Juventus-Lazio 2-0, Dybala e Higuain fanno ripartire i bianconeri
di EMANUELE GAMBA
L'esultanza di Dybala dopo il gol (ansa)
Allegri inizia con un modulo quasi inedito con dentro tutti i pezzi forti. La scelta paga, partita chiusa dopo 15' grazie ai gol dei due argentini. Il ko di Firenze alle spalle, blindato il primo posto
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TORINO - Quand'era più giovane, Allegri amava giocare ai cavalli. Dicono ci prendesse spesso. Il senso per la scommessa gli è rimasto, come l'inclinazione a vincerle: dopo tutto la Juve che si è inventato in questa partita dell'ora di pranzo contro la Lazio cos'è stata, se non una scommessa già vinta (almeno per il momento, perché poi serviranno altri riscontri).
La Juve ha triturato la formazione di Inzaghi con un modulo quasi inedito, il 4-2-3-1, finora visto giusto in qualche scampolo, ma soprattutto con una mescolanza di talenti decisa sul confine tra il coraggio e l'arroganza, tra il rischio e la follia, tra l'ambizione e la scelleratezza. Ha avuto ragione lui, affidandosi alla sua lucida capacità di fare, e stare, sempre un passo avanti e rispolverando un progetto sul quale aveva lungamente lavorato in autunno ma che poi ha dovuto mettere temporaneamente da parte per tutta una serie di ragioni, a cominciare dagli infortuni di Dybala e Pjaca. Aveva in mente questa svolta, l'allenatore, perché era l'unica soluzione che gli avrebbe consentito di sfruttare fino in fondo, e totalmente, la qualità che s'annida della sua rosa, alzando il livello tecnico ed evitando di sacrificare uno o due dei suoi talenti migliori (meglio mandare in panchina Rincon invece di Mandzukic, no?). Così li ha messi in campo tutti: Pjanic in regia al fianco di Khedira, Cuadrado e Mandzukic e fare le ali a campo aperto, Dybala come i numeri 10 di una volta e Higuain a farsi ruotare attorno tutti gli altri, anche se poi il Pipita è stato il primo a ripiegare, a rincorrere, a distribuire assist. In aggiunta, c'erano anche due terzini di spinta, e chissà che succederà quando saranno a disposizione pure Dani Alves e Alex Sandro, mentre Pjaca è la prima alternativa al trio dei fantasisti.
Juventus-Lazio, il film della partita
È una soluzione affascinante ma complessa, che richiede equilibri sofisticati e precisi e un'applicazione feroce: Allegri l'ha avuta, anche se serviranno test ulteriori, visto che questa prova generale ha goduto di due agevolazione, il gol precocissimo di Dybala e la totale inconsistenza della Lazio, non si sa se spaventata a priori dall'artiglieria juventina, se incapace di calarsi in una partita diversa da quella immaginata o se in vena di fare un dispetto alla Roma, che puntava su un "favore" dei cugini per provare a zompare in testa alla classifica.
L'incertezza sulla scommessa di Allegri è durata meno di 5', il tempo che arrivasse un gol cucito su misura sul nuovo modulo, con il cross di Lichtsteiner dalla trequarti e la sponda di Mandzukic per l'inserimento al limite di Dybala, perfetto nella conclusione al volo di esterno di sinistro almeno quanto imperfetto è stato il tentativo di parata di Marchetti, in evidente ritardo. L'uno a zero ha accentuato le differenze, ha infuso sicurezze alla Juve e ha moltiplicato le paure della Lazio, che ha impiegato 25' (botta a fil di palo di Milnkovic-Savic) per entrare timidamente in una partita che nel frattempo la Juve aveva già mandato in archivio con il 2-0, orchestrato con una fuga sulla destra da Cuadrado, sul cui cross Wallace e De Vrij sono arrivati in ritardo e Higuain invece puntualissimo, come al solito. La Juve ha continuato a fare quello che ha voluto, decidendo lei i ritmi (sempre più lenti, per agevolare la gestione della palla), il tempo degli attacchi, quello della prudenza. Il 4-2-3-1 ha funzionato grazie soprattutto allo straordinario spirito di sacrificio di Mandzukic, ma anche gente come Higuain e Pjanic non s'è tirata indietro.
I bianconeri sono sempre rimasti corti e compatti, al punto che la Lazio non ha mai avuto modo di insidiare Buffon, anche se nella prima metà del secondo ha almeno avuto il controllo (sterile) nelle operazioni. Inzaghi s'è dannato, provandoci anche con il 4-2-4, ma tutto ciò in cui la sua squadra è riuscita è stato il contenimento dei danni. Per la verità, la Juve non ha più tirato in porta, dopo il 2-0, limitandosi ha sprecare un paio di gol con Dybala nella ripresa (sul secondo, straordinario l'assist di Higuain), di sfiorarne un altro paio con Pjaca (le occasione le ha avuto col destro e di testa, non i suoi pezzi forte) e di rendersi conto di avere imboccato una strada che può portare lontano.
JUVENTUS-LAZIO 2-0 (2-0)
JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon - Lichtsteiner (30' st Barzagli), Bonucci, Chiellini, Asamoah - Pjanic, Khedira - Cuadrado, Dybala (37' st Rincon), Mandzukic - Higuain (42' st Pjaca). All. Allegri LAZIO (4-3-3): Marchetti - Patric, De Vrij, Wallace, Radu (15' st Lukaku) - Parolo, Biglia (15' st Djordjevic), Milinkovic-Savic - Lombardi (21' st Murgia), Immobile, Anderson. All. Inzaghi Arbitro: Massa. Reti: 5' pt Dybala, 17' st Higuain Note: ammoniti Radu, Immobile, Parolo. Spettatori 39.917, incasso 1.931.211 euro.