GENOVA - Incredibile sconfitta casalinga del Genoa che a Marassi non vince più dal 15 dicembre nella partita con la Fiorentina che era iniziata l'11 settembre. Contro il Chievo fallisce quello avrebbe potuto essere un match ball per chiudere definitivamente il discorso salvezza. E, invece, la squadra di Juric dopo un eccellente primo tempo, chiuso in vantaggio di un gol e con un rigore sbagliato, nel secondo sparisce dal campo consentendo al Chievo, che veniva da cinque sconfitte consecutive, di ribaltare il risultato. Chi si sforza di vedere comunque il bicchiere mezzo pieno pensa alla sconfitta casalinga dell'Empoli e al fatto che comunque è passato un altro turno di campionato e ormai ne mancano soltanto quattro per chiudere questa tribolatissima stagione.
Il Genoa parte forte. Juric rinuncia a Rigoni come finta ala e lo schiera a centrocampo vicino a Veloso. Nel tridente c'è Pandev che andrà anche piano, ma che è sicuramente il giocatore di maggiore qualità nella rosa. E così, quando al 36' Pairetto concede un rigore un po' generoso al Genoa (Cesar sbaglia un controllo facile ma è comunque Pandev che gli va a sbattere addosso), stupisce che Juric a calciare dal dischetto mandi Simeone e non l'attaccante macedone. Serve freddezza, esperienza e mestiere, qualità che non sono nel bagaglio del giovane attaccante argentino. Sorrentino va giù a destra e Simeone calcia effettivamente a sinistra ma clamorosamente a lato.
Ma il Genoa che è tornato a proporre un calcio propositivo e tutto in velocità, proprio come aveva fatto in avvio di stagione, passa comunque meritatamente in vantaggio al 43'. Da Palladino a Laxalt che va sul fondo e mette indietro per Pandev che non dà scampo a Sorrentino.
Sembra fatta anche perché il Chievo del primo tempo sembrerebbe il più accondiscendente degli sparring partner. La squadra di Maran per via degli infortuni si è trovata costretta a rinnegare la filosofia che l'ha portata ad essere la squadra con l'età media più alta d'Europa. In campo ci sono così De Paoli (leva 97) e Bastien (96).
Succede però quello che non ti aspetti. Si spegne improvvisamente la luce, tra il primo ed il secondo capita quello che era successo tra dicembre e gennaio quando una squadra pimpante ed aggressiva si era letteralmente dissolta. Al 7' la partita è stata sospesa per due minuti e mezzo per lancio di fumogeni dalla Gradinata Nord e altra interruzione, per un minuto, al 10'. Ma Juric non cerca scusanti: "Dai primi minuti avevo capito subito che la squadra non era più quella del primo tempo e da allenatore non so trovare una spiegazione".
Il Chievo pareggia al 15' di testa con Bastien che corregge di testa in rete un cross di Castro e sempre di testa, al 25', arriva il gol di Birsa che dà la vittoria al Chievo. Juric le prova tutte, finisce la partita addirittura con 4-2-3-1 con Hiljemark, che era entrato al posto di Lazovic, sulla linea dei difensori, e Ninkovic, Pellegri (il ragazzo del 2001 era all'esordio casalingo) e Palladino alle spalle di Simeone. Ma il Chievo tiene, anche se deve giocare in 10 i sette minuti in dieci per l'espulsione (doppia ammonizione) di Depaoli.
Il Genoa parte forte. Juric rinuncia a Rigoni come finta ala e lo schiera a centrocampo vicino a Veloso. Nel tridente c'è Pandev che andrà anche piano, ma che è sicuramente il giocatore di maggiore qualità nella rosa. E così, quando al 36' Pairetto concede un rigore un po' generoso al Genoa (Cesar sbaglia un controllo facile ma è comunque Pandev che gli va a sbattere addosso), stupisce che Juric a calciare dal dischetto mandi Simeone e non l'attaccante macedone. Serve freddezza, esperienza e mestiere, qualità che non sono nel bagaglio del giovane attaccante argentino. Sorrentino va giù a destra e Simeone calcia effettivamente a sinistra ma clamorosamente a lato.
Ma il Genoa che è tornato a proporre un calcio propositivo e tutto in velocità, proprio come aveva fatto in avvio di stagione, passa comunque meritatamente in vantaggio al 43'. Da Palladino a Laxalt che va sul fondo e mette indietro per Pandev che non dà scampo a Sorrentino.
Sembra fatta anche perché il Chievo del primo tempo sembrerebbe il più accondiscendente degli sparring partner. La squadra di Maran per via degli infortuni si è trovata costretta a rinnegare la filosofia che l'ha portata ad essere la squadra con l'età media più alta d'Europa. In campo ci sono così De Paoli (leva 97) e Bastien (96).
Succede però quello che non ti aspetti. Si spegne improvvisamente la luce, tra il primo ed il secondo capita quello che era successo tra dicembre e gennaio quando una squadra pimpante ed aggressiva si era letteralmente dissolta. Al 7' la partita è stata sospesa per due minuti e mezzo per lancio di fumogeni dalla Gradinata Nord e altra interruzione, per un minuto, al 10'. Ma Juric non cerca scusanti: "Dai primi minuti avevo capito subito che la squadra non era più quella del primo tempo e da allenatore non so trovare una spiegazione".
Il Chievo pareggia al 15' di testa con Bastien che corregge di testa in rete un cross di Castro e sempre di testa, al 25', arriva il gol di Birsa che dà la vittoria al Chievo. Juric le prova tutte, finisce la partita addirittura con 4-2-3-1 con Hiljemark, che era entrato al posto di Lazovic, sulla linea dei difensori, e Ninkovic, Pellegri (il ragazzo del 2001 era all'esordio casalingo) e Palladino alle spalle di Simeone. Ma il Chievo tiene, anche se deve giocare in 10 i sette minuti in dieci per l'espulsione (doppia ammonizione) di Depaoli.