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Milan-Inter, il derby tra addii, cinesi e un mercato alla rovescia

Vincenzo Montella 
Domenica sera una stracittadina dai molti significati: sarà l'ultima di Galliani, la prima di Suning, Montella e Pioli e due squadre che in campo hanno rovesciato i pronostici dell'estate
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MILANO - Il distacco di 8 punti sembra fatto apposta per un derby di Milano che ha la Cina sullo sfondo. Nel gigante asiatico questa cifra ha un valore simbolico perché è sinonimo di buona sorte. Solo che a fine agosto tutti avrebbero scommesso che questo vantaggio sarebbe stato a favore dell'Inter più che del Milan. I nerazzurri erano usciti da un mercato molto ricco con i colpi Candreva, Joao Mario e Gabigol (dopo Ansaldi e Banega). I rossoneri invece erano sostanzialmente rimasti fermi al palo a causa dell'infinita trattativa per il passaggio di proprietà che ha congelato la campagna acquisti. Invece, a quasi tre mesi di distanza, lo scenario è ribaltato. E' la squadra di Montella che precede i rivali cittadini in classifica da un +8 di altezza con il suo blocco di giovani: Donnarumma, Romagnoli (ko per un problema muscolare), De Sciglio, Locatelli, Suso e Niang. L'Inter invece lancia nell'arena il quarto allenatore stagionale dopo Mancini, De Boer e Vecchi proprio nella sera della stracittadina: per Pioli il debutto sarà caldissimo.
 
ULTIMO DERBY PER DUE - Sarà un derby che, comunque andrà la partita, resterà nella storia. Ultimo della gestione Berlusconi: 75° incontro tra Inter e Milan in questo trentennio. Comandano i rossoneri con 28 vittorie a 26 (20 pareggi). Ma difficilmente l'ex Cavaliere sarà allo stadio anche se in questa materia i colpi di scena dell'ultimo minuto sono sempre possibili. E' uno dei tanti paradossi di questa sfida. Moratti, che ha già lasciato ogni carica, sembra molto più presente rispetto al fondatore di Mediaset: anche ieri il petrolieri ha rilasciato le sue consuete dichiarazioni sotto gli uffici della Saras. E' lui a riempire il vuoto della proprietà cinese già operativa da giugno, ma ancora un po' distante da Milano nell'immaginario collettivo (anche se l'approdo di Liu Jun alla carica di ad dovrebbe avvicinare le distanze). Sul fronte milanista invece la società resterà la stessa ancora per poche settimane in attesa del closing. Ma le certezze non sono ancora molte sui nomi dei nuovi proprietari. Sarà l'ultima stracittadina di Adriano Galliani ad rossonero.
 
PERICOLO CAMBIO IN CORSA - Chissà che proprio questo cambio in corsa, nel mezzo della stagione, non possa modificare qualche equilibrio in casa milanista. Sono stati giorni piuttosto agitati da questo punto di vista: al centro della scena il futuro di Donnarumma, corteggiato dalla Juventus. Diventa centrale il posizionamento di Mino Raiola dopo il "closing". L'agente italo-olandese, molto vicino a Galliani, deve costruire un rapporto con la nuova dirigenza. La Juventus potrebbe approfittarne. Non sarebbe un problema da poco visto che Raiola ha una ricca scuderia a Milanello: Donnarumma, Abate e Bonaventura, tre titolari fissi e componenti del blocco italiano del Milan. Se ne occuperà Marco Fassone che, quasi ad alimentare gli intrecci di questo derby, viene dall'Inter e ha deciso di iniziare il suo percorso da ad e dg rossonero chiamando l'ex capo degli osservatori del club nerazzurro: Massimiliano Mirabelli.
 
BANDIERE SOLO ALLA PINETINA - Una scelta che ha fatto storcere il naso ad alcuni osservatori e non è piaciuta ai grandi ex coinvolti nella ricerca della "bandiera" da inserire in società: Costacurta, Albertini e Maldini. Ora resta Ambrosini, ma al momento non c'è nulla di definitivo. L'Inter invece ha appena inserito un altro grande ex nel suo organigramma: Walter Samuel, assistente tecnico di Pioli, quarto allenatore della stagione nerazzurra, all'esordio proprio nel derby come successo a Mancini due anni fa. L'argentino si aggiunge al connazionale Javier Zanetti che lo ha fortemente voluto alla Pinetina. Anche la città di Milano entra in questa sfida che ormai ha assunto un profilo geopolitico con l'ombra del governo cinese ad allungare i suoi tentacoli sul calcio europeo. Suning non fa mistero dei suoi propositi di grandezza economica: acquisterebbe San Siro, nel momento in cui si chiarissero i piani del Milan sullo stadio, e vuole comprare la Torre Velasca, uno dei grattacieli simbolo della città. Ha già parlato col sindaco Sala di questi progetti economici.
 
DERBY FUORI DAL CAMPO - La politica cittadina osserva attentamente questi movimenti. Ieri David Gentili, presidente della Commissione comunale antimafia (un politico che si occupa di certi argomenti da anni con serietà), ha chiesto di fare luce sulle proprietà di Inter e Milan proprio alla luce della concessione su San Siro. Significativamente sono fischiate le orecchie più ai compratori del club rossonero che hanno replicato con una nota ufficiale. La situazione nerazzurra con Suning ha contorni più definiti. Non sarà ancora un derby cinese perché il "closing" rossonero non c'è ancora. Ma comunque il passaggio di consegne è già iniziato. Il derby del 20 novembre 2016 resterà nella storia a prescindere dal risultato. 
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