Pescara-Lazio 2-6, è show biancoceleste: Parolo fa poker
dal nostro inviato FABRIZIO BOCCAIl primo tempo, chiuso sul 2-2 dopo aver rimontato due gol, illude gli abruzzesi. Nella ripresa la squadra di Inzaghi domina e si prende i tre punti, il centrocampista segna quattro reti. Nel tabellino anche Keita e l'ex Immobile
PESCARA - Tutto secondo sceneggiatura, o quasi. Vince la Lazio, con un diluvio di gol. Anche se perfino con un certo batticuore a un certo punto. Si era andati infatti all'intervallo con grande stupore sul 2-2 dopo che la squadra di Oddo era riuscita a sbagliare un rigore e rimontare comunque i primi due gol della Lazio. Ma il Pescara oggi non è in grado purtroppo di fare argine a nulla. Le sconfitte e i gol raccolti in rete ormai sono troppi per coltivare qualsiasi speranza di ripresa. E così dopo l'intervallo tutto è tornato nella normalità, la Lazio ha coperto il Pescara di gol (altri 4) andando fieramente all'attacco del record della sera prima del Napoli contro il Bologna. Ma si è fermata a sei.
La Lazio ha usato il match di Pescara per ritirarsi su dopo le sconfitte con Juventus e Chievo. Il povero Pescara di Oddo ha provato a schierare almeno una parte dei rinforzi del mercato di gennaio (Stendardo, Bovo, Castanos, Gilardino, Cerr…
La Lazio ha usato il match di Pescara per ritirarsi su dopo le sconfitte con Juventus e Chievo. Il povero Pescara di Oddo ha provato a schierare almeno una parte dei rinforzi del mercato di gennaio (Stendardo, Bovo, Castanos, Gilardino, Cerr…
PESCARA - Tutto secondo sceneggiatura, o quasi. Vince la Lazio, con un diluvio di gol. Anche se perfino con un certo batticuore a un certo punto. Si era andati infatti all'intervallo con grande stupore sul 2-2 dopo che la squadra di Oddo era riuscita a sbagliare un rigore e rimontare comunque i primi due gol della Lazio. Ma il Pescara oggi non è in grado purtroppo di fare argine a nulla. Le sconfitte e i gol raccolti in rete ormai sono troppi per coltivare qualsiasi speranza di ripresa. E così dopo l'intervallo tutto è tornato nella normalità, la Lazio ha coperto il Pescara di gol (altri 4) andando fieramente all'attacco del record della sera prima del Napoli contro il Bologna. Ma si è fermata a sei.
La Lazio ha usato il match di Pescara per ritirarsi su dopo le sconfitte con Juventus e Chievo. Il povero Pescara di Oddo ha provato a schierare almeno una parte dei rinforzi del mercato di gennaio (Stendardo, Bovo, Castanos, Gilardino, Cerri, Muntari) ma non sembra proprio esserci via d'uscita al suo incubo. Gli ultras - salvo scontrarsi prima della partita con altri ultras della Lazio e tirarsi reciprocamente qualche sedia - sembravano aver concesso anche una tregua alla società, alla squadra e all'allenatore. Dopo il sesto gol però la maggior parte ha lasciato la curva per protesta. Siamo di fronte a una lunga e veloce picchiata verso la serie B.
Grande protagonista del pomeriggio all'Adriatico Marco Parolo, 32 anni, che ha messo a segno ben tre gol, tutti di testa, e poi un quarto finale di destro. Se ne è andato portandosi via il pallone del match. E anche questo evidentemente il simbolo della confusione che c'è nel Pescara, nessuno è riuscito a prendergli le misure, ogni volta che si gettava in area pescarese era gol. Dopo i primi 2 gol di Parolo in meno di un quarto d'ora di partita il trottolino Benali - l'unico che forse non si è veramente mai arreso - ha accorciato; qualche minuto dopo Caprari ha sparato nelle braccia di Marchetti un rigore per atterramento di Zampano da parte di Hoedt; e prima della fine del primo tempo un tiro dalla distanza di Brugman ha schiaffeggiato con il 2-2 una Lazio imbambolata e già convinta evidentemente della facile vittoria.
Il secondo tempo è stato però tutt'altra storia, la Lazio ha macinato gioco e gol, ben decisa a prendersi quei punti che la mantengono nella parte nobile della classifica. In rapida successione è arrivato un altro incredibile gol di testa di Parolo, e poi la sequenza messa a segno da Keita, Immobile (che da ex del Pescara di Zeman non ha esultato) e ancora l'ultimo simbolico gol di Marco Parolo, stavolta di destro e non di testa. In pratica una festa e un'iniezione di autostima dopo le recenti frenate. Da Immobile a Keità, da Parolo a Felipe Anderson la Lazio ha sicuramente molti giocatori di qualità che in partite come queste fanno sentire pesantemente la differenza. Ultimo e desolato con i suoi miseri 9 punti in classifica resta il Pescara di Oddo che ha tagliato il traguardo dei 50 gol incassati. Praticamente un calvario, troppo debole per coltivare ormai qualsiasi speranza.
La Lazio ha usato il match di Pescara per ritirarsi su dopo le sconfitte con Juventus e Chievo. Il povero Pescara di Oddo ha provato a schierare almeno una parte dei rinforzi del mercato di gennaio (Stendardo, Bovo, Castanos, Gilardino, Cerri, Muntari) ma non sembra proprio esserci via d'uscita al suo incubo. Gli ultras - salvo scontrarsi prima della partita con altri ultras della Lazio e tirarsi reciprocamente qualche sedia - sembravano aver concesso anche una tregua alla società, alla squadra e all'allenatore. Dopo il sesto gol però la maggior parte ha lasciato la curva per protesta. Siamo di fronte a una lunga e veloce picchiata verso la serie B.
Il secondo tempo è stato però tutt'altra storia, la Lazio ha macinato gioco e gol, ben decisa a prendersi quei punti che la mantengono nella parte nobile della classifica. In rapida successione è arrivato un altro incredibile gol di testa di Parolo, e poi la sequenza messa a segno da Keita, Immobile (che da ex del Pescara di Zeman non ha esultato) e ancora l'ultimo simbolico gol di Marco Parolo, stavolta di destro e non di testa. In pratica una festa e un'iniezione di autostima dopo le recenti frenate. Da Immobile a Keità, da Parolo a Felipe Anderson la Lazio ha sicuramente molti giocatori di qualità che in partite come queste fanno sentire pesantemente la differenza. Ultimo e desolato con i suoi miseri 9 punti in classifica resta il Pescara di Oddo che ha tagliato il traguardo dei 50 gol incassati. Praticamente un calvario, troppo debole per coltivare ormai qualsiasi speranza.