Palermo-Inter 0-1, Joao Mario firma la sesta vittoria consecutiva
di ANDREA SORRENTINO
Joao Mario esulta dopo il gol (lapresse)
Il portoghese, entrato nella ripresa al posto di uno spento Banega, segna la rete che stende i rosanero e consente ai nerazzurri di allungare la striscia vincente in campionato
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PALERMO - E non si fermano, nemmeno qui. Da 45 giorni l'Inter sa solo vincere e a Palermo infila l'ottava perlina consecutiva coppe comprese, sesta in campionato. Decide un gol di Joao Mario al 20' della ripresa, l'Inter chiude in 10 per l'espulsione di Ansaldi al 34' st (doppio giallo) e anche senza Stefano Pioli, che protesta troppo proprio per il rosso al suo difensore e viene invitato dall'arbitro Irrati a seguire negli spogliatoi Ansaldi. Di fatto, al di là della vittoria di misura, non c'è stata partita: il Palermo non ha mai impegnato Handanovic, del resto non ci si poteva aspettare di più dalla squadra che ha il peggior ruolino di marcia casalingo dei 5 campionati europei più importanti (1 punto in 10 gare al "Barbera") e che ha la seconda peggior difesa della A dopo il Cagliari. L'Inter invece era in salute e lo ha dimostrato anche in Sicilia, anche se si continua a non afferrare l'insistenza di Pioli nello schierare dal primo minuto in trasferta Banega anziché Joao Mario, che ha energie doppie e lucidità superiore all'argentino. I nerazzurri non vincevano a Palermo dal settembre 2010, doppietta di Eto'o.
Si gioca in un'atmosfera lunare, con lo stadio semivuoto e popolato per lo più da tifosi interisti, chi da Milano chi dagli Inter club siciliani, mentre gli ultras del Palermo sono un'esigua minoranza che si dedica a intonare cori contro il presidente Maurizio Zamparini. Nel silenzio, interrotto soprattutto da insulti tra le tifoserie, e sotto una pioggia inesorabile per almeno metà primo tempo, il Palermo parte meglio e avvicina la porta di Handanovic due volte nei primi 4' (tiro cross pericoloso di Nestorovski al 3', poi Murillo anticipa il centravanti macedone in corner su cross di Rispoli), poi lentamente il centrocampo nerazzurro avanza (Brozovic più vivace di Gagliardini, che però crescerà nella ripresa a posizioni invertite col croato), tiene meglio il pallone, la squadra comincia a distendersi mentre il Palermo per forza di cose rincula, attendendo di allungarsi in contropiede ma senza riuscirci granché anche per via di troppi errori in palleggio e in uscita, tranne quando al 21' Quaison sfonda su Murillo (al solito impreciso) ma calcia male a lato.
Palermo-Inter, il film della partita
Prima occasione interista al 9', ma Icardi mastica il tiro di sinistro in area dopo essere stato lanciato in profondità da Miranda. Poi è il portiere Posavec il protagonista nella fase centrale del tempo: gran respinta su una sassata di destro di Candreva (22') e ancora un tuffo alla propria destra per ribattere un destro ciclonico di Brozovic da fuori area (27') poi sulla respinta Icardi, solo, di testa manda alto, ed è la migliore occasione nerazzurra. All'Inter mancano le variazioni di Banega, che da fermo riesce anche a inviare qualche pallone interessante ma non si fa trovare mai tra le linee nemiche per un'imbucata che servirebbe come il pane (nella ripresa arriverà la sostituzione persino tardiva con Joao Mario), mentre Perisic a sinistra è devastante, solo che sui suoi cross la difesa del Palermo vigila con attenzione. Finale di tempo con un paio di episodi sospetti nelle due aree (Goldaniga trattenuto in area interista al 33', Icardi cinturato dall'altra parte al 39') e con un quasi autogol di Gazzi su cross di Brozovic, ma ancora Posavec è attento, e in qualche modo il Palermo, con molta fatica, riesce a tenere il pari all'intervallo.
Nella ripresa però non c'è più letteralmente partita, perché l'Inter diventa padrona del territorio e il Palermo non ne ha più, fisicamente e mentalmente. Poi l'ingresso di Joao Mario al posto di Banega aggiunge sostanza, lasciando inalterata la qualità del gioco, mentre Gagliardini sale di tono ed è nel cuore della gara per due volte: quando al 9' rovescia in porta in mischia, e trova il salvataggio di Gazzi, e quando al 16' lancia magnificamente in area Icardi, il cui sinistro in scivolata viene tamponato ancora da Posavec. Ma dalli e dalli si arriva all'1-0, dopo giocata sulla destra di Candreva che ubriaca Goldaniga con una serie di finte e controfinte, finché va al cross a rientrare di sinistro che trova Joao Mario perfettamente posizionato al limite dell'area piccola, per un'incursione delle sue: destro nell'angolo e gol. L'Inter continua a dominare tecnicamente fin oltre la mezz'ora, quando la pioggia diventa fittissima e Ansaldi, al 34', si fa espellere per doppia ammonizione dopo un fallo su Nestorovski, intervento senz'altro reso più temibile dal campo scivoloso. Nel piccolo parapiglia che fa seguito all'espulsione di Ansaldi c'è Pioli che protesta troppo e viene allontanato dal campo anche lui, mentre il Palermo con Diamanti e Chochev in campo prova a produrre lo sforzo supremo di ergersi al livello della grande Inter, almeno sul piano del risultato di oggi. Ma la porta di Handanovic rimarrà lontanissima, e si chiude al 95' sotto un acquazzone tropicale, con l'Inter ancora una volta in porto, e il Palermo sempre più vicino alla retrocessione a meno che non cambino moltissime cose, ma ormai sembra tardi.