Pucciarelli 6 (40′ st Bianchetti sv), Maccarone 7. (Bassi, Pugliesi, Moro, Signorelli, Aguirre, Mchedlidze, Rovini, Tavano). All.: Sarri
Lazio (4-3-3): Berisha 6; Cavanda 5.5, de Vrij 6, Ciani 5.5, Braafheid 6 (13′ st Klose 5.5); Parolo 5.5 (32′ st Anderson 6), Biglia 6.5, Lulic 6; Candreva 6, Djordjevic 6.5, Mauri 5.5 (43′ pt Ederson 5.5). (Strakosha, Guerrieri, Konko, Novaretti, Pereirinha, Gonzalez, Ledesma, Onazi). All.: Pioli
Arbitro: Mazzoleni
Reti: 7′ st Barba, 10′ st Maccarone, 21′ st Djordjevic
Ammoniti: Mario Rui, Cavanda, Ederson
Recupero: 1′ e 3′