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Lazio-Sassuolo 2-1, Lulic e ancora Immobile: biancocelesti quarti

L'esultanza di Immobile dopo il gol del raddoppio (ansa)
La squadra di Inzaghi sale in classifica scavalcando i partenopei che affronteranno sabato prossimo. L'attaccante in gol per la quinta giornata di fila, agli emiliani non basta la rete di Defrel
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ROMA - Decollo Lazio. Dopo una partita sofferta contro il Sassuolo senza 5 titolari, i biancocelesti incassano tre punti fondamentali: sorpasso sul Napoli, distanze ridotte dalla Roma, quarto posto in solitudine a un passo dal Milan terzo. Sintesi: è la sorpresa del campionato, la squadra di Inzaghi, capace di mettere insieme 14 punti nelle ultime 6 gare. Ancora una volta il giovane tecnico ringrazia Ciro Immobile, autore del 2-0 e a segno per la quinta giornata di fila, con 7 reti realizzate. In tutta la stagione, comprese quelle in azzurro, sono 12. Ora il centravanti biancoceleste è a un solo centro da Dzeko nella classifica cannonieri.

LE PAGELLE DI LAZIO-SASSUOLO
 
Eppure dopo 30 secondi è il Sassuolo a sfiorare il gol: bella verticalizzazione di Pellegrini per Defrel che tira subito ma trova un Marchetti reattivo a deviare in angolo. Le tante assenze costringono Di Francesco a ripiegare sul "conservativo" 3-5-2: per una volta il Sassuolo sceglie la via della praticità, di bel gioco si riparlerà quando ritroverà qualche titolare, da Berardi a Magnanelli e Missiroli. La Lazio invece ripresenta il suo 4-3-3 con quel tridente che sa far male: Felipe Anderson è uno straordinario mix di tecnica e potenza, Immobile segna sempre, Keita a volte sembra immarcabile sulla fascia sinistra. All'8' i biancocelesti protestano perché Peluso ferma con la mano Basta in dribbling, ma l'arbitro Calvarese non concede il rigore. È la squadra di casa (non più di 18mila spettatori all'Olimpico) a comandare le operazioni, però il bunker del Sassuolo tiene. Nella ripresa invece la Lazio trova subito (al 5') il gol. Irregolare, va detto, perché sul passaggio di Keita, Lulic tocca in rete da due passi ma è in fuorigioco. In precedenza strepitosa azione di Felipe Anderson sulla destra: mai visti tanti tunnel in una sola partita di Serie A, uno spettacolo. I biancocelesti legittimano il vantaggio e al 10' raddoppiano: angolo di Anderson, sponda di Radu e sul secondo palo il piattone destro di Immobile è letale. Festa grande per il centravanti della Lazio, cui i tifosi dedicano il coro che era per Miro Klose: basta cambiare la consonante iniziale e il gioco è fatto. A questo punto però la squadra di Inzaghi pensa di aver vinto la partita e si distrae. Subito il cinico Sassuolo la punisce e al 12' realizza il gol che riapre tutto: bella combinazione in verticale tra Matri (subentrato all'esordiente Dell'Orco, laterale sinistro 22enne che stanotte sognerà Anderson, il suo incubo), Politano e Defrel. Stavolta Marchetti non può opporsi al tiro del francese, in gran forma. La partita diventa frenetica, Inzaghi per cercare di tenere palla fa entrare Biglia a 35 giorni dall'infortunio al polpaccio: l'argentino è chiaramente fuori condizione, fanno meglio gli altri centrocampisti, da Milinkovic al maratoneta Parolo, che vince mille contrasti. La grande occasione il Sassuolo la crea proprio all'ultimo istante, quando Pellegrini pesca Ragusa al di là della difesa biancoceleste: sembra il 2-2, invece l'attaccante incredibilmente mette fuori da due passi. Così la Lazio festeggia il sesto risultato utile consecutivo e può continuare a sognare perfino un posto in Champions: la prova della verità sabato prossimo, al San Paolo di Napoli.

LAZIO-SASSUOLO 2-1 (0-0)
Lazio (4-3-3): Marchetti 6.5 – Basta 6.5, Wallace 6.5, Hoedt 7, Radu 6.5 – Milinkovic 6.5 (37' st Murgia sv), Parolo 7, Lulic 6.5 – Felipe Anderson 7, Immobile 7 (41' st Djordjevic sv), Keita 6.5 (15' st Biglia 5.5).
Sassuolo (3-5-2): Consigli 5 – Terranova 5.5 (36' st Ragusa 4), Acerbi 6.5, Peluso 6 – Lirola 5.5, Biondini 5.5 (26' st Duncan 6), Sensi 6, Pellegrini 6, Dell'Orco 5 (11' st Matri 6) – Defrel 7, Politano 6.5.
Arbitro: Calvarese 5.
Rete: 5' st Lulic, 10' st Immobile, 12' st Defrel.
Note: ammoniti Acerbi, Felipe Anderson, Lulic; spettatori 18mila circa.
 
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