Lazio-Roma 0-2, Strootman e Nainggolan decidono il derby
di MATTEO PINCI
Strootman esulta dopo il gol del vantaggio (reuters)
La stracittadina si decide nella ripresa dopo un primo tempo in cui la squadra di Inzaghi fa di più ma quella di Spalletti recrimina per un possibile rigore non dato. L'olandese sfrutta un clamoroso errore in disimpegno di Wallace (e festeggiando scatena una rissa), il belga chiude i conti
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
ROMA - Non poteva immaginare un finale migliore per la propria storia. Dopo due anni da spettatore, un rientro a faticoso, la sorte restituisce a Kevin Strootman tutte le emozioni che gli aveva tolto. Nella corsa sotto lo spicchio di curva pieno c'è il riscatto di due interventi al crociato e della paura di non farcela. Il derby alla Roma lo regala lui. Anche se la miccia dei fuochi d'artificio gialli e rossi l'accende Nainggolan. Alla Lazio non resta che l'amarezza di un tabù che dura ormai da 7 derby e 1288 giorni: dalla vittoria nella coppa Italia, 26 maggio 2013, mai più una gioia.
LA LAZIO PARTE FORTE - Eppure le premesse parevano altre. Lazio aggressivissima fin dal primo pallone toccato (basta aspettare 4 secondi per il primo fallo), Roma paziente, anche se la pazienza finisce per somigliare a timore. Sarà l'assenza di Salah, sarà il modulo con Rudiger a destra, Emerson a sinistra e Peres a "imitare&quo…
ROMA - Non poteva immaginare un finale migliore per la propria storia. Dopo due anni da spettatore, un rientro a faticoso, la sorte restituisce a Kevin Strootman tutte le emozioni che gli aveva tolto. Nella corsa sotto lo spicchio di curva pieno c'è il riscatto di due interventi al crociato e della paura di non farcela. Il derby alla Roma lo regala lui. Anche se la miccia dei fuochi d'artificio gialli e rossi l'accende Nainggolan. Alla Lazio non resta che l'amarezza di un tabù che dura ormai da 7 derby e 1288 giorni: dalla vittoria nella coppa Italia, 26 maggio 2013, mai più una gioia.
LA LAZIO PARTE FORTE - Eppure le premesse parevano altre. Lazio aggressivissima fin dal primo pallone toccato (basta aspettare 4 secondi per il primo fallo), Roma paziente, anche se la pazienza finisce per somigliare a timore. Sarà l'assenza di Salah, sarà il modulo con Rudiger a destra, Emerson a sinistra e Peres a "imitare" l'egiziano, ma Spalletti fatica a dare forma a uno straccio di azione offensiva. Quello che invece riesce benissimo a Inzaghi. L'occasione buona capita dopo 13' a Immobile, che sfrutta una sponda di Parolo a centro area, ma spara altissimo. Felipe Anderson fa venire il mal di mare a Emerson, Rudiger soffre Keita. Mentre Dzeko, abbandonato in terra straniera alle cure di Wallace e Radu, è a lungo l'unico romanista nella metà campo laziale.
IL "GIALLO" RIGORE - Ma il passare dei minuti rianima la Roma e toglie energie nervose ai padroni di casa. Per riassumere il primo tempo basta un minuto: il 29'. Quello del "giallo": Bruno Peres scappa a destra, entra in area, incrocio pericoloso con Biglia e il brasiliano finisce a terra. Fallo o no? In area o fuori? Banti e l'addizionale Calvarese combinano un mezzo macello, prima rigore, poi no. Alla fine optano per la salomonica via di mezzo: punizione dal limite dell'area.
Lazio-Roma: Strootman segna, esulta e tira l'acqua a Cataldi
GOL E RISSA - La normalizzazione del match fa felice la Roma. Che però deve maledire, per una volta, la cattiveria che manca a Dzeko. Due volte gli finisce sulla testa la palla del vantaggio: prima traduce una sponda di Manolas in un passaggio per Marchetti, poi su cross di Nainggolan non riesce da due passi a giustiziare il portiere laziale, che si salva in corner. Segnali che la Lazio ignora. E allora al 19' la Roma si prende le chiavi del match. Grazie a Strootman, che sradica il pallone a Wallace - incomprensibilmente addormentato al limite dell'area, per poi beffare con un pallonetto Marchetti. Un gol che vale una nuova pagina della sua storia personale e la corsa liberatoria verso quel che resta della curva sud. Ma che scatena pure una rissa a bordo campo: Strootman schizza con l'acqua Cataldi che protestava col quarto uomo. Questo per reazione lo prende per il colletto, alle spalle: ne nasce un capannello, Banti interviene, caccia il laziale (era in panchina) e ammonisce l'olandese. La Lazio s'innervosisce e non ne indovina più una esponendosi al colpo di grazia. E puntuale Nainggolan, poco dopo la mezz'ora, la giustizia: vede Marchetti fuori posizione e dai 25 metri scaraventa nell'angolo più vicino un bolide che vale il 2-0.
L'inesperienza condanna Inzaghi, sfrontato, illuso, forse troppo arrogante. Vince la pazienza di Spalletti e De Rossi. ma anche la rabbia. Quella di Strootman e Nainggolan. Che tengono la Roma aggrappata al Milan. E vicina tanto così dalla Juve. Le affronterà nei prossimi due turni: il destino passa da lì.
LAZIO-ROMA 0-2 (0-0) Lazio (4-3-3) Marchetti - Basta (35' st Patric), Wallace, Radu, Lulic - Parolo, Biglia (35' st Lombardi), Milinkovic - Felipe Anderson, Immobile, Keita (40' st Kishna).. All. Pioli Roma (4-2-3-1) Szczesny - Rudiger, Manolas, Fazio, Emerson - Strootman, De Rossi - Bruno Peres (47' st Juan Jesus), Nainggolan, Perotti - Dzeko. All. Spalletti Arbitro: Banti. Reti: 19' st Strootman, 32' st Nainggolan. Note: espulso Cataldi; ammoniti Biglia, Rudiger, Strootman, Lulic, Parolo, Bruno Peres, Lombardi; spettatori 35mila circa.