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Pescara-Lazio 2-6, è show biancoceleste: Parolo fa poker

Il gol del 3 a 2 di Parolo (ansa)
Il primo tempo, chiuso sul 2-2 dopo aver rimontato due gol, illude gli abruzzesi. Nella ripresa la squadra di Inzaghi domina e si prende i tre punti, il centrocampista segna quattro reti. Nel tabellino anche Keita e l'ex Immobile
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PESCARA - Tutto secondo sceneggiatura, o quasi. Vince la Lazio, con un diluvio di gol. Anche se perfino con un certo batticuore a un certo punto. Si era andati infatti all'intervallo con grande stupore sul 2-2 dopo che la squadra di Oddo era riuscita a sbagliare un rigore e rimontare comunque i primi due gol della Lazio. Ma il Pescara oggi non è in grado purtroppo di fare argine a nulla. Le sconfitte e i gol raccolti in rete ormai sono troppi per coltivare qualsiasi speranza di ripresa. E così dopo l'intervallo tutto è tornato nella normalità, la Lazio ha coperto il Pescara di gol (altri 4) andando fieramente all'attacco del record della sera prima del Napoli contro il Bologna. Ma si è fermata a sei.

La Lazio ha usato il match di Pescara per ritirarsi su dopo le sconfitte con Juventus e Chievo. Il povero Pescara di Oddo ha provato a schierare almeno una parte dei rinforzi del mercato di gennaio (Stendardo, Bovo, Castanos, Gilardino, Cerri, Muntari) ma non sembra proprio esserci via d'uscita al suo incubo. Gli ultras - salvo scontrarsi prima della partita con altri ultras della Lazio e tirarsi reciprocamente qualche sedia - sembravano aver concesso anche una tregua alla società, alla squadra e all'allenatore. Dopo il sesto gol però la maggior parte ha lasciato la curva per protesta. Siamo di fronte a una lunga e veloce picchiata verso la serie B. Grande protagonista del pomeriggio all'Adriatico Marco Parolo, 32 anni, che ha messo a segno ben tre gol, tutti di testa, e poi un quarto finale di destro. Se ne è andato portandosi via il pallone del match. E anche questo evidentemente il simbolo della confusione che c'è nel Pescara, nessuno è riuscito a prendergli le misure, ogni volta che si gettava in area pescarese era gol. Dopo i primi 2 gol di Parolo in meno di un quarto d'ora di partita il trottolino Benali - l'unico che forse non si è veramente mai arreso - ha accorciato; qualche minuto dopo Caprari ha sparato nelle braccia di Marchetti un rigore per atterramento di Zampano da parte di Hoedt; e prima della fine del primo tempo un tiro dalla distanza di Brugman ha schiaffeggiato con il 2-2 una Lazio imbambolata e già convinta evidentemente della facile vittoria. 

Il secondo tempo è stato però tutt'altra storia, la Lazio ha macinato gioco e gol, ben decisa a prendersi quei punti che la mantengono nella parte nobile della classifica. In rapida successione è arrivato un altro incredibile gol di testa di Parolo, e poi la sequenza messa a segno da Keita, Immobile (che da ex del Pescara di Zeman non ha esultato) e ancora l'ultimo simbolico gol di Marco Parolo, stavolta di destro e non di testa. In pratica una festa e un'iniezione di autostima dopo le recenti frenate. Da Immobile a Keità, da Parolo a Felipe Anderson la Lazio ha sicuramente molti giocatori di qualità che in partite come queste fanno sentire pesantemente la differenza. Ultimo e desolato con i suoi miseri 9 punti in classifica resta il Pescara di Oddo che ha tagliato il traguardo dei 50 gol incassati. Praticamente un calvario, troppo debole per coltivare ormai qualsiasi speranza.
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