Da Pogba a Higuain, è la A dei big che restano
di MATTEO PINCINonostante fortissime pressioni dall'estero, Juventus e Napoli hanno resistito alla tentazione di cedere i loro gioielli. Ma così hanno fatto anche la Roma con Manolas e Nainggolan e la Lazio con Felipe Anderson
ROMA - Secondo Oscar Wilde l'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi. La serie A, però, non potrebbe essere meno d'accordo. Provate a pensarci: chi avrebbe resistito a una proposta da ottanta milioni per Pogba? La Juve, per esempio. "Abbiamo ricevuto un'offerta di quel tipo, ma abbiamo detto no", giurava Marotta a luglio. E mica è stato l'unico a rifiutare assegni a sette zeri dalle grandi d'Europa. Per tanti che sono parti, da Tevez a Kovacic, da El Shaarawy a Darmian, molti hanno fatto la scelta inversa.
Alla fine dell'ultimo campionato tante stelle parevano pronte a fare la valigia. Chi avesse dei dubbi può chiedere a Mauro Icardi: c'era in ballo un rinnovo complicato con l'Inter, la corte dell'Atletico Madrid si faceva ogni settimana più pressante, qualcuno già lo vedeva pronto a un ricchissimo trasloco spagnolo. Poi il no di Mancini, che ha accettato di cedere chiunque tran…
Alla fine dell'ultimo campionato tante stelle parevano pronte a fare la valigia. Chi avesse dei dubbi può chiedere a Mauro Icardi: c'era in ballo un rinnovo complicato con l'Inter, la corte dell'Atletico Madrid si faceva ogni settimana più pressante, qualcuno già lo vedeva pronto a un ricchissimo trasloco spagnolo. Poi il no di Mancini, che ha accettato di cedere chiunque tran…
ROMA - Secondo Oscar Wilde l'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi. La serie A, però, non potrebbe essere meno d'accordo. Provate a pensarci: chi avrebbe resistito a una proposta da ottanta milioni per Pogba? La Juve, per esempio. "Abbiamo ricevuto un'offerta di quel tipo, ma abbiamo detto no", giurava Marotta a luglio. E mica è stato l'unico a rifiutare assegni a sette zeri dalle grandi d'Europa. Per tanti che sono parti, da Tevez a Kovacic, da El Shaarawy a Darmian, molti hanno fatto la scelta inversa.
Alla fine dell'ultimo campionato tante stelle parevano pronte a fare la valigia. Chi avesse dei dubbi può chiedere a Mauro Icardi: c'era in ballo un rinnovo complicato con l'Inter, la corte dell'Atletico Madrid si faceva ogni settimana più pressante, qualcuno già lo vedeva pronto a un ricchissimo trasloco spagnolo. Poi il no di Mancini, che ha accettato di cedere chiunque tranne il numero 9, così Thohir ha messo mani al portafoglio e Maurito ha felicemente sposato ancora una volta il progetto nerazzurro. Con tanti saluti a Diego Simeone, costretto a reinvestire i 35 milioni a disposizione su Jackson Martinez. Prima però il Cholo aveva avanzato un tentativo anche con un altro connazionale: a Napoli lo sanno bene, al punto che l'intera coppa America è stata vissuta come una lunga pausa di riflessione con l'idolo del San Paolo, Gonzalo Higauin. Lo voleva l'Atletico, lo avrebbe voluto anche l'Arsenal. De Laurentiis ha dovuto mediare a lungo con l'argentino e il fratello-agente per convincerlo. Ma alla fine ha vinto la battaglia, e ora sogna persino un rinnovo. Troppo forse, ma chissà.
Di Pogba si è detto, ma in pochi ricordano che ad aprire il mercato erano state alcune sue frasi sibiliine: "Quello che ho detto alla Juve non lo sa nessuno". Qualcuno ci aveva letto una minaccia di addio. Poi il no di Marotta al Barça ha chiuso ogni discorso. E' vero, sono partiti tanti altri: proprio la Juve ha dovuto salutare Pirlo, Tevez e Vidal, ma in fondo era nell'aria, e ha tenuto indubbiamente il talento più importante in prospettiva. Come la Roma, che ha aperto la porta a due riserve come Bertolacci e Romagnoli, ma l'ha sbattuta in faccia all'Arsenal quando ha bussato chiedendo di Manolas. Gli inglesi avevano pronti fino a 26 milioni, ma Sabatini è stato irremovibile. E anche il greco di lasciare Roma per Londra non è che avesse tutta questa voglia. Prima ancora, a maggio, chi avrebbe scommesso un euro sulla permanenza romana di Nainggolan? Anche la Roma temeva di perderlo, al punto da aver mosso passi per opzionare Kondogbia. Quando però la valutazione del francese è impazzita Pallotta ha capito che serviva una sforzo per tenersi il mediano belga-indonesiano. Detto, fatto: altro che separazione. Anche alla Lazio temevano di perdere un leader di centrocampo: a giugno Real e United si sono sfidate a colpi di milioni per assicurarsi Lucas Biglia. Scontrandosi però con il rigidissimo no di Lotito: servono 50 milioni, e tanti saluti alla bulimia delle grandi. Discorso simile a quello per Felipe Anderson.
Ad agosto la scena si è ripetuta con il baby Keita, praticamente ceduto all'Aston Villa. Poi quel gol al Bayer Leverkusen nel preliminare ha cancellato i dubbi, del calciatore e della proprietà. Problemi simili però non li hanno solo le big: chiedete al Palermo. Zamparini è dovuto scendere in campo in prima persona per bloccare l'esodo di Vazquez. Mentre la Samp deve continuare a resistere alle tentazioni per Eder. Cercando di non pensare, magari, ai consigli di Oscar Wilde.
Alla fine dell'ultimo campionato tante stelle parevano pronte a fare la valigia. Chi avesse dei dubbi può chiedere a Mauro Icardi: c'era in ballo un rinnovo complicato con l'Inter, la corte dell'Atletico Madrid si faceva ogni settimana più pressante, qualcuno già lo vedeva pronto a un ricchissimo trasloco spagnolo. Poi il no di Mancini, che ha accettato di cedere chiunque tranne il numero 9, così Thohir ha messo mani al portafoglio e Maurito ha felicemente sposato ancora una volta il progetto nerazzurro. Con tanti saluti a Diego Simeone, costretto a reinvestire i 35 milioni a disposizione su Jackson Martinez. Prima però il Cholo aveva avanzato un tentativo anche con un altro connazionale: a Napoli lo sanno bene, al punto che l'intera coppa America è stata vissuta come una lunga pausa di riflessione con l'idolo del San Paolo, Gonzalo Higauin. Lo voleva l'Atletico, lo avrebbe voluto anche l'Arsenal. De Laurentiis ha dovuto mediare a lungo con l'argentino e il fratello-agente per convincerlo. Ma alla fine ha vinto la battaglia, e ora sogna persino un rinnovo. Troppo forse, ma chissà.
Di Pogba si è detto, ma in pochi ricordano che ad aprire il mercato erano state alcune sue frasi sibiliine: "Quello che ho detto alla Juve non lo sa nessuno". Qualcuno ci aveva letto una minaccia di addio. Poi il no di Marotta al Barça ha chiuso ogni discorso. E' vero, sono partiti tanti altri: proprio la Juve ha dovuto salutare Pirlo, Tevez e Vidal, ma in fondo era nell'aria, e ha tenuto indubbiamente il talento più importante in prospettiva. Come la Roma, che ha aperto la porta a due riserve come Bertolacci e Romagnoli, ma l'ha sbattuta in faccia all'Arsenal quando ha bussato chiedendo di Manolas. Gli inglesi avevano pronti fino a 26 milioni, ma Sabatini è stato irremovibile. E anche il greco di lasciare Roma per Londra non è che avesse tutta questa voglia. Prima ancora, a maggio, chi avrebbe scommesso un euro sulla permanenza romana di Nainggolan? Anche la Roma temeva di perderlo, al punto da aver mosso passi per opzionare Kondogbia. Quando però la valutazione del francese è impazzita Pallotta ha capito che serviva una sforzo per tenersi il mediano belga-indonesiano. Detto, fatto: altro che separazione. Anche alla Lazio temevano di perdere un leader di centrocampo: a giugno Real e United si sono sfidate a colpi di milioni per assicurarsi Lucas Biglia. Scontrandosi però con il rigidissimo no di Lotito: servono 50 milioni, e tanti saluti alla bulimia delle grandi. Discorso simile a quello per Felipe Anderson.
Ad agosto la scena si è ripetuta con il baby Keita, praticamente ceduto all'Aston Villa. Poi quel gol al Bayer Leverkusen nel preliminare ha cancellato i dubbi, del calciatore e della proprietà. Problemi simili però non li hanno solo le big: chiedete al Palermo. Zamparini è dovuto scendere in campo in prima persona per bloccare l'esodo di Vazquez. Mentre la Samp deve continuare a resistere alle tentazioni per Eder. Cercando di non pensare, magari, ai consigli di Oscar Wilde.